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ESCLUSIVA-Sandro Ambrosi: La Juve Stabia avrà sempre un posto nel mio cuore. I tifosi? Ti stimolano a gettare il cuore oltre l’ostacolo “

L’intervento di Sandro Ambrosi in diretta e in esclusiva al Pungiglione Stabiese

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Sandro Ambrosi, ex bomber della Juve Stabia colui che permise alle Vespe di ottenere l’ultima vittoria con i Satanelli grazie ad un rigore procurato e trasformato.

A distanza di dieci anni le Vespe strapazzano il Foggia a domicilio, la tua esperienza valse i tre punti: In quell’annata noi partiamo con una squadra attrezzata per vincere il campionato, eravamo una delle compagini più forti del torneo tant’è vero che perdemmo di misura contro il Napoli per un autorete, eravamo la squadra da battere ed infatti inizialmente ce la giocavamo tra le prime per la vittoria del campionato. Poi purtroppo per vicissitudini societarie fecero si che a gennaio andammo via un po’ tutti e la squadra si salvò miracolosamente ai playout contro l’Acireale. Eravamo una delle compagini tra le favorite per la vittoria del campionato, ricordo che la squadra ottenne ottimi risultati ad inizio campionato, e a mente realizzai cinque reti nelle prime otto gare di campionato, di cui uno al Foggia. I ‘satanelli’ stavano ben disposti in campo ma sicuramente il risultato ci andò stretto per le innumerevoli occasioni da gol. Fu l’ultimo anno della presidenza D’Arco che per problemi societari a fine campionato dovette poi passar la mano al presidente Cesarano.

Ecco un tuo ricordo del Presidente D’Arco: Posso parlar solamente bene del presidente, venivo da un campionato di serie C/1 con il Pisa dove avevo perso la serie B ai play-off, e accettai con entusiasmo questa scommessa con la Juve Stabia dopo aver parlato con il presidente all’indomani della promozione in serie D. Disputammo un’ ottimo campionato di serie C2 e arrivammo secondi alle spalle del Manfredonia, poi ripescati in serie C1 dopo aver perso i play-off contro la Cavese. Realizzai 17 reti pur saltando dieci partite per infortunio. La squadra era competiva con calciatori del calibro di Gigi Castaldo, Sibilli, Di Napoli, Ruggiero, insomma una squadra forte e pronta per la serie C1 e ciò nonostante il presidente rinforzó ulteriormente l’organico ingaggiando i vari Scoponi, Ferrigno, Delle Vedove, Voria, Molino. Una corazzata che purtroppo non ebbe modo di esprimere il suo potenziale, non so quali furono i problemi che impedirono al presidente di portare avanti il suo impegno con la Juve Stabia, ma tant’è che fu onesto con noi e poi ognuno di noi a malincuore prese la sua strada seppur credo che tutti erano propensi di portare a termine un discorso che all’epoca era importantissimo per l’intera città di Castellammare.

Hai militato in squadre importanti come Pisa, Cosenza, Crotone, Taranto, ma osservando il tuo profilo social possiamo vedere che indossi la maglia gialloblu: Ho avuto un ricordo eccezionale nella mia esperienza stabiese pur giocando poco più di un anno, mi so trovato bene in un annata dove c’era un entusiasmo eccezionale. Prima del mio approdo, la Juve Stabia l’ho affrontata con la casacca del Crotone nell’anno dove le vespe persero gli spareggi contro il Savoia. Quindi giocare al Menti fa sempre un certo effetto pur avendo militato in altre piazze importanti. Senza ombra di dubbio la Juve Stabia mi è rimasta nel cuore, sarà per lo stadio, e vuoi per la vicinanza e l’affetto con il popolo stabiese che ha manifestato ti fa capire l’importanza della squadra per un’intera città.

Chi tra Di Costanzo o Vullo ti ha dato qualcosa in più: Entrambi due ottimi tecnici. Ho avuto un ottimo rapporto in particolare con mister Vullo seppur per pochi mesi, nulla togliere al tecnico Di Costanzo, ma per simpatia ho legato più con lui e  lasciai la Juve Stabia subito dopo il suo esonero.

