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Maturità 2019
Attualità Cultura

Maturità 2019: il grande giorno è iniziato con la prova di italiano

Alle 8.30 c’è stata l’apertura del plico telematico per la prima prova della Maturità 2019 2019. La password è stata pubblicata sul sito del Miur e sui social.

Maturità 2019: il grande giorno è iniziato con la prova di italiano

Le commissioni d’Esame coinvolte quest’anno sono 13.161 per 26.188 classi. I candidati iscritti alla Maturità sono 520.263, di cui 502.607 interni e 17.656 esterni. Il tasso di ammissione all’Esame è stato del 96,3%.

Alla fine è giunto anche il Primo Giorno del tanto atteso (e temuto) esame di maturitò, e non mancano, via social, gli auguri del ministero dell’Istruzione che, via twitter, scrive:

“Ci siamo! Noi del Miur Social vogliamo fare un in bocca al lupo a tutti i maturandi che oggi svolgeranno la #primaprova scritta. #Maturità2019″.

E twitter è il mezzo scelto anche dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che, agli studenti che oggi fanno l’esame di maturità, fa giungere il seguente messaggio e, da “ginnasta”, non manca di fare anche una piroetta nei classici mutuando Seneca:

“Cari ragazzi, è arrivato il momento. Forza! Sono certo farete del vostro meglio! Buon lavoro a tutti e ricordatevi ‘La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità’ (Lucio Anneo Seneca)”.

Ma lasciamo ora al tempo che trovano i vari messaggi di rito, e diamo un’occhiata al cosa è stato sottoposto, questa mattina, alle ore 8:30, ai maturandi 2019.

Come già segnalato, Ungaretti, Stajano (per l’analisi del testo) e Sciascia sono tra le tracce proposte. In particolare, ai maturandi, è stato offerta la possibilità di scegliere tra:

“Il porto sepolto”, poesia tratta dalla raccolta de: L’allegria, di Giuseppe Ungaretti.
“Il porto sepolto” è una breve poesia che porta il titolo della prima e omonima raccolta di Ungaretti, pubblicata a Udine nel 1916. La poesia, assieme alle altre del Porto sepolto, confluirà poi nella Allegria di naufragi del 1919 e poi nelle successive edizioni della raccolta, diventando una delle più note della poesia ungarettiana.

Il titolo del componimento è fondamentale per comprendere il senso della poetica ungarettiana: il porto è infatti simbolo del viaggio introspettivo del poeta alla ricerca del mistero dell’essere umano.
Il poeta stesso ha spiegato più volte nei suoi scritti il senso del titolo di questa raccolta: da ragazzo conobbe dei giovani ingegneri francesi che gli parlarono di un porto sommerso esistente ad Alessandria d’Egitto, città natale dell’autore. Ungaretti rimase profondamente colpito da questa storia proprio perché queste rovine sarebbero rimaste nascoste per sempre: il titolo indica quindi qualcosa di oscuro ed indecifrabile.

Corrado Stajano (Testo argomentativo 3)*
Giornalista e scrittore, del quale si propone un’analisi di testo con riferimento alla raccolta di saggi “La cultura italiana del Novecento“ e quindi alla sua eredità.

Leonardo Sciascia.
Il secondo brano di Leonardo Sciascia, è da “Il giorno della civetta”. Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità ed arrestare i colpevoli. Nel 1968 il regista Damiano Damiani ha tratto un film da questo romanzo.

“Il giorno della civetta” fu terminato nel 1960 e pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla casa editrice Einaudi. Trae spunto da un episodio reale di cronaca: l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia per mano della mafia, avvenuto a Sciacca nel 1947. L’ispirazione a fatti reali e di cronaca è un elemento tipico della scrittura di Sciascia. Sciascia, da sempre interessato alla situazione socio-economica della sua terra d’origine, era da tempo impegnato nella denuncia della mafia, che imperversava ignorata e impunita su tutto il territorio. Lo scrittore decise così di servirsi del genere romanzo giallo – cui spesso ritornerà per le sue opere successive – per poter esprimere il suo risentimento e trasporre in una cornice letteraria la cronaca di un fatto realmente avvenuto.

Testo Argomentativo: 1 La traccia parte da un testo tratto da Tommaso Montanari, “Istruzioni per il futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà”, sul valore del patrimonio culturale.
Testo Argomentativo 2: la traccia parte da un testo tratto da Steven Sloman – Philip Fernbach “L’illusione della conoscenza”
* Testo argomentativo 3: l’eredità del novecento, con brano tratto dall’introduzione di Corrado Stajano, giornalista e scrittore, alla raccolta di saggi “La cultura italiana del Novecento”

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