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Operazione Sophia EUNAVFOR MED
Attualità Editoriali

Conte e Tria ad una Davos indigesta ai gialloverde

A Davos oggi l’intervento di Conte e Tria nel clima di polemiche con la Francia e ora anche con la Germania sulla missione Sofia.

Oggi a Davos, al forum economico mondiale, insieme al premier Conte, arriva il ministro dell’economia Giovanni Tria ed avranno tanto da dover dire e, più probabimente, da ingoiare visto che ache l’Ocse si è unita ieri al coro delle istituzioni che tagliano la crescita italiana per il 2019.

Ma la missione risulta essere sempre più complicata e dura da far brillare nel fitto polverone sollevato dal DUO Salvini-Di Maio che di tutto vogliono che si parli tranne che di economia per evitare di distogliere i loro armenti e mandrie dai prati verdi costellati di “Franchi ACF” e di migranti “in crociera perché gli và” verso i quali li hanno transumati.

Conte indubitabilmente ci proverà anche oggi come ieri, quando ha provato a frenare la polemica con la Francia sui Franchi ACF ed il suo (presunto) colonialismo ma…. Ma oggi si trova a dover fronteggiare un nuovo fronte, sempre legato ai migranti ed aperto con la Germania che, a seguito di azioni e parole di Salvini sui soccorsi ai migranti, porti chiusi ecc ecc, già da ieri sera ha fatto sapere, di aver sospeso, dopo il rientro della fregata “Augsburg”, l’invio della nave Berlin che doveva sostituirla nella missione Sophia*, missione il cui mandato scadrà alla fine di marzo.

Dopo il rientro della fregata “Augsburg”, fa sapere Berlino, nessun’altra unità navale tedesca parteciperà alle missioni di salvataggio: la ragione sarebbe l’incertezza sull’allocazione dei migranti salvati, dopo la linea dura adottata dal governo italiano con la chiusura dei porti. A quanto si è appreso in seguito, da fonti Ue, il comandante dell’operazione era già stato informato da tempo di un avvicendamento di routine dei mezzi, come avvenuto più volte. Per questo il 6 febbraio verrà richiamata la fregata, “come più volte fatto in questi anni: nessuna sospensione”; il fatto è però che la fregata “Augsburg” non sarà sostituita dalla nave Berlin. E anche questo è un dato!

Chiaramente Salvini non ha perso tempo a sparare la sua agitando la possibilità di una smobilitazione dell’intera flotta e dicendo: “Non si è capito se” la Germania “ha sospeso o no” la partecipazione alla missione Sophia*.

“O cambiano le regole o l’operazione Sophia* finisce”, ha affermato.
“Se la Germania uscisse per me non è un problema, tanto tutti gli immigrati arrivavano lo stesso in Italia, facciamo da soli”.

“La missione Sophia* è una missione navale internazionale che ha nelle sue ragioni di vita il fatto che tutti gli immigrati raccolti nel Mediterraneo ovunque abbiano un solo paese d’arrivo, l’Italia. E’ un accordo geniale sottoscritto dal governo Renzi, non so perchè o in cambio di cosa”.
“Abbiamo detto o cambiano le regole della missione o finisce”

A cascare, ecco giungere, da fonti vicine all’alto rappresentante per la politica estera Ue, anche la voce di Federica Mogherini che, in breve, segnala che, se l’Italia si tirasse indietro, l’Ue potrebbe cessare la missione ‘Sophia’* per il soccorso ai migranti nel Mediterraneo.

Queste le parole delle fonti:

“Se oggi l’Italia, che ha il comando e il quartiere generale dell’operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla”.
“Operazione Sophia*aggiungono – è stata ed è ancora un’eccellenza della politica di difesa europea. Ha contrastato il traffico di esseri umani nel Mediterraneo fino quasi a fermarlo del tutto, addestrato la guardia costiera libica, e salvato vite umane. Sophia ha portato tutta l’Unione Europea nel Mediterraneo, dove l’Italia era sola prima del 2015. Se oggi l’Italia, che ha il comando e il quartiere generale dell’operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla”.

  • NOTA: L’operazione Sophia*, ufficialmente denominata European Union Naval Force Mediterranean (in italiano: Forza navale mediterranea dell’Unione europea) e conosciuta anche con l’acronimo EUNAVFOR Med, è un’operazione militare lanciata dall’Unione europea in conseguenza dei naufragi avvenuti nell’aprile 2015 che hanno coinvolto diverse imbarcazioni che trasportavano migranti e richiedenti asilo dalla Libia. Lo scopo dell’operazione era quello di neutralizzare le consolidate rotte della tratta dei migranti nel Mediterraneo. Questa operazione è successiva all’operazione di ricerca e di soccorso Mare nostrum del governo italiano (2013) e all’operazione di controllo delle frontiere Triton (dal 1º febbraio 2018 Operazione Themis) dell’agenzia Frontex (2014).
Unità coinvolte
All’inizio dell’operazione si disponeva di queste unità navali:

Italia: Nave d’Assalto Anfibio San Giusto (nave ammiraglia della missione)
Belgio: fregata di classe Karel Doorman – Leopold I
Francia: fregata di classe La Fayette – FS Courbet
Germania: nave ausiliaria di classe Berlin – Berlin
Slovenia Slovenia: pattugliatore di classe Svetlyak – SNS Triglav
Spagna: fregata di classe Santa María – ESPS Canarias
Regno Unito: fregata di classe Type 23 – HMS Richmond e nave da ricerca di classe Echo – HMS Enterprise
La sede operativa è situata a Roma.

E questo è! Tra migranti, porti chiusi e porti aperti, Franchi ACF e, asso pigliatutto di ieri: Banfi all’Unesco, tutti lì a guardare il dito gialloverde e non la luna che cerca di far luce sulla strada che si sta percorrendo, sempre ed ancora al buio.

NOTA: ai leghisti, ed anche ai pentastellati, che si ostinano a dire che parlano a nome di 60.000.000 di italiani chiedo, con cortesia ed educazione, di smetterla di millantare anche questo visto che così non è. Quantomeno, dicano di parlare a nome di 60.000.000 meno 1 (e se credono aggiungano meno quel tizio stabiese in quel di Brescia o proprio, in chiaro: Stanislao Barretta) e poi, anche sul loro millantare e dire di sentirsi offesi, per il fatto che gli “altri” dicano che gli “italiani sono sempre più fascisti, razzisti etc etc” perché anche questo NON è vero. Lo dicono, certo (ed anche a ragione, a mio parere) ma, lo dicono riferendosi a Salvini e suoi armenti con sempre maggior allargamento, visto che il far finta di ignorare non disgiunge, anche a Di Maio e ai suoi ovini per cui, se offesi vogliono sentirsi, lo facciano in proprio senza cercare sponde anche tra chi tale non è per cultura e storia di vita, nonché politica.

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