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Cassa Integrazione Guadagni e Disoccupazione (foto free)
Economia L'Esperto

Cassa Integrazione Guadagni e Disoccupazione: REPORT MENSILE MAGGIO 2019

Ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale, domande e beneficiari di disoccupazione e mobilità.
In data 2 Giugno 2018 è stata effettuata la rilettura degli archivi, pertanto i dati pubblicati prima di tale data potrebbero aver subìto variazioni

Ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale

INTERVENTI ORDINARI (CIGO) – Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate ad aprile 2019 sono state 7,4 milioni. Un anno prima, nel mese di aprile 2018, erano state 9,1 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a – 18,0%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a +4,4% nel settore Industria e -51,8%
nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente un decremento pari al 37,1%.

Nel mese di aprile 2019 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 25,4 milioni, in aumento del 30,5% rispetto allo stesso mese del 2018 (19,4 milioni).

INTERVENTI STRAORDINARI (CIGS) – Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate ad aprile 2019 è stato pari a 17,9 milioni, di cui 4,3 milioni per solidarietà, registrando un incremento pari al 78,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 10,1 milioni di ore autorizzate.

Nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al +79,3%.

INTERVENTI IN DEROGA (CIGD) – Gli interventi in deroga sono stati pari a circa 20 mila ore autorizzate ad aprile 2019 registrando un decremento del 93,6% se raffrontati con aprile 2018, mese nel quale erano state autorizzate 0,3 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente un incremento pari al 68,5%.

I dati relativi alla fruizione delle integrazioni salariali degli ultimi anni non sono agevolmente confrontabili in quanto risentono delle modifiche sostanziali e procedurali introdotte dalla riforma globale di tale istituto.

Il d. lgs. 148/2015 ha introdotto importanti novità in materia di integrazioni salariali sia per le aziende che per i lavoratori.

Per quanto riguarda le aziende:
– Introduzione di un nuovo concetto di unità produttiva;
– Modifica circa la durata delle prestazioni: la durata massima complessiva dei trattamenti Ordinari e Straordinari non può superare i 24 mesi nel quinquennio mobile. Nel caso del settore edile la durata massima è di 30 mesi. Le ore di CIGO autorizzate non possono eccedere il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell’unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda.

Per quanto riguarda i lavoratori:
– Nella platea dei beneficiari vengono inclusi anche gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante.
– Introduzione del requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro, cioè, alla data di presentazione della domanda, il lavoratore deve aver maturato un’anzianità di almeno 90 giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

Inoltre a partire dal 1° gennaio 2016 vengono abolite le commissioni provinciali per l’autorizzazione delle ore di CIGO; l’autorizzazione dei trattamenti ordinari viene disposta direttamente dalla Sede INPS territorialmente competente. Per quanto riguarda la CIGS a partire dal 1° gennaio 2016 viene esclusa come causale di autorizzazione la cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.

Prestazioni di disoccupazione

Il primo maggio 2015 è entrata in vigore la “Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego” (NASpI), che sostituisce le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI. Pertanto le domande di prestazione che si riferiscono ad eventi di disoccupazione involontaria verificatisi entro il 30 aprile 2015 continuano ad essere classificate come ASpI o mini ASpI, mentre le domande che si riferiscono ad eventi di disoccupazione involontaria verificatisi a partire dal 10 maggio 2015, sono classificate come NASpI.

In via sperimentale a decorrere dal 1 gennaio 2015 è stata introdotta una prestazione (DisColl) avente lo scopo di fornire un sostegno al reddito dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata dell’Inps . Dal 1 luglio 2017 è diventata una prestazione strutturale (Legge n.81 del 22 maggio 2017 art.7).

Nel mese di marzo 2019 sono state presentate 103.965 domande di NASpI, 12 di mobilità e 1.089 di DisColl per un totale di 105.066 domande, segnando una flessione del 2% rispetto al mese di marzo 2018 (107.240 domande).

Ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale Cenni normativi

La Cassa Integrazione Guadagni è una prestazione finalizzata a sostituire o integrare la retribuzione ed è destinata ai lavoratori sospesi dal lavoro o che operano con orario ridotto a causa di difficoltà produttive dell’azienda. Possono usufruire dell’integrazione salariale gli operai, gli impiegati e i quadri mentre sono esclusi i dirigenti gli apprendisti e i lavoranti a domicilio.

La CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) è rivolta alle aziende industriali non edili e alle aziende industriali ed artigiane dell’edilizia e del settore lapideo che sospendono o riducono l’attività aziendale a causa di eventi temporanei e transitori quali ad es. la mancanza di commesse, le avversità atmosferiche. Può essere concessa per 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi; in determinate aree territoriali il limite è elevato a 24 mesi.

L’intervento di CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) può essere richiesto per ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale, per crisi aziendale di particolare rilevanza sociale e in caso di procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, ecc. La CIGS è destinata ad aziende con, in media, più di 15 dipendenti nel semestre precedente la richiesta di intervento; le aziende sono quelle dei settori industriali ed edili, dell’artigianato dell’indotto (cioè con un solo committente destinatario di CIGS), dei servizi di mensa e ristorazione dell’indotto, delle cooperative agricole; ed inoltre ad imprese commerciali con più di 200 dipendenti (in regime transitorio anche con numero di dipendenti da 51 a 200), ad imprese editrici di giornali per i quali si prescinde dal limite dei 15 dipendenti, imprese di spedizioni e rasporto del terziario e ad agenzie di viaggi e turismo, ciascuna con più di 50 dipendenti.

Sono definiti “in deroga” i trattamenti di integrazione salariale (CIGD), destinati ai lavoratori (compresi apprendisti, interinali e lavoratori a domicilio) di imprese escluse dalla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria e straordinaria.

La CIG in deroga alla vigente normativa è concessa nei casi in cui alcuni settori (tessile, abbigliamento, calzaturiero, orafo, ecc) versino in grave crisi occupazionale. Essa può durare al massimo 12 mesi e il suo ammontare può arrivare fino all’80% della retribuzione. Lo strumento della cassa integrazione guadagni in deroga permette quindi, senza modificare la normativa che regola la CIG, di concedere i trattamenti di integrazione salariale anche a tipologie di aziende e lavoratori che ne sono esclusi.

TUTTE LE TABELLE ED I GRAFICI:

Il d. lgs. 148/2015 ha introdotto importanti novità in materia di integrazioni salariali. Di seguito le più rilevanti: La durata massima complessiva dei trattamenti Ordinari e Straordinari non può superare i 24 mesi nel quinquennio mobile. Nel caso del settore edile la durata massima è di 30 mesi. Nella platea dei beneficiari vengono inclusi anche gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante. A partire dal 1° gennaio 2016 vengono abolite le commissioni provinciali per l’autorizzazione delle ore di CIGO; l’autorizzazione dei trattamenti ordinari viene disposta direttamente dalla Sede INPS territorialmente competente.

Per quanto riguarda la CIGS a partire dal 1° gennaio 2016 viene esclusa come causale di autorizzazione la cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.

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