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Prime anticipazioni del decreto su quota 100 e il reddito di cittadinanza
Attualità Politica

Prime anticipazioni del decreto su quota 100 e il reddito di cittadinanza

Pronto il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, il testo in settimana al consiglio dei ministri. Le misure scatteranno da Aprile.

Partiranno ad aprile il reddito e la pensione di cittadinanza. La bozza del decreto legge si compone di 27 articoli e sarà esaminata al prossimo Consiglio dei Ministri.  Con il decreto si introducono, in via sperimentale per il triennio 2019-2021, le misure di pensionamento anticipato con quota 100 per chi ha meno 62 anni e 38 anni di contributi. Chi li ha maturati entro il 31 dicembre 2018 dal primo gennaio 2019 in poi, consegue il diritto al pensionamento dopo tre mesi e quindi potrà accedere al pensionamento a partire dal primo aprile con qualche differenza per i dipendenti pubblici.

Il decreto stabilisce che i dipendenti della pubblica amministrazione che maturano i requisiti per quota 100 entro il 31 marzo 2019, potranno incassare l’assegno pensionistico a partire dal primo luglio prossimo. Per coloro che li maturano dal primo aprile in poi, il diritto al pensionamento scatta dopo sei mesi. Inoltre per il pubblico impiego il provvedimento prevede il differimento del pagamento del trattamento di fine rapporto: il dipendente pubblico riceverà il Tfr al momento in cui avrebbe maturato il diritto al pensionamento secondo le norme della Fornero.

Insieme a quota 100 prevista anche, dal primo marzo, la proroga di opzione donna e l’Ape sociale.

Chunque abbia un ISEE fino a 9.360 €, un valore di altri immobili fino a 30.000 € e un patrimonio mobiliare da 6.000 a 10.000 €, a seconda della composizione del nucleo familiare, potrà fare domanda per il reddito cittadinanza alle poste o presso i CAF.

Il beneficio per un single sarà di 500 € che salgono a 780 € se non si è proprietari di casa (i 280 € in più, difatto, sono un contributo all’affitto).

Se la domanda verrà accolta dall’INPS, ad aprile il beneficiario dovrà recarsi a un centro per l’impiego, un agenzia per il lavoro, per sottoscrivere un patto per il si impegna ad accettare un’offerta di lavoro congrua.

Anche le aziende potranno accedere al programma stipulando un patto di formazione con il beneficiario in cambio di incentivi. Se il richiedente è in condizioni di disagio sociale saranno invece coinvolti i servizi sociali dei comuni per il patto di inclusione sociale. Una tempistica dunque molto stringente che, alla luce della condizione attuale dei centri per l’impiego suscita molti dubbi sull’effetiva realizzazione.

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Stanislao Barretta

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