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Il Capo politico Crimi dei Cinque Stelle
Politica

Il capo politico Crimi segnala ai probiviri Giarrusso che si dichiara tranquillo e fiducioso

Il capo politico Crimi dei Cinque Stelle ha segnalato l’eurodeputato Giarrusso per avere avuto un (irrisorio e dichiarato) finanziamento

Ci eravamo occupati di questa vicenda in precedenza nelle cronache politiche “18 Novembre 2020  Giarrusso: il finanziamento irrisorio e dichiarato. Le divisioni all’interno del M5S e il ‘re di Prussia’.

In sostanza in un servizio di ‘Report’, la nota trasmissione della Rai3, di lunedì 16 novembre 2020, si era fatto riferimento ad alcune donazioni ricevute da Dino Giarrusso durante la campagna elettorale per le europee del 2019. I soldi, 4.800 euro, erano stati donati: da Ezia Ferrucci, socia della Bdl lobbying srl; e con una cifra analoga, da Carmela Vitter, moglie di Piero di Lorenzo, salito di recente alla ribalta negli ultimi mesi in quanto titolare, amministratore delegato e presidente della Irbm di Pomezia (Roma), la famosa azienda bio-chimica che sta lavorando alla produzione di un vaccino contro il coronavirus insieme a Oxford university e AstraZeneca.

Giarrusso già la stessa sera di lunedì 16 sulla propria pagina Facebook e poi in una intervista al Corriere della Sera aveva dichiaratoHo scritto io spontaneamente ai probiviri per chiarire la mia assoluta trasparenza e il rispetto delle regole. La trasmissione Report ha realizzato un lungo servizio di un’ora che mi cita solo per pochi secondi per un contributo elettorale regolarmente denunciato. Avevo chiamato personalmente Sigfrido Ranucci già a settembre offrendo a lui le spiegazioni su questo contributo da 4.800 euro. Mi spiace non abbiano voluto ascoltare la mia versione dei fatti. Continuo a pensare comunque che Report sia un eccellente programma e fanno benissimo a far le pulci a tutti”.

Inoltre aveva aggiuntoCome avevo spiegato ai giornalisti di Report, che però hanno scelto di non mandare in onda le mie dichiarazioni, io non avevo idea che l’imprenditrice Ezia Ferrucci fosse attiva anche nell’attività di lobbing. Sapevo solo fosse un’imprenditrice vicina al Movimento e che aveva finanziato la campagna del 2018, il che per me era una assoluta garanzia di purezza. Comunque solo dopo aver visto la ricevuta della fattura per quel contributo elettorale del 2018 ho deciso di accettarlo a mia volta per le elezioni del 2019”.

Nel nostro sopracitato articolo del 18 Novembre avevamo già definito “irrisorio e dichiarato” il finanziamento che, oggettivamente, sarà bastato a Giarrusso per coprire le spese nel solo andirivieni di alcuni giorni durante la sua campagna elettorale del 2019 nel collegio Sicilia-Sardegna.

Di finanziamenti, di quelli veramente cospicui e anche opachi, ce ne siamo più volte occupati nelle cronache, soprattutto siciliane, riguardanti esponenti del centrodestra e centrosinistra.

Leggere ora che il Capo politico del M5S Vito Crimi abbia segnalato il caso al collegio dei probiviri, affinché l’organo preposto del Movimento 5 Stelle svolga le verifiche di sua competenza, come pure apprendere che “La questione è molto grave, va fatta chiarezza” hanno dichiarato all’Adnkronos fonti del collegio dei probiviri che si sta occupando del caso, ci sembra che ancora una volta prevalga quella incomprensibile forma di autolesionismo, insieme all’inadeguatezze nel sapere gestire i territori, i cui effetti si sono tradotti in due anni in un netto dimezzamento del consenso verso i Cinque Stelle.

Giarrusso comunque ha dichiarato di essere molto tranquillo. Ho rispettato le regole del M5S e la legge. Farò chiarezza agli organi di garanzia, di cui mi fido ciecamente“.

Possiamo dire con oggettività di essere stati testimoni nei nostri territori siciliani che, le 117.211 preferenze alle elezioni europee, di certo Giarrusso li ha avuti per voto d’opinione, non di sicuro come accade in altri partiti, per clientelismo, voto di scambio sociale e similari.

Conosciamo Giarrusso, come alcuni altri esponenti politici siciliani, poiché anche a lui abbiamo chiesto di farsi portavoce affinché fosse dato uno strumento normativo ai cittadini per potere partecipare e controllare la “Cosa pubblica” locale e provinciale “4 Ottobre 2020 Si va a votare come “buoi” senza poi forzosamente contare nulla e quindi a cascata, a nostro avviso e per esperienza maturata in trincea, implicitamente controllare in qualche modo per il cittadino pure i livelli regionali e nazionali.

Purtroppo, anche lui non ci è sembrato abbia compreso la portata della proposta, come d’altra parte pure suoi colleghi deputati/e nazionali e regionali del Movimento con cui ne abbiamo discusso.

Ma infatti, riteniamo che la manchevolezza nel non avere saputo dare forza politico-legale ai cittadini, ha conseguentemente ridotto gli elettori dei Cinque Stelle. Come pure, foraggiare con finanziamenti statali le amministrazioni locali, metropolitane e regionali, seppure con il lodevole fine di favorire i cittadini, ma senza un forzoso controllo diretto di questi ultimi, ha solo favorito le forze politiche che albergano da decenni nei Palazzi, in quanto queste nomenclature sono ormai dei marpioni nella gestione clientelare dei territori, sicché hanno così potuto velocemente recuperare il terreno elettorale perso in precedenza, anzi pure di più, svuotando contestualmente di voti i Cinque Stelle.

Ma contenti questi ultimi del loro modo di operare, a parere di queste pagine: leggero quando non si dispongono anche dei contrappesi sociali (poiché non bastano quelli penali e giudiziari), contenti tutti, tranne noi cittadini (escludendo ovviamente le pletore di codazzi di destra e sinistra), poiché negli ultimi tempi, di tutta evidenza, è come se fossimo ritornati politicamente indietro, anzi a decenni addietro, ripiombando nell’inevitabile clientelismo e voto di scambio sociale per bisogno personale o familiare, quasi obbligato vivendo in contesti di annosa assenza di sviluppo, infrastrutture, lavoro e occupazione non clientelare e a maggior ragione in questo tempo di Covid, Lock down e zone rosse, arancioni e gialle.

E non hanno compreso la necessità di una modifica del titolo V, riteniamo però in modo deliberato, neppure gli altri partiti, poiché chiaramente sanno quanto sia pericoloso per la decennale grande manciugghia legalizzata del “decentramento”, andare a modificare nuovamente il titolo V della Costituzione, ripristinando in maniera moderna anche il controllo dei cittadini rimosso nel 2001, prima da un Governo di centrosinistra e poi nello stesso anno da uno di centrodestra tramite un referendum: noi cittadini comuni siamo a volte come “troppo bravi” a darci mazzate lì, peggio di Tafazzi in “Mai dire gol”.

Adduso Sebastiano

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