Cucina – Vivicentro https://vivicentro.it Sat, 18 Apr 2026 09:39:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Cucina – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Vinitaly chiude in trionfo: 90mila presenze e 135 Nazioni a Verona per l’edizione n.58 https://vivicentro.it/cucina/vinitaly-chiude-in-trionfo-90mila-presenze-e-135-nazioni-a-verona-per-ledizione-n-58 Wed, 15 Apr 2026 17:35:23 +0000 https://vivicentro.it/?p=654273 Dalle conferme in Nord America alle nuove frontiere in Asia e Africa: Veronafiere traccia la nuova geografia del vino e lancia le prossime tappe globali in Canada e Australia.

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Si conclude oggi a Veronafiere una 58ª edizione di Vinitaly che conferma la centralità e la forza del settore vitivinicolo italiano sul palcoscenico mondiale. Con un quartiere fieristico che ha registrato il tutto esaurito, l’evento ha ospitato 4.000 aziende, richiamando ben 90.000 presenze complessive. A spiccare è soprattutto il dato sull’internazionalizzazione: il 26% dei partecipanti proviene dall’estero, in rappresentanza di 135 Nazioni (cinque in più rispetto al 2025).

Oltre la geopolitica: la forza dell’internazionalizzazione

Un successo che assume un peso specifico ancora maggiore se inserito nell’attuale scenario globale. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha espresso grande soddisfazione: “In un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse che incidono sulla mobilità degli operatori verso le manifestazioni europee, questo risultato è tutt’altro che scontato” ha dichiarato.

Decisiva è stata la partnership con ITA Agenzia, che ha permesso di selezionare e ospitare oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi. Vinitaly si conferma così una vera e propria infrastruttura strategica per l’export del vino italiano, capace di favorire relazioni commerciali di alto livello e accelerare la penetrazione nei mercati stranieri.

La geografia del vino: conferme storiche e nuove frontiere

La fiera veronese ha restituito una mappatura chiara della domanda globale di vino italiano:

  • I mercati consolidati: Si confermano pilastri fondamentali la Germania, il Nord America (USA e Canada), la Svizzera, il Regno Unito e i Paesi del Nord Europa (Belgio, Olanda, Scandinavia), affiancati da Repubblica Ceca, Polonia e Austria.

  • La Top 10 ad alto potenziale: Tra le aree in rampa di lancio emergono Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche, Serbia e Singapore.

  • Dinamismo e sorprese: Notevole l’interesse in crescita dal continente africano (Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola) e dall’Asia, con Giappone e Vietnam in prima linea. Una menzione particolare va all’Ucraina, che si è distinta per una presenza di buyer numerosa e altamente qualificata.

I prossimi passi: verso un Vinitaly sempre più globale

La direzione per il futuro è chiara. “L’internazionalizzazione è una direttrice strategica su cui continueremo a investire” ha spiegato Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere, evidenziando il grado di soddisfazione raccolto tra gli espositori. I prossimi obiettivi puntano oltre i confini europei: sono già in fase di sviluppo nuove tappe in Africa, Canada e Australia, oltre a un raddoppio della presenza in Brasile per potenziare l’hub di Wine South America.

Oltre il business: trend, giovani e il successo di “Vinitaly and the City”

Non solo business B2B. Il fuori salone Vinitaly and the City ha fatto registrare numeri impressionanti con 50.000 token degustazione erogati. Il format itinerante, che mira a coinvolgere il consumatore finale (in particolar modo i giovani), dopo la tappa in Calabria approderà ad Ancona (Marche) il prossimo autunno.

All’interno dei padiglioni, la proposta è stata arricchita da un palinsesto di quasi 100 eventi ufficiali, tra degustazioni e convegni. I riflettori si sono accesi anche sui nuovi trend di mercato, con lo sviluppo dell’area NoLo – Vinitaly Experience (dedicata ai vini dealcolati), il rafforzamento di Xcellent Spirits e l’integrazione sempre più forte del Vinitaly Tourism.

