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Politica

Da Nord a Sud, una favola che termina a Quarto

Una favola iniziata con Parma, passando per Porto Torres, Ragusa ma che termina a Quarto. Questi per citare i “famosi”. In tutto sono circa 16 i comuni amministrati dal Movimento 5 Stelle.Parlo di favola, in riferimento ai tanti ingenui che si erano lasciati affascinare dall’ uomo non politico al potere e da chi vedeva nell’ antipolitica una soluzione al male del Paese. Il sogno è svanito e i cinque stelle si avviano ad un processo di normalizzazione, conformandosi a tutte le altre forze politiche. Anzi forse è peggio, perché le forze politiche tradizionali portano in parlamento tante  persone preparate. A volte hanno problemi con la giustizia  ma fortunatamente non tutti.  Invece per i grillini non si può dire lo stesso. Il personale politico è scadente, figlio di un’assenza di selezione. Non aver avuto nessuna tessera di partito non basta come requisito.

  • L’innocenza perduta dei 5 stelle. FRANCESCO MERLO*

Una donna italiana quarantenne intreccia una relazione con un tunisino di 26 anni. Lui l’ammazza come un cane. Non voglio vedere il suo nome nella lista delle ‘martiri’. Dire che se l’è cercata è il minimo. Se fosse sopravvissuta l’avrei insultata”. Sono le parole scritte da Rosanna Lau, consigliere comunale di Civitavecchia del M5S. Proprio qui si capisce la totale assenza di selezione.

Tanti i flop collezionati nei comuni governati dai grillini. Esperienze amministrative caratterizzate da errori commessi per palese impreparazione degli eletti. Il pensiero va subito ai fatti di Livorno.  Un altro fenomeno quotidiano per il movimento sono le espulsioni. I membri, anzi i cosiddetti portavoce, sono spesso vittime di epurazioni arbitrarie, in stile o quasi del ventennio. Queste denotano una presenza di democrazia all’ interno del gruppo pari o sotto lo zero. Da non sottovalutare  è che 163 tra deputati e senatori si sono ritrovati solo in 126. Precisamente 91 parlamentari e 35 senatori. Sono in 37 a lasciare il movimento. Questo va oltre al trasformismo di età giolittiana.

Per non parlare del correntismo, uguale a quello dei vecchi partiti tanto odiati dai cittadini pentastellati. Questo fenomeno taciuto ma identico a quello che si verificava maggiormente sotto i simboli politici di prima e seconda repubblica. 

Dopo sette anni hanno perso la verginità. Il partito di Grillo non è immune, anzi.  Ci troviamo in provincia di Napoli, a Quarto. Un comune amministrato da una donna, Rosa Capuozzo, esponente del Movimento. In quella zona c’è un problema da affrontare, un problema che può far perdere definitivamente credibilità al gruppo di Grillo & Co. Come se non lo stesse facendo già giorno per giorno: un po’ alla volta.  Un comune pentastellato rischia lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Un “colpo all’ anima” per chi si erige a protettore della legalità e della trasparenza. In quel di Quarto la situazione è nota da mesi. Lo stesso Movimento ha cercato di risolvere il tutto  nel silenzio possibile. Peccato che il caso è diventato subito di portata nazionale. Se ci fosse stato un sindaco di un partito tradizionale, mezzo gruppo parlamentare avrebbe chiesto le dimissioni.  Insomma dopo mesi di battaglie contro le forze politiche “tradizionali” la scena si è d’un tratto capovolta. Addirittura il Partito Democratico del comune napoletano ha organizzato una manifestazione sotto al comune per chiedere le dimissioni del sindaco.

“Proprio oggi, mentre il PD fa partire l’ennesima macchina del fango contro il M5S, viene condannato Ozzimo (ex-assessore PD a Roma) per Mafia Capitale, così il giovane rampollo di Grillo, Di Maio, ha scritto sulla sua pagina Facebook”.

Queste le prime parole dopo la pubblicazione di stralci di intercettazioni telefoniche tra referenti camorristici locali e il primo eletto al consiglio comunale, vittima di anch’egli di espulsione. Giusto per limitare l’imbarazzo. Nelle intercettazioni si sente: “Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle”. Il riferimento al ballottaggio tenutosi a Giugno.  “Comincia a chiamarlo. Ha preso 890 voti, è il primo degli eletti. Noi ci siamo messi con chi vince, capito?” In gioco c’erano assessorati, gestione di impianti  e chi più ne ha più ne metta. La decisione è stata netta. Espellere Giovanni De Robbio, ll consigliere in questione. Mettere alla porta una persona, spesso non risolve i problemi. Scandali su scandali, oggi non ci stupiamo più. Abbiamo questa reazione quando chi si presenta come puro, in realtà non lo è. In fondo non ci piace sentir bugie. L’onestà intellettuale non è più di moda, da un bel po’ e con i grillini si è quasi persa del tutto. Menomale che dovevano ridare speranza ad un Paese, ed erano pronti per governare.

Negli ultimi giorni, Rosa Capuozzo, fascia tricolore a cinque stelle è finita nel mirino anche  per  irregolarità edilizie della sua casa. Eppure contro l’abusivismo il M5S ha combattuto e combatte tante battaglie. Ops, colta in flagrante.

Come tutti i partiti il Movimento 5 Stelle rischia di essere utilizzato anche da chi fa politica per scopi poco nobili. Dove ci sono i corruttori ci saranno anche dei corrotti. Il fatto che siano dei “portavoce” non li rende immuni. Anche i grillini dovranno iniziare a rottamare un po’. Devono capire che, da partito quale sono diventato, devono star attenti ai propri eletti ed aspettarsi anche situazioni simili. Errare è umano, può capitare ad un “onorevole” o ad un semplice “cittadino portavoce”.

Emilio D’Averio

*Fonte foto: il Fatto Quotidiano

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