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Cronaca

Carcere di Opera invaso dai topi: la protesta dei detenuti

Carcere di Opera invaso da topi: la protesta dei detenuti

Milano – Tanti topi nel carcere di Opera, così tanti che i detenuti hanno scritto una lettera destinata alla direzione dell’istituto penitenziario. Una lettera di denuncia, scritta a mano e firmata da una trentina di prigionieri.
“La situazione è diventata intollerabile”, si legge nel comunicato reso noto dall’agenzia Agi. “Anche in considerazione del luogo in cui siamo e dell’alto numero di noi rinchiuso con gravi patologie”.

I firmatari hanno portato alla luce l’episodio di un medico del carcere, morso da un roditore alla gamba mentre era in infermeria. Hanno evidenziato soprattutto la vicenda che riguarda soprattutto il detenuto Cosimo Loiero, malato di cancro e a sua volta morso da un topo.

“Il 29 aprile del 2018 alle 4 del mattino, un topo sbucato dai cestini portacibo mi ha morso sul braccio destro ed è poi scappato. Lo ha ucciso il mio compagno di cella con una scopa e io ho deciso di conservarlo in un contenitore per alimenti per farlo vedere al medico perito che mi ha visitato il giorno dopo”, ha scritto Cosimo, che aveva appena finito un ciclo di chemioterapia. Visitato da un infettivologo, gli è stata fatta una antitetanica e prescritta una cura antibiotia per alcuni giorni.

Il detenuto ha richiesto a questo proposito di scontare la sua pena ai domiciliari, per l’incompatibilità delle sue condizioni di salute con il regime carcerario. Questa richiesta è stata respinta sia dalla Corte d’Appello sia dal Tribunale del Riesame di Milano.

I difensori di Loiero hanno presentato ricorso alla Cassazione contro la decisione del Riesame. Intanto anche il medico del detenuto ha dichiarato che la permanenza nel carcere di Opera “è molo pericolosa per i rischi di eventi infettivi”.

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Luisa Di Capua

Nata il 7 febbraio a Castellammare di Stabia.
Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, con specializzazione magistrale in Giornalismo e Cultura editoriale all’Università degli Studi di Parma.

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