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25 Aprile 2022 Castellammare commemora i suoi martiri della Resistenza

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25 aprile 2022 Castellammare di Stabia. Organizzata da Palazzo Farnese in collaborazione con l’ANMI (Associazione Marinai d’Italia Gruppo M.O.V.M “Luigi Longobardi” di Castellammare di Stabia) e la Sezione locale dell’ANPI, si è svolta la cerimonia commemorativa per i martiri della Resistenza.

Il racconto di questo 25 aprile 2022 Castellammare di Stabia:

Come ogni anno in occasione di questa significativa ricorrenza, la cittadinanza ha voluto onorare i suoi caduti nella lotta contro il nazifascismo, intervenendo numerosa in un clima di intensa e commossa partecipazione.

Le bandiere sventolavano orgogliosamente nell’aria, la banda intonava inni militari e canti della Resistenza dal forte potere evocativo, riportando i presenti indietro di quasi ottant’anni, a quelle tragiche giornate del settembre del 1943, quando tanti militari e civili persero la vita in difesa della nostra città o per le feroci rappresaglie naziste.

Ad aprire il corteo le massime autorità militari e civili della città, tra cui il Viceprefetto Mauro Passerotti, il presidente della sede ANMI di  Castellammare di Stabia Aldo Verdoliva, e il presidente della Sezione ANPI di Castellammare di Stabia-Gragnano Giuseppe di Massa.

La cerimonia è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro all’ingresso dei Cantieri navali, sotto la targa commemorativa ivi posta per ricordare gli eroici militari che persero la vita cercarono di difendere lo stabilimento nel settembre del 1943.

Subito dopo, il corteo, partito da Piazza Amendola, si è snodato lento e in rispettoso silenzio lungo Via Brin e Via Bonito, per raggiungere il Monumento “Stabia al Marinaio” in Villa Comunale.

Una corona d’alloro è stata deposta tra la commozione generale sul Monumento, in ricordo di tutti gli eroici marinai della Resistenza, in particolare del Comandante Domenico Baffigo, cui è dedicato il viale prospicente al monumento.

Una terza corona d’alloro è stata deposta sempre in Villa comunale sul Monumento alla Resistenza, onorando in tal modo la memoria del colonnello stabiese Manfredi Talamo e di tutti i martiri della Resistenza.

La storia della resistenza a Castellammare di Stabia

Ma ripercorriamo brevemente i tragici eventi di Castellammare di Stabia tra il 1 e il 30 settembre del 1943, un mese di “passione” per la città con ben 32 morti, 16 feriti ed oltre 2000 deportati nei campi di concentramento di Germania, Austria e Polonia.

Altri cittadini stabiesi furono uccisi dai tedeschi per rappresaglia o in combattimento nei comuni vicini o in varie località d’Italia. Tra essi ricordiamo:

 Manfredi Talamo, tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, nato a Castellammare di Stabia il 2 gennaio 1895 e trucidato con altri 334 civili o militari nell’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma, il 24 marzo del 1944;

 Renato Rajola, cittadino stabiese nato nel 1916, comandante partigiano in Emilia Romagna, che fu fucilato dai tedeschi in provincia di Piacenza nel 1944,

 Attilio Uvale, partigiano stabiese di 23 anni, fucilato a Firenze con altre undici persone.

Già dal 1° settembre si ebbero i primi segnali della Resistenza stabiese all’invasore tedesco (l’Armistizio di Cassibile con le forze alleate anglo-americane sarà reso noto solo l’8 settembre successivo, con tutte le tragiche conseguenze che ne derivarono).

In quel 1° settembre , infatti, circa mille operai dell’Avis Meccanica manifestarono per le strade del centro, chiedendo “pace e pane”. Alla manifestazione erano presenti anche molte donne e ragazzi, ma furono dispersi con i lacrimogeni e vi furono alcuni feriti e 80 arresti.

