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EDITORIALE – Juve Stabia, senza né capo né coda..

Juve Stabia vs Reggina Lega Pro Calcio Castellammare Marotta Ripa Bangu De Vito Leonetti Zeman Fontana (9)

La sconfitta nel derby con la Paganese è per la Juve Stabia il punto di non ritorno. Per l’ennesima volta si è vista in campo una squadra spenta, senza trame di gioco e che ha offerto l’imbarazzo della scelta circa il peggiore in campo.

Del calcio spumeggiante visto da agosto a dicembre sono rimasti lanci lunghi che si alternano a passaggi orizzontali privi di logica ed iniziativa. Le uniche due palle gol gialloblù, firmate e fallite da Esposito ed Izzillo, non possono gettare fumo negli occhi e rivelano la pochezza dell’attuale squadra stabiese.

Quello che salta all’occhio è anche la condizione fisica ormai disastrosa della squadra di Fontana. Per mesi la Juve Stabia ha viaggiato a mille all’ora, surclassando gli avversari in primo luogo dal punto di vista fisico. Gli esterni ed i terzini sfrecciavano sulle fasce, i centrocampisti si sdoppiavano perfettamente nelle due fasi di gioco e i difensori contrastavano al meglio gli avversari.
Anche ieri, invece, la Juve Stabia è apparsa sulle gambe dopo pochi minuti, con Capodaglio ed Izzillo costretti a tirare le magliette degli avversari già nel primo tempo per impedirgli di ripartire. Anche il tracollo fisico è da ricondurre a scelte errate dello staff tecnico; la preparazione atletica dovrebbe essere orientata sul lungo periodo, non concentrandosi solo sull’inizio di stagione.

Insomma, la Juve Stabia è una squadra senza nè capo né coda: capo inteso come attacco, nel senso di una squadra ormai in piena difficoltà anche a trovare la via della rete, con il suo attaccante principe ostracizzato dall’allenatore. La “coda” che manca è Danilo Russo, passato da punto di forza a enorme incognita.

Il periodo nero vede proprio negli errori del portiere un fattore decisivo e non trascurabile. L’involuzione dell’estremo difensore gialloblù è la stessa che vive in grande scala tutta la Juve Stabia, allenatore compreso.

L’unica certezza è che serve una scossa per invertire la tendenza. Quella vista ieri è una squadra in caduta costante, bisognosa di un paracadute che possa quanto meno salvare la situazione, perché tornare a volare appare francamente irreale.

Il Fontana degli ultimi tempi non sembra in grado di aprire questo paracadute. La palla passa a Manniello, sperando che agisca, come sempre in passato, per il bene della sua e della nostra Juve Stabia.

Raffaele Izzo

In merito all'autore

Raffaele Izzo

Ciao a tutti! Sono nato il 20/10/1989 e, dopo aver frequentato il Liceo Classico di Castellammare, mi sono laureato l'8/10/2013 in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Attualmente lavoro come avvocato presso due studi legali, uno di diritto civile ed uno di diritto penale, di Gragnano e Castellammare.

Grazie a ViViCentro ho avuto la possibilità di coniugare le mie passioni per la Juve Stabia e per il giornalismo. Seguo infatti dal primo gennaio 2013 per questo giornale on line le Vespe, analizzando i match ne "Il Podio Gialloblù", con l'editoriale di inizio settimana, con la rubrica "Sotto la Lente" e con articoli quotidiani di avvicinamento alla partita del fine settimana. Per ViViCentro scrivo anche di cronaca, eventi ed attualità. Sono iscritto da giugno 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti.
Ciao a tutti e forza Juve Stabia!

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