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La Cassazione sui semafori gialli
Attualità L'Esperto

La Cassazione sui semafori gialli: bastano 3 o 4″ per far scattare il rosso e poi multa

La sentenza della Cassazione sui semafori gialli conferma: bastano tre o quattro secondi per far scattare il rosso e la multa è ugualmente valida.

Ricordate le polemiche di una decina di anni fa sui cosìddetti semafori truccati? Non è rimasto quasi nulla! Lo conferma il fatto che pochi giorni fa la Cassazione ha ribadito la validità delle regole tecniche date dal Ministero delle Infrastrutture secondo cui il giallo può durare fra i tre e quattro secondi a seconda del tipo di strada. Non c’è alcun bisogno di tempi più lunghi, né qualcuno ha mai dimostrato che i Comuni siano andati sotto i 3 secondi quando hanno montato le telecamere per multare.

Certo, casi discutibili ce ne sono stati, fotogrammi non verificati bene, impianti messi dove non c’erano incidenti ma dove si faceva più cassa. Multe automatiche anche per chi si ferma oltre la striscia d’arresto, però nulla di illegale e anche le indagini penali hanno riscontrato solo reati in alcune procedure di appalto.

Il Codice della Strada stabilisce come bisogna comportarsi, ma non prevede una durata minima del giallo semaforico.

Ad occuparsi della questione ci ha pensato la giurisprudenza con alcune sentenze, tra cui la sentenza n. 27348/2014 della Corte di Cassazione: una durata delle luce semaforica gialla di almeno 3 secondi è sufficiente a richiedere all’automobilista il corretto arresto del veicolo prima dei punti stabiliti.

Quanto tempo deve durare il semaforo giallo?
Il Codice della Strada non lo dice e si limita, all’art. 41, ad affermare:

“Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza”

Sulla questione esiste uno studio del 2001 del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in cui vengono individuate le durate minime del giallo in base alla velocità massima consentita sulla strada e dunque al tempo che occorre all’automobilista per fermarsi in sicurezza.

Con questo criterio i tempi sono 3 secondi con 50 km/h, 4 secondi con 60 km/h e 5 secondi con 70 km/h. Data questa verifica, viene preso in considerazione anche un diverso criterio: una durata minima di sicurezza di 4 secondi per tutte le strade urbane e 5 secondi per le strade extraurbane.

Semaforo giallo: quanto dura per la Cassazione

La Cassazione è stata più volte chiamata a pronunciarsi sulla durata del semaforo giallo. Da ultimo, la vicenda che ha richiesto un chiarimento (sentenza 27348/2014) è stata quella di un automobilista multato dal sistema T-Red all’interno del Comune di Lodi per aver attraversato l’incrocio a semaforo rosso.

Dato che la durata del giallo nei semafori in questione era di 3.365 secondi, l’automobilista aveva impugnato i verbali appellandosi proprio a quel criterio consigliato nello studio del C.N.R. e fatto proprio da una nota del Ministero dei Trasporti, in virtù del quale il tempo minimo di durata doveva essere tra i 3 e i 5 secondi e sostenendo che nel caso specifico il tempo impostato non fosse sufficiente.

Non la pensa così la Cassazione, per la quale una durata minima di 3 secondi è da ritenersi sufficiente a consentire di fermarsi in tempo e senza “inchiodare”. La Corte ha richiamato il principio per cui l’automobilista deve adeguare la velocità del mezzo alle condizioni dei luoghi, in particolare allo stato della strada e alla velocità consentita.

In ogni caso, in presenza di semafori in cui la durata minima della luce gialla è superiore ai 3 secondi, anche solo di pochi decimi, le multe elevate per chi passa con il rosso restano regolari.

ATTUALITÀ • L’ESPERTO

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Stanislao Barretta

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