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Nave Sea Watch 3, e equipaggio, nel mirino anche della Procura di Catania
Attualità Editoriali

Catania: nuova conferma al “programma e ai desiata” del Comandante

Dopo le notizie di ieri che hanno dato nota dei minuziosi controlli attivatisi a carico della nave Sea Watch 3, e dell’equipaggio, una volta giunta nei gangli del porto di Catania dove era stata indirizzata su ordine del “Comandante” Salvini in una delle sue molteplici vesti si hanno, secondo programma, ulteriori sviluppi.

Giunge infatti conferma che, dopo Capitaneria di Porto, Finanza, Carabinieri, Polizia e quant’altri è riuscito a utilizzare il “Comandante”  in adempimento del suo alto compito di salvaguardare la sicurezza del sacro patrio suolo, anche la locale Procura di Catania, che era in attesa dell’attracco, sta ora contribuendo all’opera di sicurezza per cui, in adempimento della parte a lei assegnata dalla legge – e quindi secondo legalità, è ovvio -, ha istruito un’inchiesta sullo sbarco di 47 migranti dalla Sea Watch aprendo un fascicolo “a carico di ignoti” nel quale si ipotizza l‘associazione a delinquere finalizzata all’agevolazione dell’immigrazione clandestina.

Epperò,  il procuratore Carmelo Zuccaro, fa sapere anche che, dalle risultanze investigative sul soccorso in mare (stigmatizzate da Salvini), non è emerso alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della nave della Ong.

Ma poi aggiunge: le indagini  sono state affidate allo Sco della polizia di Roma, alla squadra mobile della Questura e alla Guardia di Finanza di Catania, e sono “finalizzate ad individuare i trafficanti libici e gli scafisti che hanno condotto il gommone poi soccorso dalla Sea Watch 3 ed accertare la liceità della condotta tenuta dai responsabili” della nave della Ong.

E questo è, o almeno così si usa nell’AD 2019, Era Gialloverde a guida di Salvini: il “Comandante”; l’uomo duro e puro, senza macchia ne paura. L’uomo che non chiede ne deve chiedere a nessuno e che ormai dilaga in ogni ministero dovendo sobbarcarsi, bontà sua, anche di tanti altri compiti (e ministeri) che, di fatto, sono senza vera guida data l’ignavia dei singoli ministri che mostrano sempre più di essere lì solo nominalmente e facenti  funzioni pari a quelle di un cappello su una sedia.

Ed è grazie a quest’impavido uomo, che nella sua instancabile opera  ha inviato lì la Sea Wath 3 (che era in rada a Siracusa) per farla giungere, – come legge e “suo compito” (uno dei tanti) prescrivono -, in “un porto sicuro” nel quale i migranti sono potuti sbarcare e, una volta sbarcati, finalmente inviati in piena sicurezza – a quanto si era sentito già dalla sera stessa della partenza – dove? Ma nei dintorni di Siracusa, ovvio, no? E la nave e l’equipaggio? FERMI nel “sicuro porto di Catania” amorevolmente accuditi e seguiti da tutte le possibili forze dell’ordine e non, tutte intente a sottoporli a tutte le possibili analisi e dovute attenzioni.

Ma che cari! Quanta umanità e dedizione allo stato, sempre rispettosi dei comandi del Comandante.

Intanto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha firmato i primi provvedimenti per l’iscrizione all’anagrafe di 4 stranieri con permesso di soggiorno in corso per motivi umanitari e come richiedente asilo nonostante il decreto sicurezza lo vieti e, nel farlo, ha commentato:

“firmare questi atti per un Sindaco che ha giurato fedeltà alla Costituzione è un atto praticamente dovuto”

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