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OCSE, sede Château_de_la_Muette,_Paris
Sede Château de la Muette, Paris
Attualità Editoriali

Cercasi nuovo nemico che faccia da paravento e parafulmine. Trovato: è l’Ocse!

Ieri l’organizzazione con sede a Parigi ha bacchettato il governo sollevando, con il segretario Gurria, critiche su Quota 100, debito e reddito di cittadinanza.

Nel suo report sull’Italia, che l’Ocse presenta a Roma con il segretario Angel Gurria al fianco del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, l’istituto di Parigi torna a suonare l’allarme crescita, a pochi giorni dalla presentazione del Def, pronosticando un Pil a -0,2%, cioè in recessione, nel 2019 e solo un debole +0,5% nel 2020.

Inoltre boccia il reddito di cittadinanza contenuto nel decretone appena approvato dal Parlamento.

“L’Italia è in stallo” dice Gurria, bacchettando in particolare su quota 100:

“Sappiamo che questa è una misura temporanea ma come ex ministro delle Finanze so che non c’è niente di più permanente di una misura temporanea”.

Questa la situazione per cui lo stato dell’economia italiana sarà al centro dell’incontro tra il presidente della commissione europea Junker e il Presidente del Consiglio Conte in programma, per le 10, a Palazzo Chigi. Subito dopo Conte incontrerà il segretario generale dell’Ocse.

Chiaramente, l’esecutivo è in pieno disaccordo e dice che sta lavorando ai prossimi provvedimenti sul decreto crescita e sugli indennizzi ai risparmiatori coinvolti nella crisi delle banche per i quali la garanzia sarebbe arrivata già ieri sera in un vertice con il ministro dell’economia Tria.

Intanto, però, il dato è che anche l’Ocse ha confermato l’allarme sul rallentamento del paese e netto è il giudizio del segretario generale secondo cui l’Italia ha bisogno di un programma di riforme pluriennali.

Quota 100 va abrogata, dice:

“Rallenterà la crescita nel medio termine, riducendo l’occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo sotto il profilo attuariale, accrescerà la diseguaglianza generazionale e farà aumentare il debito pubblico”

mentre invece, una retromarcia sul pensionamento anticipato, libererebbe ampie risorse, vicine al 2%, e così il debito finalmente scenderebbe.

Giudizio negativo anche sul reddito di cittadinanza che rischia di favorire il lavoro nero.

Di parere nettamente diverso ed opposto è il ministro dell’economia Tria pronto a difendere le misure simbolo della manovra giallo verde, quota 100 e reddito di cittadinanza e a dire, sul rallentamento della crescita: il governo è al lavoro, stiamo trovando misure per contenere questo rallentamento e mantenerci in un’area di crescita positiva per cui, sempre secondo Tria, anche per il 2019 il risultato dei conti pubblici sarà migliore di quello stimato dall’Ocse.

Governo compatto quindi contro l’Ocse, anche se in Italia le divisioni sono sempre più palesi per cui anche il premier Giuseppe Conte esprime forte dissenso perché, dice: si sottostima la manovra, i nostri fondamentali sono solidi, siamo in una nuova fase con investimenti e riforme senza precedenti.

D’accordi anche Matteo Salvini e Luigi Di Maio secondo i quali le misure sul reddito, ma non solo quelle, contribuiranno, in parte, alla crescita economica del paese. Inoltre, ci tengono a sottolineare, noi siamo a soli 9 mesi di governo.

Per Matteo Salvini, in particolare, si darà al lavoro a più di 100 mila giovani per cui le critiche dell’Ocse gli scivolano addosso ed esclude una crisi prima, durante, e dopo le europee.

Intanto però, tornando alla realta dei fatti, si deve annotare che è scontro anche su famiglia e banche.

Il Sottosegretario 5 Stelle Vincenzo Spadafora, infatti, affossa il disegno di legge del senatore leghista Simone Pillon per cui trova subito il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo, a replicare con la formula diventata ormai standar, un must si direbbe: “non si può archiviare è nel contratto”.

Nel contempo c’è anche Matteo Salvini che attacca il ministro dell’economia Giovanni Tria sulla risposta da dare ai truffati dalle banche.

Poi, ancora, c’è la questione del decreto sblocca cantieri, per il quale non mancano le tensioni, e del decreto crescita che è atteso, per giovedì, in consiglio dei ministri.

Questa l’idilliaca situazione.

Contro il ministro Tria, inoltre, tiene banco anche il caso della consigliera del titolare delle Finanze, Claudia Bugno legata a Tria da una lunga amicizia. Il figlioccio del ministro è stato assunto nella società guidata dal compagno della stessa Bugno: un netto conflitto di interessi sul quale si sono scagliati Grillini e leghisti che chiedono un passo indietro della consigliera colpevole, soprattutto agli occhi del movimento, di avere anche troppa libertà nella gestione di dossier importanti.

Le critiche dell’Ocse, chiaramente, forniscono all’opposizione l’occasione per colpire l’esecutivo.

Le opposizioni, infatti, tornano all’attacco di Movimento 5 Stelle e Lega e lo fanno con rinnovata energia dopo il nuovo allarme sull’economia italiana e dopo la diffusione dei nuovi dati sulla disoccupazione che vedono anche l’Ocse a certificare che la nostra economia sprofonda sotto zero.

Ecco, questa è la quotidiana realtà e questi sono i risultati della guerriglia giornaliera all’interno del governo. A dirlo è il segretario del PD Zingaretti che incalza sottolineando che, alla fine, le spese le pagano gli italiani.

Alle critiche si aggiunge anche il Democratico Martina che aggiunge:

“l’economia reale del paese va in crisi drammatica; solo in questi mesi abbiamo perso 33.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. L’Italia ha bisogno di una reazione, e questo​ governo non​ la sa dare. Stanno aggravando ogni giorno la situazione di famiglie, imprese, e cittadini italiani”

Inutile dire che anche il leader di Forza Italia Berlusconi non perde l’occasione di farsi sentire tuonando, chiaramente, contro i 5 Stelle che attacca dicendo:

“l’Ocse conferma che l’Italia non cresce, la sua economia è ferma e addirittura arretrata. Le ricette economiche di questo governo a trazione 5 stelle si sono rivelate fallimentari”.

E questo è anche oggi, e siamo solo a martedì:

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