Dopo 17 giorni, i prigionieri furono liberati dal Carcere circondariale di Salita S. Giacomo, salvandoli così dalle deportazioni nei campi di concentramento, da un tumulto popolare organizzato dalle donne stabiesi.

Uno dei giorni più tragici per la cittadinanza fu l’11 settembre, perché persero la vita valorosi civili stabiesi e marinai della Regia Marina, nel vano tentativo di difendere dalla furia tedesca i Cantieri Navali e le navi ancorate nel porto.

I nazisti, infatti, tentarono di entrare nei cantieri per distruggere i macchinari e far saltare le navi, ma furono fermati dal fuoco dei marinai agli ordini del comandante Domenico Baffigo.

Ai combattimenti si unirono alcuni valorosi stabiesi che cercarono di fermare l’avanzata del nemico. La parola d’ordine era quella di salvare i Cantieri Navali ad ogni costo.

Con l’attacco di una colonna tedesca cominciò la guerriglia urbana a Piazza Quartuccio. Una bomba a mano lanciata dal tetto di un palazzo centrò in pieno una camionetta tedesca e tutti, civili e i militari, iniziarono a sparare, da Piazza ferrovia a Piazza Quartuccio e a Via Gesù, con perdite da entrambe le parti.

Scontri si ebbero anche nei pressi dell’Avis e dei CMI e nelle azioni di guerriglia urbana tra i civili persero la vita il meccanico Agostino Circiello e l’operaio dei Cantieri Navali Santolo Contaldo, eroici cittadini stabiesi.

Nei Cantieri Navali, intanto, i pochi marinai riuscivano a tener testa alla soverchiante forza nemica, ma i nazisti ebbero la meglio con l’inganno: infatti, alzando bandiera bianca e chiedendo di parlamentare, dissero che, se i marinai italiani avessero cessato le ostilità, i Cantieri Navali sarebbero stati risparmiati, ma così non fu.

Il Comandante Domenico Baffigo, fidando nelle tradizioni militari, uscì dalle mura dei Cantieri per trattare col nemico, ma i tedeschi, venendo meno alla parola data, lo catturarono. Nei giorni seguenti fu fucilato insieme ai tenenti Francesco Bottino ed Ugo Molino e al marinaio stabiese Vincenzo De Simone, non si sa precisamente dove, forse a Napoli.

Altri marinai furono brutalmente giustiziati sul posto ma non ne conosciamo i nomi.

Nei giorni seguenti, i Cantieri Navali vennero distrutti e le navi affondate. La stessa sorte subirono tutte le altre industrie stabiesi: la Cirio, l’Avis, il Cmi, l’Oleificio Gaslini, la Voiello e gli altri pastifici, che dal 26 al 28 settembre vennero bruciati e saccheggiati.

In quei tragici giorni, dal 21 al 28 settembre, furono deportati inoltre circa 2000 uomini tra i 18 e i 45 anni e, finita la guerra, soltanto 627 di essi fecero richiesta per ottenere i benefici pensionistici, gli altri morirono di stenti nei campi di concentramento.

Il 28 settembre le armate tedesche finalmente si ritirarono lasciandosi alle spalle una scia di morti innocenti: otto furono i civili uccisi sulla spiaggia di Pozzano (tre per atti di sabotaggio e cinque per rappresaglia, tra cui un bambino di otto anni); altri due stabiesi furono uccisi dai nazisti il 30 settembre e il 1° ottobre nei dintorni di Castellammare.

Le truppe alleate, i Rangers della 5°armata neozelandese, comandati dal generale Mark Clark, entrarono in città soltanto il 29 settembre. Erano sbarcati a Salerno il 9 settembre e, stanziati ad Agerola, aspettarono che i tedeschi si ritirassero, abbandonando Castellammare e i Paesi limitrofi al loro triste destino.

Medaglio d’oro alla città di Castellammare di Stabia

Per questi tragici eventi, alla città di Castellammare di Stabia nel 2006, dall’ex presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile, orgoglio e vanto degli stabiesi.

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Adelaide Cesarano / Redazione Campania

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