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Mesut Özil si ritira dalla Nazionale tedesca: “Razzismo e mancanza di rispetto nei miei confronti”

Mesut Özil si ritira dalla Nazionale tedesca: “Razzismo e mancanza di rispetto nei miei confronti”

Addio nel peggior dei modi possibili che non riguardano aspetti sportivi: Mesut Özil ha deciso di ritirarsi dalla Nazionale tedesca a causa di alcuni messaggi razzisti di alcuni tifosi e politici che non hanno soprasseduto sulle sue origini turche, specialmente dopo il flop ai Mondiali.
Con ben tre tweet pubblicati sul proprio account ufficiale il centrocampista dell’Arsenal, ferito dalle critiche violente che lo hanno bersagliato durante il Mondiale di Russia 2018 per una sua foto con il presidente turco Erdogan, ha annunciato l’addio alla maglia della Germania.
E’ con il cuore pesante e dopo aver molto riflettuto sui recenti eventi, che ho deciso che non avrei giocato con la Germania a livello internazionale perché ho sentito razzismo e mancanza di rispetto“, ha scritto Özil, tedesco di origine turca.
Una sua foto del maggio scorso assieme all’altro calciatore Ilkay Gundogan con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva suscitato non poche polemiche e dopo i mondiali era stata citata dai commentatori che avevano messo in dubbio la sua lealtà nei confronti della Germania. Foto che invece fu rifiutata da Emre Can, oggi alla Juve, ma a maggio ancora del Liverpool.
Nessun messaggio politico o aiuto elettorale, soltanto un atto di cortesia e di rispetto verso il massimo esponente del Paese di cui la sua famiglia è originaria. Queste, secondo il giocatore, le ragioni di quella scelta, parlandone per la prima volta apertamente. In una lettera pubblicata sui social, Özil spiega di avere “due cuori: uno tedesco, l’altro turco. Mia madre mi ha sempre insegnato di mostrare rispetto e di non dimenticare mai da dove vengo. Se avessi rifiutato quella foto a maggio, durante un evento di beneficenza, avrei negato le mie origini – scrive il fantasista dell’Arsenal -. Io quella foto la rifarei, l’ho accettata per rispetto della carica, indipendentemente dalla persona. Non mi importava chi era il presidente, a me importava che era il presidente. Io sono un calciatore e non un politico. Non c’era nessun messaggio politico né tanto meno un aiuto elettorale. E con Erdogan abbiamo parlato, come successo altre volte in passato, solo di calcio“. Il calciatore dell’Arsenal, che nel 2014 dopo la vittoria dei Mondiali era stato considerato come “Modello di Integrazione”, è finito nel mirino della critica, mentre i partiti di estrema destra tedesca ne avevano addirittura chiesto l’esclusione dalla Nazionale.
“Capisco che tutto questo sia difficile da capire, e che nella maggior parte delle culture il leader politico non può essere pensato in maniera separata dalla persona, ma in questo caso è diverso. E al di là del momento delle elezioni – ha concluso Özil – io quella foto l’avrei fatta comunque“.

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Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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