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Lavoro agile: è il modo giusto per essere lavoratori più produttivi?

In un mondo che gira veloce e in cui abbiamo sempre tutto ciò che ci serve con noi racchiuso in un laptop o in uno smartphone, il ‘lavoro agile’ può rappresentare il modo giusto per incrementare notevolmente la produttività e conciliare per bene vita privata e lavoro?

Una persona felice e serena a casa, con il giusto spazio per la propria vita privata e un lavoro agile, è evidentemente anche un lavoratore più produttivo.

Oramai oltre il 50% delle grandi aziende sta già sperimentando il lavoro agile, seppur ancora marginalmente.

Il lavoro agile dà la possibilità di essere svolto sia in azienda e sia dall’esterno, senza però trascurare gli orari previsti dal contratto di riferimento e non prevede una postazione fissa per il lavoro svolto all’esterno delle mura aziendali.

La normativa in materia stabilisce che il lavoratore ha il diritto di ricevere un trattamento economico e normativo identico a quello riservato ai lavoratori che svolgono le stesse mansioni all’interno delle mura aziendali.

Anche i premi bonus e incentivi sono applicabili anche ai lavoratori ‘agili’. La legge mette nero su bianco la clausola di ‘invarianza finanziaria’.

Affinché si possa parlare di lavoro agile, tutti gli accordi stipulati devono essere in forma scritta (pena la nullità) e devono disciplinare le modalità di esecuzione della prestazione svolta all’esterno delle mura aziendali. Devono essere anche individuati i tempi di riposo del lavoratore e il contratto potrà essere a termine o a tempo indeterminato.

Le nuove norme disciplinano poi la protezione dei dati e la riservatezza specificando che il datore di lavoro deve adottare – così recita l’articolo in questione – «misure atte a garantire la protezione dei dati utilizzati ed elaborati dal lavoratore che svolge la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile».

Sono chiaramente sanciti gli obblighi di tutela dei dati trattati da entrambe le parti.

La tutela della salute e sicurezza del lavoratore anche nel caso di lavoro agile sono nodali. Il datore di lavoro è obbligato a prevedere un’assicurazione per il lavoratore che viene tutelato contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Quello che dovrebbe essere la normalità del progresso che corre veloce e vede sempre di più la figura della persona come leva strategica del business, il lavoro agile è però ancora per molti un sogno o una realtà regolata da troppa burocrazia e tante difficoltà.

Si prevede che nei prossimi 10 anni, i lavoratori agili aumenteranno sensibilmente e probabilmente avremo lavoratori più produttivi e persona più felici della propria vita privata.

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