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Andrea Panico: Castellammare e la Juve Stabia resteranno nel mio cuore. Dispiace vedere lo stadio…

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato in collegamento telefonico l’ ex portiere della Juve Stabia, Andrea Panico.

Di seguito le dichiarazioni di Andrea Panico.

Hai indossato la maglia gialloblu nell’anno 2009/2010, nonché artefice di quella risalita in serie C/1 a suon di parate: Si, fu un’annata eccezionale. Il presidente Manniello da tifoso qual’è, volle riscattarsi dalla sciagurata retrocessione dell’ anno precedente, a lui vanno attribuiti i meriti della rinascita del calcio stabiese. Ebbi la fortuna di aver avuto mister Rastelli come allenatore e che adesso sta dimostrando anche in serie B di valere palcoscenici importanti. È competente, lo stimo perché riesce a trasmettere serenità al gruppo, ha grandi doti e di sicuro vincerà il campionato anche in quel di Cagliari.

Ci sono partite che ricordi con piacere: Ricordo bene tutte le gare, in particolare la vittoria contro il Catanzaro allenato da mister Auteri, una partita emozionante trattandosi di uno scontro diretto vinto meritatamente, che ci carico’ psicologicamente perché ci permise poi di vincere quel campionato con adrenalina e morale a mille. Eravamo uomini responsabili prima che giocatori in campo. Un aneddoto che non dimenticherò mai fu quel messaggio di fiducia da parte di Franco Giglio dopo il primo tempo di Isola Liri, e io ricambiai la fiducia del Presidente con ottime prestazioni. Sono andato via per scelte tecniche, purtroppo, ma il ricordo resta in me è indelebile.

Il popolo stabiese ti ha sempre amato e lo ha dimostrato con attestati di stima quando hai avuto un problema fisico. Si, non dimenticherò mai i messaggi e tanti fax ricevuti in ospedale dopo il delicato intervento chirurgico. Il legame con la città è sempre stato stupendo. Ancora tutt’ora sono innamorato di questa città, è la “mia seconda casa”, e spesso ritorno volentieri. Vivevo a Castellammare, mi piaceva rapportarmi con la gente per dimostrare poi con i fatti il mio valore. Ancora oggi i tifosi mi contattano e mi riempiono di affetto.

Il tuo rapporto con la curva da sempre l’anima del tifo stabiese: Un rapporto di affetto reciproco. Sono passionali, meritano categorie importanti. Caricano la squadra come in pochi, dispiace solo vedere allo stato attuale altri settori con poche presenze sugli spalti. Nel big-match di allora contro il Catanzaro avevamo tutto lo stadio a sostenerci. In questi anni, invece, ho costatato che, la Castellammare sportiva è un po’ troppo attratta dalle sirene di altri campionati e dall’ evento agonistico in se, meno verso il senso di appartenenza alla maglia della propria città. I veri stabiesi sono coloro che vanno allo stadio e non coloro attratti dalla partita di cartello, la Juve Stabia è di tutti e non solo di Manniello. Pertanto invito a riempire le gradinate, affinché si possa dare un apporto concreto al presidente, che con i suoi sacrifici mantiene fede agli impegni presi con la piazza. È stata un’annata sfortunata, ma sono sicuro che la dirigenza stia già gettando le basi per il rilancio.

In ultimo, la sua idea di mister Auteri: Posso dare un mio giudizio visto l’ho avuto in C/1 a Gallipoli. Il carattere lo penalizza e a mio avviso non ha fatto carriera proprio per questo suo difetto. Stesso discorso va speso pure per mister Braglia. Loro guardano molto al risultato e non ai valori umani. Si vince e si perde tutti insieme, reputo che mister Rastelli sia indubbiamente più bravo sotto questo aspetto, caratterialmente ha una marcia in più nella gestione del gruppo.

Armando Mandara

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