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MANOVRA, opposizione infuriata ma gli elettori di Lega e M5S non ridono
Attualità Politica

MANOVRA: opposizione infuriata ma gli elettori di Lega e M5S non ridono

La corsa ad approvare la manovra ha fatto infuriare l’opposizione ma non solo.

Tutto dovrebbe chiudersi in nottata nonostante le perplessità dei vescovi, che si sono espressi sulla manovra con l’auspicio che “la volontà di realizzare alcuni obiettivi del programma di governo” non colpisca “fasce deboli della popolazione e settori strategici” del Paese, ed i dubbi dell’Imps che, con l presidente dell’Inps Tito Boeri ha bollato come “un fatto gravissimo” l’emendamento del governo che blocca fino al 15 novembre del 2019 le assunzioni nella pubblica amministrazione.

Ai primi fanno rispondere dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che afferma: le preoccupazioni della Cei sono “immotivate” perché “tra le priorità di questa manovra c’è il reddito di cittadinanza” la norma “che per eccellenza va incontro a chi si trova in una crisi economica”.

Al secondo, in sostanza, rispondono con il solito: Boeri rema contro ma noi siamo gli eletti, al prossimo giro si candidi anche lui ed ottenga i voti per poter poi parlare e dire la sua.

Nel merito poi della procedura adottata, stabilita dalla Capigruppo di Palazzo Madama nel pieno di un pomeriggio carico di tensione, che ha visto i rappresentanti del Partito democratico e di Leu abbandonare i lavori della commissione Bilancio e ha fatto infuriare tutta l’opposizione, rispondono affermando che la decisione si è resa necessaria per l’impossibilità di proseguire la votazione sugli emendamenti presentati dai gruppi al testo approvato dalla Camera e al pacchetto di modifiche consegnato ieri dal governo.

In quest’atmosfera non mancano quindi, anche nell’opinione pubblica, segnali di insoddisfazione verso il Governo segnalati da un sondaggio commissionato da Sky TG24.

Secondo il sondaggio realizzato da Quorum per Sky TG24, i primi sei mesi di attività dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte sono promossi solo dal 39% degli italiani. Se – comprensibilmente – il tasso di approvazione è molto più alto tra gli elettori di Lega e M5s, è evidente che tra i tanti (38%) che sono indecisi, o comunque non dichiarano un’intenzione di voto, l’insoddisfazione prevale rispetto ai giudizi positivi.

Più nello specifico: la maggioranza degli elettori ritiene che il compromesso raggiunto dal Governo con la Commissione europea sulla manovra rappresenti una sconfitta. Che la battaglia di Salvini e Di Maio contro Bruxelles fosse condivisa o meno, si tratta di una battuta d’arresto che non è piaciuta anche a una parte non insignificante dei loro elettori: il 25% degli elettori leghisti e il 18% di quelli M5s ritiene che a uscirne sconfitto in questa situazione sia stato il Governo italiano.

Nel sondaggio, Quorum ha chiesto agli elettori anche un pronostico sulla durata dell’esecutivo. Notevole, a questo proposito, è la percentuale di chi pensa che il Governo Conte abbia vita breve: quasi 6 intervistati su 10 (58%) pensa che l’esecutivo cadrà entro il prossimo anno. Se la previsione di questi elettori dovesse avverarsi, il 2019 potrebbe rivelarsi non molto più stabile del 2018 che si avvia a concludersi dopo aver rivoluzionato lo scenario politico italiano.

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