Un hub istituzionale di riferimento

La manifestazione si è confermata un punto di convergenza fondamentale tra la filiera produttiva e la politica. Il “Tavolo Vino” ha affrontato temi cruciali, dall’export alle direttive del nuovo OCM, fino alle dinamiche di consumo.

Massiccia la partecipazione istituzionale, a certificare l’importanza dell’evento: per la terza volta ha presenziato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal Commissario Europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Foltissima la delegazione di ministri, con Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Antonio Tajani (Esteri), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Gianmarco Mazzi (Turismo, alla sua prima uscita ufficiale), Alessandro Giuli (Cultura) e Matteo Salvini (Infrastrutture), insieme a Matteo Zoppas (Presidente ITA).

L’appuntamento per continuare a scrivere la storia del vino italiano è già fissato: la 59ª edizione di Vinitaly tornerà a Veronafiere dall’11 al 14 aprile 2027.

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Il Vino nella Ristorazione: Un Mercato da 12 Miliardi tra Nuovi Trend e Bisogno di Formazione https://vivicentro.it/cucina/il-vino-nella-ristorazione-un-mercato-da-12-miliardi-tra-nuovi-trend-e-bisogno-di-formazione Mon, 13 Apr 2026 17:26:48 +0000 https://vivicentro.it/?p=654143 L’Osservatorio Fipe-Uiv scatta la fotografia del settore a Vinitaly: se il calice vale il 21% dello scontrino, resta critica la gestione delle cantine e l'aggiornamento professionale.

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Il vino non è solo l’accompagnamento ideale per un pasto, ma un vero e proprio motore economico per la ristorazione italiana. Con un valore dei consumi che tocca i 12 miliardi di euro, il vino rappresenta in media oltre il 21% dello scontrino di ristoranti, trattorie, pizzerie e wine bar.

Questi dati, fondamentali per comprendere le dinamiche di un settore che genera 59,3 miliardi di valore aggiunto, emergono dal nuovo Osservatorio Fipe-Uiv “Vino & Ristorazione”, presentato a Veronafiere durante la 58^ edizione di Vinitaly. L’indagine, condotta su un campione di 500 imprese, ha tenuto a battesimo un nuovo protocollo d’intesa tra Unione Italiana Vini (Uiv) e Fipe-Confcommercio per valorizzare il binomio tra cucina e calice.

La Carta dei Vini: Un Pilastro da Rinnovare

Il vino mantiene un peso rilevante sul fatturato: per il 22% dei locali l’incidenza supera addirittura il 30%. Questa importanza si riflette nella diffusione della carta dei vini, strumento ormai consolidato e presente in:

  • 3 ristoranti su 4

  • 1 pizzeria su 2 (per un totale di 4,1 milioni di voci in carta a livello nazionale)

Tuttavia, l’Osservatorio fa emergere alcune criticità strutturali legate alla gestione e alla professionalità, evidenziando una filiera che ha urgente bisogno di aggiornamento.

Le Sintesi delle visioni di Lamberto Frescobaldi (Uiv) e Lino Enrico Stoppani (Fipe) hanno evidenziato che: “Al mondo del vino italiano mancava uno strumento che consentisse di esplorare meglio le dinamiche con la ristorazione. I dati evidenziano la necessità di investire di più in formazione e comunicazione, a partire dalle carte dei vini da migliorare negli assortimenti.”

I Nuovi Trend: Vince la Leggerezza

Il mercato della ristorazione rispecchia fedelmente i cambiamenti dei gusti dei consumatori. L’ultimo anno è stato segnato da una generale contrazione sia della spesa (-17 di saldo netto) sia dei volumi consumati (-28), con le flessioni più marcate registrate proprio nelle trattorie e nei ristoranti tradizionali.

Di fronte al calo della domanda, le scelte dei clienti si stanno polarizzando verso una precisa direzione: la leggerezza.