Stai seguendo attualmente la Juve Stabia o per impegni di lavoro ti sei distaccato dal calcio: Si seguo molto il campionato, e mi informo soprattutto delle vicissitudini della squadra stabiese e domenica ho visto questa roboante vittoria contro il Foggia che darà sicuramente coraggio a tutto l’ambiente. Seguo soprattutto il torneo in genere anche perché in questo campionato ci sono 4-5 squadre di cui sono ex, quindi per forza di cose vengo contattato continuamente quasi ogni domenica.

Hai incontrato Fontana da calciatore, come si comportava in campo e soprattutto cosa pensi di lui circa la sua carriera di allenatore adesso: Diciamo che per il ruolo che ricopriva in campo da regista, è sicuramente uno che per caratteristiche ha attitudini da allenatore. Non lo conosco, ma caratterialmente ha esperienza e per dinamiche di spogliatoio sa sicuramente come comportarsi al meglio in una piazza esigente come quella stabiese e soddisfare in pieno la società che quest’anno ha voglia di riscattarsi e pretende risultati importanti. Secondo me per il campionato che si sta prospettando, la Juve Stabia ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista.

Tu hai vissuto in quegli anni dove il Menti ribolliva di entusiasmo, domenica scorsa dopo un bel po’ tempo si è rivisto l’entusiasmo e un bel colpo d’occhio di tifosi. Cosa significava all’epoca giocare in uno stadio gremito: Ho avuto la fortuna di far parte di quella squadra supportata da un fantastico pubblico che sicuramente ti da quella spinta necessaria per farti appellare magari alle ultime energie in un potenziale assalto finale di gara e veramente può recitare un ruolo importante giocare in un Menti gremito. Posso dirti che la Juve Stabia l’ho affrontata da avversario quando non c’era ancora il manto sintetico. Nei primi anni 2000 era dura per tutti giocare contro la Juve Stabia a Castellammare, dovevi avere del carattere e da avversario non era affatto facile, mente da calciatore stabiese ricevi una spinta in più, quello stimolo che ti permette di gettare il cuore oltre l’ostacolo nei momenti di difficoltà.

Secondo te chi giudichi più forte tra Foggia, Lecce, Matera e Juve Stabia : In questo momento la classifica dice che il Lecce è la squadra da battere, ma stiamo ancora nelle fasi iniziali e reputo che la Juve Stabia non sia inferiore al Matera o allo stesso Foggia visto domenica. Forse il Lecce potrebbe avere qualcosina in più ma sono delle variabili che possono cambiare facilmente, dipende dalla fiducia che la squadra prende e secondo me la Juve Stabia se la giocherà fino alla fine. A livello di organico non ha nulla da invidiare ad altri club, quindi reputo sia giusto crederci fino in fondo.

Secondo te, in qualità di ex calciatore, come mai la Juve Stabia ha solo grandi potenzialità in casa e non ha lo stesso rendimento in trasferta?: Per quanto mi riguarda, personalmente non avevo problemi perché caratterialmente non mi facevo intimorire dalle opposte tifoserie. Il problema nel caso della Juve Stabia va ricercato su come si pongono gli avversari, la squadra ospite non giunge mai a Castellammare con la stessa autorevolezza di quanto gioca in casa davanti al proprio pubblico. Quindi non dipende tanto dalla caratura, ma dall’incidenza che cambia in base all’atteggiamento degli avversari. Di sicuro giocare in casa contro il Melfi hai la consapevolezza che non potrà far leva sul medesimo atteggiamento che attua in casa davanti al pubblico amico. Poi ovvio dipende anche dalle singole attitudini dei calciatori, vi è chi non si lascia minimamente influenzare dall’ ambiente esterno o chi magari soffre un po’ le pressioni ambientali.

Sandro, adesso di cosa ti occupi dopo aver smesso di giocare: Gestisco un centro sportivo di mia proprietà, mi occupo solo ed esclusivamente del settore giovanile, nonché l’osservatore per il Frosinone calcio. Ho preferito occuparmi dei giovani, credo sia un lavoro stimolante che più ti da soddisfazione. Ritornare al Menti? Ci conto sicuramente, verrò a breve. Saluto tutti i tifosi ai quali vanno i miei auguri per il prosieguo del campionato.

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