Carolina Tedeschi F1
Carolina Tedeschi F1
FONTE FOTO: Carolina Tedeschi Facebook

Carolina Tedeschi e la F1: un amore sbocciato all’improvviso

Ultimo aggiornamento:

La giovane ragazza Carolina Tedeschi, sui social famosa come F1withCarolina, parla in esclusiva ai nostri microfoni

 

Carolina Tedeschi e la F1: un amore sbocciato all’improvviso

 

Una passione per i motori ereditata dalla famiglia, ma sviluppata un po’ per caso. E’ questa la storia di Carolina Tedeschi(F1withCarolina) che è intervenuta in esclusiva ai nostri microfoni. Ecco le sue dichiarazioni:

 

Carolina ci racconti come nasce la tua passione per i motori?

“La mia passione nasce tramite la mia famiglia. Hanno tutti corso, tranne mia mamma e mio papà(e io ovviamente), sono però cresciuta con mio fratello che ha tre anni in più di me e correva nei go kart. Abbiamo girato l’Italia in camper quando avevo cinque/sei anni per seguire le sue gare. Correva con Giovinazzi. Mio cugino correva ai tempi con Valsecchi,  Rosberg,  Hamilton, Grosjean e tutta quella bella gente. E’ una passione dunque che è sempre stata dentro di me ma che all’inizio ho rifiutato completamente di coltivare. Mio padre un giorno mi chiese se avessi voluto intraprendere la carriera di mio fratello e io negai assolutamente, mi piaceva però tanto il wrestling, quindi prova a immaginare che bambina tranquilla potessi essere! Quella dei motori è però una passione che si è  piantata dentro di me sin dalle mie origini e poi, senza mai dargli spazio, è cresciuta da sola. I miei ricordi risalgono al 2005/2006 ai tempi di Fernando Alonso e da lì poi è partito un po’ tutto”.   

 

 

Tra tutti i piloti che hai avuto modo di vedere all’azione, chi ti ha colpito di più?

“Quando ero piccola non ho potuto purtroppo vivere l’era di Schumacher. Uno che mi ha colpita è stato Fernando Alonso. Di Fernando ho un grande ricordo e, vederlo ora tornare in Formula Uno, è molto bello perché quella grinta e quella cattiveria non gli è mai andata via. Quando ero bambina mi ricordo molto bene di lui e quindi sono felice di rivederlo”.  

 

 

Alonso che rientra tra i piloti della vecchia generazione… che mi dici invece sui nuovi talenti?

“La Formula Uno credo stia vivendo uno dei migliori momenti degli ultimi anni. Se guardiamo al futuro, soprattutto ai nuovi talenti, come Albon, Norris, Russell, in aggiunta a Leclerc e Verstappen… parliamo dei campioni del futuro. Tra tutti loro, quello che mi incuriosisce tanto e ha tantissime sfumature da mostrare è Russell. Sono davvero molto curiosa di vederlo al fianco di Hamilton l’anno prossimo. Spesso i ragazzi esaltano Lando Norris, che è un grande fenomeno, però se non sbaglio nelle categorie minori, come in Formula 2, fu Russell a vincere il titolo quindi prestiamo davvero particolare attenzione al prossimo pilota Mercedes. Per quel che riguarda invece Verstappen e Leclerc parliamo di due altri perni di questo sport. Max mi piace perché ha quella grinta, quella cattiveria e non guarda in faccia nessuno. Per la carriera che ha fatto è quasi un prototipo da laboratorio! Dall’altra parte invece abbiamo Leclerc che arriva un po’ dal nulla: parliamo di un ragazzo pulito, ricco di talento e per questo sono contento che l’abbia preso la Ferrari”.

 

Formassimo un team, che coppia metteresti sotto contratto?

“Beh… non è facile scegliere un primo e un secondo pilota, che è un po’ quello che odiano fare tutti. Però se voglio vincere, ed essere convinta di vincere, scelgo Verstappen primo e, come secondo…Perez”.

 

 

Venendo alla lotta mondiale: chi vedi favorito tra Hamilton e Verstappen?

