Di nuovo indagato l’ex ministro per sequestro di persona ad Agrigento

Di nuovo un’altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms. Lo scrive su twitter l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Porti chiusi a scafisti e ong, in arrivo un’altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms. Nessun problema, nessun dubbio, nessuna paura. Difendere i […]

Di nuovo un’altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms. Lo scrive su twitter l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Porti chiusi a scafisti e ong, in arrivo un’altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms. Nessun problema, nessun dubbio, nessuna paura. Difendere i confini e la sicurezza dell’Italia per me è stato, è e sarà sempre un orgoglio!”. Lo scrive su twitter l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La Procura di Agrigento oltre ad avere disposto il sequestro preventivo della nave, per garantire la salute fisica e psicologica dei profughi a bordo dell’imbarcazione, aveva aperto anche un’inchiesta per “abuso di ufficio contro ignoti”.

Adesso il provvedimento di convalida del sequestro della Open Arms, redatto dal Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, e reso pubblico dall’Adnkronos, parla di “illecita e consapevole privazione della libertà personale” per i naufraghi presi in carico dalla Ong spagnola, e rimasti per 19 giorni al largo delle coste di Lampedusa. I migranti, secondo il documento, sono stati “costretti a bordo per un apprezzabile lasso di tempo contro la loro volontà”.

Inoltre, con riferimento all’ispezione fatta a bordo dal Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, il Giudice per le Indagini Preliminari sottolinea come il giorno dello sbarco fossero “presenti a bordo ancora un centinaio di naufraghi con gravi rischi per la loro incolumità e per la loro salute fisica e psichica”.

Il reato ipotizzato, quindi, è quello di “sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione”.

Il Tar del Lazio, spiega il Gip nel provvedimento “aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto”.

Il Gip Zammuto aggiunge, inoltre, come ad essere “omesso” sia stato anche “il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all’Italia, in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino”.

Infine il Gip del Tribunale di Agrigento ha così convalidato il sequestro preventivo disposto d’urgenza dal Pm, ma, per effetto del respingimento della richiesta di emissione del decreto di sequestro preventivo, ha ordinato contestualmente il dissequestro della nave, che ora potrà tornare in possesso della Ong spagnola. Gli attivisti sono stati così sollevati da ogni colpa “Non sussistono, dopo l’evacuazione e il soccorso dei migranti esigenze probatorie anche in considerazione del fatto che non si ascrive all’organizzazione e all’equipaggio alcuna responsabilità”.

Adduso Sebastiano

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