  • In ascesa: I vini meno impegnativi dominano la scena. I bianchi leggeri e freschi, insieme agli spumanti, registrano saldi netti positivi in doppia cifra.

  • In frenata: Soffrono i rossi leggeri e, in misura ancora maggiore, i vini rossi strutturati e corposi.

  • La Mixology: Sebbene i cocktail siano fissi in carta in oltre il 20% dei locali, il 44% di pizzerie e ristoranti ritiene ancora che la mixology non sia coerente con il proprio posizionamento.

Le Prospettive per il Futuro

Cosa si aspettano i ristoratori per i prossimi anni? Il clima è diviso tra chi spera in un consolidamento e chi teme i cambiamenti nelle abitudini di consumo.

Il 43% degli intervistati prevede una situazione di stabilità. Tuttavia, una fetta consistente del 26% (che sale al 34% nelle pizzerie) si dichiara pessimista, attendendosi una riduzione generale dei consumi di alcol. In questo scenario in evoluzione, un interessante 8% è convinto che i prodotti low-alcohol e no-alcohol prenderanno presto piede all’interno della propria offerta.

In conclusione, come sottolineato da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, il matrimonio tra vino e ristorazione è consolidato e centrale per l’identità italiana. Ma per continuare a generare valore e superare le sfide del mercato, dovrà necessariamente investire sul dialogo, sull’ascolto dei nuovi consumatori e, soprattutto, su una maggiore formazione professionale.

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L’Antica Arte del Kaitai a Nola: Quando l’Alta Gastronomia Incontra la Tradizione Zen https://vivicentro.it/cucina/lantica-arte-del-kaitai-a-nola-quando-lalta-gastronomia-incontra-la-tradizione-zen Mon, 13 Apr 2026 15:25:33 +0000 https://vivicentro.it/?p=654132 A Nola, il debutto storico della cerimonia del taglio del tonno Balfegó trasforma la cena in un rito ancestrale tra spiritualità, tecnica e sapori d'oriente.

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Benvenuti e Irasshaimase, con queste parole, pronunciate da Giovanni Napolitano, si apre uno scenario inedito per il Sud Italia. Tra luci soffuse, un’atmosfera zen e un silenzio carico di reverenziale attesa, il Roji Japan Fusion Restaurant di Nola ha fatto da cornice a un evento destinato a segnare un momento storico per la ristorazione d’eccellenza: la celebrazione autentica della cerimonia giapponese del Kaitai, l’antica e meticolosa arte del taglio del tonno.

Non si è trattato di un semplice spettacolo culinario, ma di un vero e proprio rito immersivo capace di fondere tecnica, rispetto per la materia prima e spiritualità, in un viaggio le cui radici affondano nella lontana epoca Edo.

Il Protagonista: L’Eccellenza del Tonno Balfegó

Al centro della scena ha trionfato il tonno rosso del Mediterraneo firmato Balfegó, eccellenza mondiale riconosciuta per il suo modello di pesca etica e sostenibile.

La perfezione di questa materia prima è garantita da un sistema rigoroso, che esalta il sapore e tutela l’ecosistema marino: La cattura avviene durante la migrazione e l’allevamento ha luogo in mare aperto (oltre 80 metri di profondità) con nutrizione controllata; un sistema a QR code permette di “raccontare” ogni singolo taglio, rivelando origine, qualità e caratteristiche; per la preparazione si utilizza il metodo Ike Jime (tecnica giapponese) che agisce sul sistema nervoso del pesce per una morte immediata. Preserva l’ATP, elimina l’acidità e massimizza il sapore umami.

Il Cuore dell’Evento: La Cerimonia Kaitai

L’ingresso in scena del maestro con i coltelli tradizionali ha letteralmente fermato il tempo in sala. Davanti agli occhi dei commensali, il “re del mare” è stato sezionato con un rispetto solenne, trasformandosi in autentici gioielli gastronomici attraverso tre momenti simbolici:

  • Kashira Otoshi: Il distacco della testa, il gesto solenne che apre ufficialmente il rito.