“Sulla base del 2021, quindi: grande lavoro del pilota e grande lavoro del team, ti dico Max Verstappen. Se dovessi ragionare invece un po’ di pancia, vorrei lo vincesse Lewis perché mi piacerebbe poter vivere una pagina indimenticabile di questo sport. Parliamo dell’ottavo titolo mondiale e mi piacerebbe tanto viverlo anche perché sono abbastanza convinta che Lewis o lo vince quest’anno o altrimenti non lo vince più”.

 

Sulla lotta per il terzo posto nei costruttori invece?

“Se dovessi guardare solo la line-up… approvo molto di più quella della Ferrari. Sainz ha messo il colpo sin da subito: è stato il primo pilota di quelli che ha cambiato sedile a trovare subito il feeling con la nuova vettura e questo, in una lotta per il mondiale costruttori, è un vantaggio in più. Chiaro che poi debba subentrare la prestazione della macchina e, con gli aggiornamenti fatti dalla Rossa, contando anche le piste che avremo, posso dirti che la Ferrari ha la possibilità di arrivare terza ma devono continuare a fare tutto perfetto: dai pit stop alla strategia, tutto”.

 

La Ferrari che rappresenta l’Italia in F1, insieme a Giovinazzi. Parlando di lui, Come valuti quanto gli è accaduto in Messico?

“Quello visto in Messico secondo è un punto di non ritorno. Quelli dell’Alfa comunque  hanno confermato che dopo il Brasile sveleranno il loro nuovo pilota. Per quel che riguarda Antonio mi dispiace molto perché, indipendentemente dal fatto che sia italiano, non è stata una bella pagina per la Formula Uno. Sarò anche fuori dal mondo, ma nella mia testa ho pensato alla stagione deludente dell’Alfa Romeo, quindi non ho capito le strategie utilizzate in gara quando magari con Giovinazzi davanti si poteva portare a casa un bel mazzetto di punti. Capisco magari che Raikkonen è il primo pilota, però Antonio quest’anno ha fatto una grande stagione. E’ stato tante volte davanti al finlandese senza quasi mai riuscire a chiudere davanti a lui per un pit stop o strategia sbagliata dal team. Giovinazzi è stato un gran signore: ha avuto un gran rispetto per un team che non ha mai remato dalla sua parte e, sentirlo in quella maniera al termine del Gran Premio del Messico,  vuol dire che si è arrivati al limite”.

 

Ora invece si vola in Brasile con la Sprint race… che mi dici, ti piace?

“Sarà la giovane età… però a me la sprint race piace. Toglie quella monotonia classica del weekend andando anche incontro a chi dice e afferma che le gare di Formula Uno sono troppo lunghe. Con venti giri invece, che passano alla velocità della luce, aumenti lo spettacolo, le opportunità per i piloti di fare sorpassi e per far vedere a noi da casa anche una partenza in più che è sempre molto particolare. L’anno prossimo le avremo e, in teoria dovrebbero essere sei, ma con le giuste modifiche, come i punti aggiuntivi e la griglia di partenza decisa comunque dalla qualifica. Se dovessero essere sei però secondo sono un po’ troppe ma, dovessero confermale, le aspetterò comunque a braccia aperte”. 

 

Ancora deve finire questa stagione e già non vediamo l’ora che inizi quella 2022, vero?

“Non bisogna mai crearsi aspettative nella vita ma… le mie sono molto alte! C’è davvero molta adrenalina per capire anche come sono queste nuove monoposto, come funzionano con le nuove gomme, le livree e soprattutto l’organizzazione della stagione: 23 gare: Miami, Imola a porta aperte, gare sprint e nuova super line-up. Ci sono davvero tanti punti interrogativi e realtà che secondo me parliamo di una delle stagioni più belle da vivere, tutta da seguire”.

 

 

Ci ricordi quali sono i tuoi appuntamenti?

 “Sì. Sui social potete seguirmi se volete un po’ ovunque: su Twitch,Youtube, TikTok e Instagram con il nome F1withCarolina sempre per avere contenuti inerenti sul mondo della Formula Uno. Domenica al termine del Gran Premio del Messico ci vediamo a Race Anatomy con il meraviglioso gruppo di Sky e sabato vi aspetto al Milan Games Week per incontrare i ragazzi che mi seguono e per parlare anche un po’ della nostra grande passione per i motori”.

 

Se vuoi ascoltare l’intervista a Carolina Tedeschi clicca sul link che segue: http://chirb.it/4w9kxH

 

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