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Pedullà a De Laurentiis: “Fossi in lei rettificherei e chiederei scusa a tutti”

Hanno fatto discutere, e non poco, le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis al termine di Real Madrid-Napoli. Alfredo Pedullà ha commentato così le esternazioni del patron azzurro tramite il proprio portale ufficiale:

 

“Caro presidente De Laurentiis, con tutta la stima possibile e immaginabile, avendole spesso dato i meriti di una rinascita calcistica napoletana, le dico sinceramente quello che penso. Dopo una festa come quella di Madrid, festa per il Napoli che entrava nel tempio e che andava elogiata a prescindere, fossi un calciatore del Napoli mi sentirei profondamente offeso. Lei, esimio De La, ha salvato soltanto Insigne, gli altri non avevano “cazzimma”, erano “nulli”. Se io mi chiamassi Diawara, avessi 19 anni e leggessi queste cose da parte del mio presidente, mi interrogherei sull’opportunità di trascorrere il mio futuro a Napoli.

Fossi in lei, gentile De La, rettificherei e chiederei scusa. Dopo una partita come quella di ieri avrebbe dovuto dare una carezza a chiunque, magazziniere compreso, pensando alla prossima gara in casa del Chievo e tenendo nel cassetto viva la speranza – con comportamenti giusti – di ribaltare il risultato al ritorno. Avrei lasciato a chi ammorba l’aria napoletana ogni lunedì (e non solo) il compito di scatenarsi con le critiche prevenute. Anche ieri sera sono venuti fuori i santoni travestiti da corvi, quelli che scrivevano di cronaca e che non sanno se il pallone è rotondo o quadrato. Quelli che più distribuiscono veleni più sono contenti, quelli che del Napoli non gliene frega nulla.

Quelli che prima di andare in onda organizzano una telefonata e si “fanno raccontare due cose al volo” da chi ne sa di più e poi quelle cose vanno in onda. Quelli che non aspettavano altro che scagliarsi su Hamsik, lo spot preferito. Quelli che al Napoli non vogliono bene, gatti neri che attraversano la strada, e si incazzano pure se qualcuno ha la faccia tosta di dirglielo. Assurdo. Ma lei è il pres, gentilissimo De La, e i calciatori sono figli intoccabili, meritano carezze: non avevano perso mica in casa del Roccacannuccia, con tutto il rispetto che si deve al Roccacannuccia”.

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