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G7 di Taormina, l'ultimo giorno di un possibile flop
Politica

G7, l’ultimo giorno di un sostanziale possibile flop. Nessuna conferenza stampa per Trump

Niente accordo su clima, migranti e commercio. Il vertice di Taormina deve ancora vivere la sua seconda giornata e già sembra fallito. E’ l’opinione di tutti i giornali italiani che sottolineano come, a parte un impegno comune sul terrorismo, con la volontà comune di “azioni più dure” per fermare l’Isis e i suoi seguaci in Occidente, la prima giornata del vertice del G7 ha evidenziato che il club dei Grandi sa fare quadrato per un’emergenza come la strage di adolescenti a Manchester, ma ha anche un nuovo socio scomodo come Donald Trump pronto a rimettere in discussione politiche consolidate su clima, commercio e migranti.

Ultimo giorno del G7 di Taormina. Il summit dei grandi della Terra terminerà formalmente alle 15 con la conferenza stampa del premier Paolo Gentiloni che, in qualità di presidente, parlerà per primo per illustrare le conclusioni, poi sarà la volta degli altri leader. La giornata conclusiva del vertice vede, insieme ai confronti su tematiche di politica estera globale, anche temi che toccano le economie internazionali come la sicurezza alimentare, l’accesso al cibo, la lotta alla malnutrizione.

Stretta di mano tra Donald Trump ed Angela Merkel alla sessione mattutina del G7. Tra gli ultimi ad arrivare nella sala dove si tiene la sessione ‘outreach’ del summit di Taormina con i leader di cinque Paesi africani e i responsabili delle organizzazioni internazionali, il presidente americano si ferma a salutare la cancelliera tedesca, già seduta, e le porge la mano. Quindi, preso posto al tavolo dei lavori, Trump, ‘diviso’ dalla Merkel dal presidente tunisino Beji Caid Essebsi, scambia qualche parola con la cancelliera.

Il presidente degli Stati Uniti non farà alcuna conferenza stampa alla fine del summit. Terminati i lavori del vertice, Trump lascerà infatti Taormina in elicottero diretto alla base di Sigonella, dove, prima di partire, intorno alle 17.15, parlerà ai militari americani. Quindi, secondo quanto si legge sull’agenda della Casa Bianca, il decollo per rientrare a Washington è fissato alle 17.45.

Per concludere, diamo un’occhiata globale ai 4 temi sul tavolo del G7

  1. TERRORISMO. Come scrive Repubblica, Gentiloni sottolinea come la dichiarazione sul terrorismo sancisce “l’unità dei maggiori paesi del mondo libero” in risposta all’attentato di Manchester . “Combatteremo l’abuso di internet da parte dei terroristi. Pur essendo una delle principali conquiste delle ultime decadi, Internet ha anche dimostrato di essere un potente strumento per gli scopi terroristici”.
  2. CLIMA. Sul clima, invece, c’è un muro contro muro che vede contraopposti Usa e Francia e Germania. Gentiloni, come scrive il Corriere della Sera, ricorrendo a tutta la diplomazia affinata alla guida della Farnesina spiega che “gli Stati Uniti hanno confermato di avere in corso una riflessione sull’accordo di Parigi” sui cambiamenti climatici. Ma Macron e la Merkel insistono perché non vi siano compromessi al ribasso sulla salvaguardia del clima.
  3. COMMERCIO. Sul commercio internazionale, come scrive La Stampa, Trump continua a fare incombere lo spettro del protezionismo e la pressione del nazionalismo economico. La distanza tra il presidente dell'”America First” e i partner è stata ammessa implicitamente dallo stesso consigliere economico di Trump, Gary Cohn, che lo ha definito “un grande tema” precisando che il presidente si riferiva ‘solo’ all’intollerabile disavanzo commerciale con la Germania quando a Bruxelles ha definito i tedeschi “molto cattivi”.
  4. MIGRANTI. Sui migranti, tema che sta a cuore alla presidenza italiana, si profila una concessione alla linea dura del Trump del muro con il Messico e della stessa May post-Brexit. Huffington Post sottolinea come “ben 5 pagine, con riferimenti ai diritti dei rifugiati, le motivazioni di questa emergenza immigrazione senza fine, i contributi positivi dei migranti. Era questo, in origine, il documento che la presidenza italiana del G7 aveva preparato per il vertice. Ma qui la bozza ‘made in Italy’ naufraga, inabissata dalla presidenza Usa, affondata da Stephen Miller, lo sherpa di Donald Trump deputato a trattare sul tema migranti”.

Nella bozza della dichiarazione si afferma:

I governi hanno il diritto “sovrano” di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. E’ quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola al G7 di Taormina. “Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall’agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico”.

Nella bozza si ribadisce poi “la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare” e “di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni”.

I paesi devono assicurare inoltre “una migrazione sicura, legale e organizzata” e “proteggere i migranti e rifugiati più vulnerabili come le donne, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati”. Inoltre nel documento si mette l’accento sul rafforzamento del controllo ai confini.

Tutti questi, si sottolinea, “sono gli strumenti essenziali per ridurre la migrazione irregolare, combattere il contrabbando, il lavoro forzato, la schiavitù moderna e il traffico degli esseri umani e affrontare le questioni legate alla criminalità organizzata transnazionale, all’estremismo violento, al terrorismo e al commercio illecito”. In questo modo, si legge ancora nella bozza del documento, “saremo in grado di salvaguardare gli aspetti positivi della migrazione riconoscendo il diritto intrinseco dei paesi ospitanti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale”, al punto che le Ong hanno parlato di “testo miope e regressivo”.

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