  • Kama Oroshi: Il taglio del collare, che regala una delle parti in assoluto più pregiate e marmorizzate.

  • Sanmai Oroshi: La divisione in tre parti, eseguita come una danza precisa e affilata lungo la spina dorsale.

Un Percorso Degustazione tra Oriente e Occidente

La cerimonia ha lasciato poi spazio al palato, con un percorso degustazione studiato per esplorare ogni singola sfumatura e consistenza del tonno rosso, accompagnato da un pairing d’eccezione a base di sake premium (come l’Heavensake) e whisky giapponese (Fuji Sanroku).

Il menu ha offerto un crescendo di sapori:

  • L’Essenza Marina: Nakaochi, la tartare prelevata direttamente dalla lisca.

  • La Creatività: Foglie di shiso in tempura con tartare e caviale, carpacci delicati e chutoro affumicato.

  • La Tradizione Reinterpretata: Un raffinato percorso kaiseki tra sashimi selezionati, nigiri e temaki.

  • I Signature Dish: Audaci accostamenti terra-mare, come l’ossobuco di Wagyu con tartare di tonno e la costata cotta in robata.

A fare da cornice a questa esplorazione sensoriale, le esibizioni di professionisti delle arti marziali giapponesi e il ritmo profondo dei tradizionali tamburi Taiko, che hanno scandito ogni fase dell’evento.

Un Finale Simbolico: Il Daruma della Perseveranza

A chiusura della serata, il Roji ha omaggiato i suoi ospiti con un gesto denso di significato: il dono del Daruma, la celebre bambola zen simbolo di determinazione. Secondo la tradizione, l’ospite è invitato a colorare un occhio del Daruma fissando un obiettivo, per poi completare il secondo occhio solo al raggiungimento del traguardo.

La prima cerimonia Kaitai del Sud Italia si è rivelata molto più di una cena esclusiva: è stata un ponte culturale tra il Sol Levante e il Mediterraneo. Grazie alla lungimiranza e alla perseveranza dei fondatori — Giovanni Napolitano, Erasmo De Risi, Gina Audia e Luigi Policastro — il Roji Japan Fusion Restaurant si conferma un laboratorio di ricerca ed esperienza. Un debutto brillante che apre ufficialmente la strada a una nuova, emozionante stagione della ristorazione d’eccellenza nel Mezzogiorno.

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OperaWine 2026: al via l’anteprima del 58° Vinitaly con il Gotha del vino e delle istituzioni https://vivicentro.it/eventi/operawine-2026-al-via-lanteprima-del-58-vinitaly-con-il-gotha-del-vino-e-delle-istituzioni Fri, 10 Apr 2026 18:55:55 +0000 https://vivicentro.it/?p=654025 Domani, 11 aprile, le Gallerie Mercatali di Verona ospitano la 15ª edizione dell'evento firmato Wine Spectator. 150 cantine d’eccellenza aprono le danze della kermesse internazionale.

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Verona si conferma capitale mondiale del vino. Domani, sabato 11 aprile, i riflettori si accenderanno sulle Gallerie Mercatali per la “vernice” ufficiale di OperaWine, l’esclusivo prologo che anticipa l’apertura del 58° Vinitaly (previsto dal 12 al 15 aprile).

L’evento, nato dalla collaborazione tra Veronafiere e l’autorevole rivista americana Wine Spectator, rappresenta l’unico appuntamento organizzato dal magazine al di fuori degli Stati Uniti, confermando il prestigio globale del Made in Italy.

