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Cronaca Economia

Poker online: numeri in calo nel 2019 ma il futuro è roseo

Il 2019 è stato l’ennesimo annus horribilis per il Poker sportivo online.

Il settore del Poker online ha infatti fatto segnalare un crollo verticale degli incassi, lo scorso anno sono stati infatti spesi “soltanto” 77,6 milioni di euro e rispetto al 2018 si è registrata una flessione del 5,2%. Sia la versione cash del gioco che quella a torneo hanno avuto un decremento corrispondente rispettivamente al -7,8% e al -5,2%. A contribuire negativamente sui numeri di quella che un tempo era considerata come una delle più fiorenti branche delle scommesse online è stato senz’altro il Decreto Dignità divenuto ufficiale con l’approvazione al senato dell’agosto 2018. Questo provvedimento voluto dall’ex Ministro del Lavoro e del Ministero dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio  insieme alla disincentivazione delle delocalizzazioni, alla modifica del Jobs Act in favore dei precari e le semplificazioni fiscali, ha anche introdotto un durissimo stop alla pubblicità dei giochi con premi in denaro. Una stretta che non ha fatto altro che penalizzare questo business nell’ottica di una lotta senza quartiere alla ludopatia e alle dipendenze da giochi e scommesse.

casino PokerUn passo indietro che ha imposto una brusca frenata d’arresto negli introiti di tutti quei brand specializzati nell’offerta di giochi online. Nonostante ciò tengono naturalmente botta i colossi del settore, siti poker Texas Hold em come 888 che giocano sulla rilevanza e storicità dei loro marchi e che, nonostante un lieve decremento del volume di affari, sono riusciti a far fronte alla crisi investendo sui loro casino online. Numeri alla mano sembra proprio questo il settore nel quale al momento vale davvero la pena investire. Il 2019 si è segnalato infatti come un anno da incorniciare per i giochi da casinò online. La spesa degli utenti è infatti stata pari a 831,4 milioni di euro, e rispetto all’anno precedenti quando era intorno ai 710 milioni di euro, si è avuto un incremento del volume di gioco del 17,1%. Un miglioramento lampante decisamente in controtendenza rispetto ai dati raccolti per il Poker Online. Questi aumenti a doppia cifra incoraggiano gli addetti ai lavori sebbene il reale incremento della curva di crescita potrà essere valutato soltanto al termine del 2020 quando si avrà contezza del reale impatto del Decreto Dignità. Nonostante ciò I dati dei primi mesi dell’anno fanno ben sperare. A gennaio 2020 gli italiani si sono dati parecchio da fare facendo segnalare una spesa di 200 milioni di euro, dato nettamente in crescita rispetto al 2019 quando nello stesso mese se ne spesero 153. A trainare soprattutto il settore delle scommesse sportive che fanno muovere circa 92,7 milioni di euro (lo scorso anno sempre a gennaio ne erano spesi 58) mentre anche le scommesse virtuali sono andate alla grande con una spesa in crescita del 38,3% rispetto allo scorso anno (raccolti circa 3,2 milioni euro). Stesso trend per i casinò online e per il Bingo rispettivamente in aumento 13,8% e del 17,5% rispetto a gennaio 2019 e anche i cavalli hanno ripreso “a correre” negli incassi con le scommesse ippiche per gennaio 2020 al +11,9% rispetto al 2019. Il dato mensile che desta preoccupazione è sempre quello del poker online, in forte calo rispetto al gennaio del 2019 con 13 milioni di euro raccolti di cui 7,6 milioni nei tornei (-14,8% rispetto agli 8,9 del gennaio del 2019) e 5,7 milioni nel cash (-6,3% rispetto a gennaio 2019). Del resto l’onda positiva dei primi anni 2000 ha da tempo perso vigore mentre certamente hanno influito negativamente sugli incassi le notizie riguardanti l’intelligenza artificiale capace di battere i migliori giocatori di poker. Si sono infatti sviluppati poker bot (programmi impostati per giocare al posto dell’uomo simulandone il comportamento) e software truccati con sofisticati meccanismi di controllo degli algoritmi capaci di falsare lo svolgimento del gioco e di prosciugare i conti degli amanti di questa disciplina sportiva. I timori sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale sono fondati se alla Carnagie Mellon University di Pittsburgh lo scorso agosto hanno progettato un bot chiamato Pluribus che ha stracciato campioni del calibro di Chris “Jesus” Ferguson (pluricampione della World Series of Poker con sei titoli nel suo Palmares) e di Darren Elias, nel Gotha del Poker grazie al maggior numero di titoli vinti nel World Poker Tour.

pokerI maggiori portali di Poker Online garantiscono protezione contro queste “intelligenze ruba piatto” ma la notizia ha probabilmente destabilizzato una parte dei giocatori che è tornata così ad appassionarsi alla classica versione live dell’Hold’em tanto che il Main event delle WSOP del 2019 è stato il secondo più affollato della storia. Un “quasi record” statistico grazie agli 8.569 partecipanti, cifra superata soltanto nel 2006 quando, in occasione del cinquantenario delle WSOP, i partecipanti furono addirittura 8773 con 205 giocatori in più seduti ai tavoli. Nel 2018 i partecipanti furono 7.874 e resta la terza edizione della storia per numero di giocatori segno che soprattutto negli ultimi anni la tendenza del ritorno all’antico sia fortemente pronunciata. Del resto l’ebrezza del torneo live e dell’incontro faccia a faccia con l’avversario resta impagabile ed è qui che subentra la capacità di lettura dell’avversario e il vero campione può vestire i panni dello psicologo scrutando l’animo più profondo degli altri giocatori al tavolo. Questo ritorno al gioco dal vivo dovrebbe far riflettere gli operatori del settore online che forse con uno sforzo ulteriore potrebbero garantire ancora maggiori strumenti agli utenti per proteggersi dalle truffe di pochi malintenzionati che con le loro meschinità finiscono per gettare discredito su tutti quegli operatori che invece operano nel pieno rispetto delle regole.

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