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Politica

Alberto Airola: Perché questa ostinazione a non regolamentare la canapa?

Alberto Airola M5S: Perché questa ostinazione a non regolamentare adeguatamente con un micro sforzo, un settore che potrebbe crescere in modo esponenziale, recuperando terreni, agricoltura, imprese, commercio e con un volume d’affari e d’impiego enorme?

“Sto per raccontarvi una vicenda che definire irragionevole, è poca cosa-Inizia così il l’intervento del Senatore Alberto Airola in aula – E’ l’incredibile storia di un emendamento osteggiato e torturato da lungo tempo. Quello richiesto dalle sentenze della cassazione per sistemare al meglio la LEGGE 2 dicembre 2016, n. 242, in vigore da luglio 2017 che riguarda la filiera della canapa industriale che conta 3000 imprese, da lavoro a 12000 famiglie e porta all’erario circa 1 miliardo.

In qualsiasi libro di Botanica scoprirete che la cannabis è un’unica pianta con diverse varianti- Prosegue Airola- alcune con effetti “DROGANTI” come hanno definito (in un italiano forzato) i Giudici della Corte di Cassazione, che possiedono EFFETTI STUPEFACENTI, altre senza effetti “DROGANTI” quindi SENZA EFFETTI STUPEFACENTI O EFFETTI PSICOTROPI sono meglio conosciute da noi come canapa e non è una droga.

Oggi trattiamo di quella senza effetti DROGANTI, in Italia meglio conosciuta come CANAPA, usata fin dall’8000 A.C,  NON PRODUCE DROGA, ma usando la canapa da secoli ( marcite e campi si estendevano da nord a sud), abbiamo imparato a ottenere dalla corteccia, corde, filati, vestiti, fibre plastiche non inquinanti, combustibile, concimi naturali, CARTA (senza abbattere foreste) e dal fusto, opportunamente trattato, materiale edilizio, pannelli isolanti per rendere le case più sane e con maggiore risparmio energico, la famosa Green economy ,pensate anticipata e promossa anche durante il ventennio fascista .

“QUINDI APPURATO CHE NON SI PARLA DI DROGA VENIAMO AL PUNTO. Le vicende di questo emendamento reietto è così riassumibile:

  1. La prima volta viene ritenuto inammissibile in quest’aula nel dicembre 2019. L’ignoranza è tale che ci viene detto dalle opposizioni: “fate una legge”, peccato che già esista, citata all’inizio dell’intervento.

  2. Il 16 ottobre 2020 avviene un fatto gravissimo: una dirigente, dell’Ufficio Centrale Stupefacenti, violando l’iter che ogni norma segue, in maniera inaccettabile (e questo è provato), bypassando cioè il vaglio dei ministri coinvolti, faceva arrivare sulla scrivania del Ministro Speranza , un fogliettino-decretino in cui si metteva la canapa, nella tabella relativa alle sostanze stupefacenti. Una bomba contra legem che avrebbe di colpo trasformato l’intero comparto produttivo in comparto criminale. LA NOTIZIA ESPLODE MANDANDO TUTTI NEL PANICO E SI SOSPENDE IL DECRETO

  3.  si crea un tavolo di lavoro tecnico per risolvere il problema e riuscire ad inserirlo in questa legge di bilancio che ancora deve dare i suoi frutti. L’operazione E’ IMPORTANTE soprattutto scoperta LA MALAFEDE di  dirigente ministeriale o l’inadeguatezza di AIFA, la quale durante un incontro istituzionale, alla richiesta di ottenere l’elenco degli studi in loro possesso e la bibliografia scientifica relativa alla cannabis, risponde solo farfugliati balbettii

  4.  ultimo atto di questa vicenda tragica. L’emendamento 168.03 approda in Commissione Bilancio alla Camera con parere NEGATIVO del Ministro della Salute. I relatori Fassina e M5S votano lo stesso a favore ma l’emendamento è bocciato. Incomprensibile.

ALLORA OGGI MI DOMANDO: perché questa ostinazione a non regolamentare adeguatamente con un micro sforzo, un settore che potrebbe crescere in modo esponenziale, recuperando terreni, agricoltura, imprese, commercio e con un volume d’affari e d’impiego enorme?

L’unica risposta -prosegue Alberto Airola- è che metterebbe in crisi Multinazionali e Magnati petroliferi, un mondo di produzione di plastica inquinante come i tanti velenosi derivati da idrocarburi e di sicuro non farebbe piacere al business che distrugge l’ecologia di questo pianeta. Peccato veramente un peccato, non realizzare questo sogno di rinascita green, di un’economia sana, di una filiera di benessere e di cultura. Di tutto ciò non so più a chi importi veramente, ditemelo voi.

CONCLUDO SIGNOR PRESIDENTE CON UNA CITAZIONE

due battute che ho ricevuto in quest’aula, gridate dalle opposizioni quando dissi che avevo ancora le tovaglie di mia bisnonna filate a canapa e ricevetti un urlo dai banchi della Lega: “FUMATELEEEE” e quando, cercando di ragionarci, ottenni finalmente l’ammissione che quella canapa non fosse droga, la risposta fu “Sì, ma la coltivano solo i drogati”. Evidentemente a qualcuno in questo Parlamento oltre alla canapa non interessa neanche la cultura.

Un ringraziamento dovuto per l’emendamento 168.03 a prima firma deputati Sodano e Sarli e altri e l’impegno granitico di Matteo Mantero al Senato e di tutti i colleghi che hanno lavorato su questo tema per il bene del Paese.

 

 

 

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Santa Sarta

corrispondente per vivicentro
vicepresidente e founder Comitato Pazienti Cannabis Medica

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