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Bullismo e cyberbullismo Foto di Anemone123 da Pixabay
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Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo, 07 febbraio 2020

Tantissime le iniziative messe in campo in tutta Italia per sensibilizzare i giovani alla problematica del bullismo e cyberbullismo. Per vincere questa “guerra”, fondamentale il ruolo della Scuola e della Famiglia.

Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo, 07 febbraio 2020

L’adolescenza è una fase della vita che ognuno dovrebbe vivere serenamente, ma che per molti ragazzi diventa un vero e proprio incubo a causa del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni in crescita e preoccupanti, che causano gravi problemi alle vittime come difficoltà relazionali ed emotive.

La maggior parte degli episodi di bullismo avvengono a scuola o in altri centri di aggregazione giovanile e coinvolgono generalmente ragazzi tra i 9 e i 14 anni di età: luoghi dove gli adolescenti dovrebbero sviluppare la loro socialità, ma dove incontrano invece coetanei che li perseguitano, emulando comportamenti negativi.

Emarginato, escluso, prevaricato, deriso o aggredito, il ragazzo (o la ragazza) oggetto di bullismo si chiude in se stesso/a, prova paura, vergogna, perde l’autostima, si rifiuta di andare a scuola. Nei casi peggiori, e purtroppo la cronaca ne mostra tanti esempi, si spinge fino al suicidio.

A preoccupare maggiormente è l’estensione del bullismo sulla rete: al cyberbullismo non si sfugge, neanche tra le mura domestiche, nemmeno se si è in vacanza. Il bullo “si porta il lavoro a casa” e, invece di fare i compiti, passa il tempo sulle chat e sui social, rivolgendo insulti e derisioni ad ogni ora del giorno e della notte a chi ha preso di mira, con esiti psicologici spesso devastanti per la
vittima.

Molti ragazzi non capiscono dove finisce lo scherzo e dove inizia il bullismo o il cyberbullismo: troppi adolescenti si divertono a prendere in giro il malcapitato di turno, senza rendersi conto di avere esagerato, di essere entrati nel ruolo del bullo, senza nemmeno comprendere la gravità di quello che stanno facendo.

La maggior parte degli episodi di bullismo e cyberbullismo non arrivano all’attenzione degli adulti perché sono sottovalutati, definiti “scherzi innocenti”. Non si considera la loro gravità, anche perché le vittime restano zitte, non raccontano il loro disagio, la loro umiliazione. Così le dinamiche di prevaricazione e di esclusione continuano.

Difficile indagare le cause profonde di tali fenomeni. Molti adolescenti vivono un disagio, si sentono fragili, insicuri, emulano comportamenti aggressivi per sentirsi grandi e forti. Non riescono a stabilire un contatto empatico con i loro coetanei, non riescono a capire il punto di vista dell’altro, non sanno distinguere tra il bene e il male.

Il problema è in aumento. È quanto emerge dai dati più recenti, quelli dell’Eures, l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali, che evidenzia, con un’indagine campionaria dell’ottobre del 2019 in 7 scuole secondarie superiori della Capitale, quanto il fenomeno bullismo e cyberbullismo sia diffuso.

Dalla ricerca, che ha coinvolto 1.022 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, risulta che oltre il 90% dei giovani è stato coinvolto in episodi di questo genere, a partire dalle scuole primarie e medie di I grado, che il 66,9% dei giovani ne è stato almeno una volta vittima, che il 37% dei ragazzi ha commesso atti di bullismo o cyberbullismo, mentre l’81,3% ne è stato spettatore.

La scuola è indicata come il luogo principale dove si sviluppano questi comportamenti negativi (il 57,3% dichiara di esserne è stato vittima nella classe ed il 34,9% all’interno degli istituti). Il 40% dei ragazzi coinvolti ha poi affermato che si trattava di semplici scherzi, minimizzando il problema, mentre solo il 50% ha ritenuto gli episodi un’emergenza da affrontare.

Dati allarmanti, tanto che la Camera lo scorso 29 gennaio ha approvato una proposta di legge (A.C. 1524-A) di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e misure rieducative dei minori . Il testo, che ora passa al Senato, ha inasprito le pene per tale reato, prevedendo anche l’allontanamento dalla famiglia, nei casi più gravi.

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, per il 07 febbraio “Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo” e per l’11 febbraio “Safer Internet Day” (SID) (giornata mondiale per la sicurezza in Rete), propone ai docenti una serie di attività per sensibilizzare gli studenti ai pericoli occulti e palesi della rete. Lo slogan di quest’anno è: “Together for a better internet”.

Incontri con psicoterapeuti, dibattiti, rappresentazioni teatrali, mostre, laboratori, concorsi.

Tantissime le iniziative messe in campo in tutta Italia per sensibilizzare i giovani alla problematica.

Per vincere questa “guerra” (con i suoi morti e i suoi feriti), fondamentale il ruolo della Scuola e della Famiglia, che attraverso l’azione educativa e didattica possono potenziare nei ragazzi l’empatia verso il prossimo e promuovere il rispetto e la comprensione reciproca.

Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo, 07 febbraio 2020 / Adelaide Cesarano

Foto di Anemone123 da Pixabay

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