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sabato, Giugno 25, 2022

Operazione “Neve d’estate”. Altri due arresti per spaccio di cocaina

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Operazione effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Cefalù supportati dai Carabinieri delle Compagnie di Palermo Piazza Verdi e Bagheria

Operazione “neve d’estate”. Altri due arresti per spaccio di cocaina

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, ha delegato i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Cefalù, supportati nella fase esecutiva dalle Compagnie di Palermo Piazza Verdi e Bagheria con il contributo del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, all’esecuzione dell’ordinanza delle misure cautelari emesse dal G.I.P. di Palermo, nei confronti di:

  1. V., classe 1983, palermitano;
  2. M., classe 1979, palermitano,

entrambi destinatari della custodia cautelare in carcere, ritenuti responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico cocaina, ex art. 73 D.P.R. 309/90, reati commessi tra luglio 2018 e agosto 2019 a Palermo.

L’indagine è stata avviata nel febbraio del 2018, quando M.m, malgrado sottoposto, al tempo, alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Palermo, veniva sorpreso dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cefalù sulla SS 113 in direzione Cefalù a bordo della sua autovettura mentre trasportava 15 grammi di cocaina, avvolta in un cellophane occultato all’interno del copri bulloni della ruota posteriore destra.

Da quel momento ha avuto origine una complessa ed articolata attività d’indagine che ha consentito di far luce su un pericoloso sodalizio criminale dedito allo spaccio di cocaina a Cefalù, che aveva già portato, nel settembre 2019, all’emissione di tre misure cautelari in carcere.

Con l’operazione “Neve d’estate” i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Cefalù, comune sul Tirreno in provincia di Palermo, diedero esecuzione ad un ‘ordinanza di arresti del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su proposta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone, tra cui due fratelli, accusate di spaccio di cocaina. Si trattava di Ignazio D’Antoni, 52 anni, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico; Marco Marsala, 40 anni, palermitano, destinatario della custodia cautelare in carcere e Giuseppe Marsala, 43 anni, palermitano, destinatario della custodia cautelare in carcere, tutti volti noti alle forze dell’ordine.

L’indagine era stata avviata nel febbraio del 2018, quando Marco Marsala, malgrado sottoposto al tempo alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Palermo, era stato sorpreso dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cefalù sulla SS 113 in direzione Cefalù a bordo della sua autovettura mentre trasportava 15 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, avvolta in un cellophane occultato all’interno del copri bullone della ruota posteriore destra.

Gli accertamenti esperiti nell’immediatezza dei fatti hanno consentito di inserire l’episodio dell’arresto in un contesto illecito di più ampia portata, in particolare emergevano le cointeressenze tra Marco Marsala e Ignazio D’Antoni, nella distribuzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina lungo la tratta Palermo-Cefalù.

Da quel momento ebbe inizio una complessa ed articolata attività d’indagine che ha consentito di far luce su un pericoloso sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina a Cefalù al fine di individuare i canali di rifornimento nel quartiere Villagrazia di Palermo, per il tramite dei due fratelli Marsala, che, in concorso tra loro, assicuravano l’illecito canale di rifornimento nel quartiere “Villagrazia di Palermo”, mentre un terzo complice provvedeva allo smercio della droga sul territorio di Cefalù, per un cospicuo giro d’affari di oltre 10.000 euro al mese durante il periodo estivo.

Nel corso dell’attività d’indagine furono arrestate in flagranza di reato n. 7 persone e sequestrati complessivamente oltre 150 grammi di cocaina che venduta al dettaglio avrebbe fruttato un illecito guadagno di oltre 25.000.

Adduso Sebastiano

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