Un parterre istituzionale di alto profilo

Il taglio del nastro avverrà alla presenza delle massime cariche dello Stato e del territorio, a testimonianza del valore strategico del comparto vitivinicolo per l’economia nazionale. Saranno presenti:

  • Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura;

  • Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy;

  • Gianmarco Mazzi, Sottosegretario al Ministero della Cultura;

  • Matteo Zoppas, Presidente di ITA – Italian Trade Agency;

  • Le autorità locali: Damiano Tommasi (Sindaco di Verona) e Flavio Massimo Pasini (Presidente della Provincia).

A fare gli onori di casa i vertici di Veronafiere: il presidente Federico Bricolo, l’amministratrice delegata Barbara Ferro e il direttore generale vicario Gianni Bruno.

La selezione 2026: tra icone e “nuove voci”

Il tasting, riservato a stampa e operatori internazionali, vedrà protagonisti 150 etichette selezionate con cura dagli editor di Wine Spectator. Il panorama quest’anno si divide in tre categorie che raccontano la storia e il futuro del vino italiano:

  1. Legacy Icon: 31 aziende storiche, pilastri dell’evento sin dalla prima edizione del 2012.

  2. Classic: 69 cantine leader, espressione autentica dei rispettivi territori.

  3. New Voices: 50 realtà fondate dopo il 1990 (di cui 45 debutti assoluti), capaci di coniugare qualità e innovazione.

I numeri della qualità

La geografia dei calici, firmata dagli editor Jeffery Lindenmuth, Alison Napjus e Bruce Anderson, premia i vini rossi con ben 114 referenze, seguiti da 28 bianchi fermi, 7 spumanti e un vino dolce. A livello regionale, la Toscana guida la classifica con 48 etichette, tallonata da Piemonte (24), Sicilia (15) e Veneto (12).

Programma della giornata (Sabato 11 aprile)

  • 12:40: Conferenza inaugurale con Wine Spectator

  • 13:00: Foto di gruppo

  • 13:15: Cerimonia di apertura e taglio del nastro istituzionale

  • 14:30: Inizio del Grand Tasting

  • 17:30: Chiusura dell’evento

L’elenco completo delle cantine e dei vini selezionati è disponibile sul sito ufficiale: www.vinitaly.com

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Foodist Istanbul si prepara ad accogliere l’industria alimentare globale https://vivicentro.it/cucina/foodist-istanbul-si-prepara-ad-accogliere-lindustria-alimentare-globale Fri, 10 Apr 2026 09:32:49 +0000 https://vivicentro.it/?p=653987 A settembre, Foodist Istanbul riunirà l’intera filiera del food internazionale presso il Tüyap Fair and Congress Center, creando un punto d’incontro strategico per i principali operatori del settore all’interno di una delle più rilevanti manifestazioni B2B dedicate all’alimentare nella regione.

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Istanbul, Turchia — La fiera internazionale Foodist Istanbul, dedicata ai prodotti alimentari e alle bevande, si terrà dall’1 al 4 settembre 2026 presso il Tüyap Fair and Congress Center di Istanbul, riunendo buyer internazionali, produttori, esportatori e principali player del settore in un unico contesto. Organizzata da Tüyap Fairs and Exhibitions Organization Inc. in collaborazione con ALZ Fair, la manifestazione si propone di valorizzare l’industria alimentare turca su scala globale, favorendo al tempo stesso lo sviluppo di nuove relazioni commerciali e il rafforzamento dei rapporti tra i diversi mercati internazionali.

«Con la continua crescita della domanda internazionale di prodotti alimentari, Foodist Istanbul rafforza il proprio ruolo come snodo strategico che collega la dinamica industria alimentare turca ai mercati globali», ha dichiarato İlhan Ersözlü, General Manager di Tüyap Fairs Production Inc.

Ha poi aggiunto: «Grazie a un solido supporto istituzionale, a un’ampia partecipazione di buyer internazionali e a una chiara ambizione di posizionarsi tra le principali fiere alimentari a livello globale, l’evento si sta rapidamente affermando come una piattaforma strategica per il commercio internazionale e la collaborazione tra gli operatori del settore».

