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Rai nella bufera
Politica

Rai nella bufera: attacco al DG Antonio Campo Dall’Orto

Il consiglio di amministrazione della Rai affossa il piano sull’informazione del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e apre così una ferita difficilmente sanabile. L’intento è farlo dimettere ma lui per ora resiste. “Ho tenuto la schiena dritta, ma si avvicinano le elezioni”, è lo sfogo amaro.

“A Campo Dall’Orto – scrive Francesco Bei – si adatta bene un antico proverbio africano che a Roma tutti i manager nominati dalla politica dovrebbero imparare a memoria fin dal primo giorno di mandato: ‘Se vuoi andare veloce corri da solo. Se vuoi andare lontano, corri insieme a qualcuno'”.

Campo Dall’Orto: “In Rai ho tenuto la schiena dritta, ma si avvicinano le elezioni”

Il dg: «Dimettermi? Domani incontro il ministro Padoan e decido». E sulla riforma: mi hanno voltato le spalle, siamo ostaggio della politica

ROMA – «Dimettermi? No, non ci penso proprio. Deciderò solo dopo aver incontrato il ministro Padoan». Antonio Campo Dall’Orto vuole capire dall’azionista di maggioranza se gode ancora della sua fiducia. L’appuntamento è fissato per domani. Oggi il direttore generale sarà Palermo: vuole essere presente alla diretta di Rai 1 per commemorare Giovanni Falcone e alla presentazione del progetto digitale del maxi-processo. Mercoledì varcherà il portone di via XX settembre per un faccia a faccia con il ministro dell’Economia.

Il Direttore generale della tv pubblica vuole verificare quello che è chiaro da un po’ di tempo ormai: Renzi, il suo sponsor che l’ha portato a viale Mazzini, lo ha scaricato e vorrebbe sostituirlo. E infatti ai suoi collaboratori lo dice chiaramente: «Si avvicina a grandi falcate il tempo delle elezioni e serve una Rai che non crea problemi. Io ho tenuto la schiena dritta, ho garantito alla Rai autonomia, siamo quasi sempre in testa nel prime time. E tutto questo nonostante non siamo mai riusciti a lavorare come Dio comanda. Un problema dietro l’altro».

Non è detto però che Padoan gli dia il ben servito. Anche perché di mezzo ci sono problemi di contratto ancora non scaduto, penali da pagare in caso di rescissione anticipata. Allora una delle ipotesi che gira è che Campo Dall’Orto possa rimanere dipendente della Rai senza incarico fino alla scadenza naturale del suo contratto. Oppure Padoan potrebbe dirgli di tentare ancora un’intesa con il Cda sul piano dell’informazione. Lui, il direttore generale di viale Mazzini, dirà al ministro dell’Economia e titolare del Tesoro che ci sono delle priorità, degli obiettivi da portare in porto: il piano news, innanzitutto, la messa in sicurezza delle politica sui tetti degli stipendi, la blindatura della programmazione di tutti i canali Rai. Poi c’è il contratto di servizio da rinnovare. Un’altra cosa che gli sta a cuore è la piattaforma digitale affidata all’ex conduttrice di Report Milena Gabanelli che Campo Dall’Orto ha incontrato ieri pomeriggio. Prima aveva incontrato Monica Maggioni, la presidente della Rai che gli ha fatto la guerra e si opposta alla Gabanelli.

«Non penso di dimettermi», ha detto ai suoi collaboratori che lo hanno visto «sereno e determinato». Campo Dall’Orto non si sente sfiduciato dal Cda. «L’unica sfiducia può venire dal Tesoro. Sentirò cosa mi dirà il ministro Padoan e deciderò dopo una riflessione personale. Una cosa è certa: non ho nulla da rimproverarmi. Farò presente tutte le cose da fare e chiederò chi dovrà farle. Se sarò io, continuerò a confrontarmi con i consiglieri del cda».

Non nasconde amarezza e sorpresa, soprattutto per l’atteggiamento di alcuni consiglieri d’amministrazione Rai. Ricorda infatti che dopo il 3 gennaio e le dimissioni di Carlo Verdelli in seguito alla bocciatura del suo piano sulle news, si è rimboccato le maniche e ha rivisto quel piano. E lo ha fatto in continuo contatto con il Cda. «Li ho informati passo passo e mi sembrava che fossero d’accordo, almeno molti di loro non mi hanno mai contestato il nuovo piano». Proprio quelli, confida Campo Dall’Orto, che ieri a viale Mazzini lo hanno fermato. In sostanza i consiglieri più vicini a Matteo Renzi e al Pd. Mentre Arturo Diaconale è sempre stato contrario, ma in maniera aperta.

Allora cosa è successo? Che da mesi, spiegano i suoi collaboratori, è montata «una polemica tutta politica», con attacchi continui degli uomini dell’ex premier come Michele Anzaldi e il sottosegretario Antonello Giacomelli. Anche Angelino Alfano ha chiesto espressamente le sue dimissioni. Per Campo Dall’Orto una cosa è sicura, arrivati a questo punto: «La Rai è ferma. Ostaggio della politica». Domani Padoan dovrà dirgli se andare avanti o fare gli scatoloni.

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