Con il supporto delle principali organizzazioni di settore

Foodist Istanbul si distingue come l’unica fiera sostenuta direttamente dalle organizzazioni di settore, a conferma di un forte allineamento tra tutti gli attori della filiera. Con il supporto della Turkish Exporters Assembly, del Consiglio di Settore Cereali, Legumi, Semi Oleosi e Prodotti Derivati, di tutte le Associazioni degli Esportatori, della Federazione delle Associazioni dell’Industria Alimentare e delle Bevande della Turchia e dell’Associazione dei Fornitori per il consumo fuori casa, la manifestazione punta ad aumentare la visibilità internazionale dei prodotti e dei brand alimentari turchi.

Grazie alla collaborazione tra Tüyap Fairs and Exhibitions Organization Inc. e ALZ Fair, l’evento unisce competenze internazionali nel settore fieristico a solide reti industriali nazionali. Questa sinergia sostiene l’ambizione strategica della manifestazione di posizionarsi tra le prime tre fiere alimentari al mondo, consolidando Istanbul come punto di riferimento per il commercio globale nel settore food.

Buyer internazionali e partecipazione internazionale

Foodist Istanbul 2026 si prepara ad accogliere oltre 70.000 operatori professionali provenienti da più di 150 Paesi, confermando una dimensione sempre più internazionale. Accanto alla partecipazione diffusa, la fiera ospiterà anche delegazioni selezionate di buyer provenienti da 20 Paesi strategici, creando occasioni concrete e mirate per gli esportatori interessati ad avviare nuove collaborazioni commerciali.

«Foodist Istanbul si sta rapidamente affermando come uno dei principali punti di incontro per l’industria alimentare globale», ha dichiarato Ersözlü. «Offre agli esportatori una piattaforma efficace per ampliare le proprie relazioni internazionali. Il nostro obiettivo è posizionare Foodist Istanbul tra le prime tre fiere del settore a livello mondiale e rafforzare ulteriormente il ruolo della Turchia nel commercio alimentare globale».

La manifestazione richiamerà operatori provenienti dai Balcani, dall’Europa, dal Medio Oriente, dai Paesi del Golfo, dall’Africa, dai Paesi della CSI, dall’Asia Centrale, dalle Repubbliche turche, dall’Estremo Oriente e dalle Americhe.

Incontro tra produttori e mercati globali

Foodist Istanbul richiama un pubblico altamente qualificato e profilato, consentendo agli espositori di confrontarsi direttamente con buyer che incidono in modo concreto sulle decisioni di acquisto e sulle dinamiche di distribuzione nei diversi mercati.

Riunendo in un’unica sede l’intera filiera alimentare, Foodist Istanbul favorisce la nascita di nuove partnership commerciali, accordi di export e collaborazioni tra brand. L’evento offre inoltre alle aziende l’opportunità di presentare nuovi prodotti, intercettare le tendenze emergenti e consolidare relazioni commerciali durature.

Il calendario di Foodist Istanbul offre inoltre vantaggi strategici rilevanti per gli esportatori nella pianificazione dei cicli annuali di produzione e spedizione. Gli ordini raccolti durante la fiera consentono alle aziende di avviare la produzione tra ottobre e novembre, in linea con i programmi produttivi dell’ultimo trimestre dell’anno. Questa tempistica permette anche di organizzare le spedizioni già a dicembre, arrivando pronti alle consegne all’inizio del nuovo anno.

Un aspetto particolarmente rilevante è che questa pianificazione consente agli esportatori di sfruttare le opportunità legate alle quote a dazio zero nei mesi di gennaio e febbraio, quando molti mercati internazionali aprono nuovi contingenti di importazione. Posizionandosi all’inizio della stagione commerciale autunnale, Foodist Istanbul permette quindi alle aziende di acquisire ordini in anticipo e rafforzare il proprio vantaggio competitivo sui mercati globali.

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