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Sassuolo-Roma, Spalletti: “A Roma c’è bisogno di vincere, Strootman gioca dall’inizio”

NOTIZIE AS ROMA (SASSUOLO-ROMA) – Sta diventando veramente interessante il campionato dei giallorossi. Dopo la bella vittoria di domanica sera all’Olimpico contro il Palermo, i ragazzi di Spalletti sono saliti a -2 dalla vetta della classifica e considerando che questo decimo turno prevede, tra le varie sfide, anche lo scontro diretto tra Juventus e Napoli, il pensierino che i partenopei potrebbero fare uno sgambetto alla vecchia signora è più che legittimo. Per approfittare di un eventuale passo falso dei bianconeri ed agguantare così il primato in classifica, però, la Roma dovrà superare uno scoglio duro: battere il Sassuolo di Di Francesco domani sera al Mapei Stadium. Nella consueta conferenza stampa della vigilia, Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti incentrate proprio su questo tema. Queste le dichiarazioni del tecnico di Certaldo:

“Mario Rui ha ancora tempo, Vermaelen deve fare dei passaggi per fare una scaletta, Peres e Perotti siamo fiduciosi per Empoli, tutto sta procedendo bene, Seck ci vuole una settimana e lo prendiamo in considerazione per Bologna, Rüdiger è con noi e ha detto il Dott. Del Vescovo che è a disposizione. Tirare in ballo la libertà di stampa in funzione di quello che è successo centra ancora meno delle galline del Cioni. Io avrei accusato di manovre opache il giornalista, però in generale mi è parso di notare un’interpretazione personale degli episodi. Quando abbiamo preso El Sharaawy abbiamo visto dei titoli tipo A che serve il Faraone. Ho visto partite giocate male e bene e leggo Ciao Dzeko, ma diamogli il tempo di far parte di una squadra. Nainggolan dice spero che i tifosi tornino allo stadio e poi leggo il ninja se la prende con i tifosi della Roma. Non è un’interpretazione soggettiva? Basta saperlo. La libertà di stampa guai a chi me la tocca”.

Campionato più equilibrato?
“È ancora presto per dirlo, ma ora c’è un equilibrio che non può che far bene. Ci saranno così tanti duelli d’alta classifica. Forse senza tutti questi punti non avrebbe avuto quell’aiuto dello stadio, ecco perché noi facciamo richiamo a questo. Sono una spinta particolare, io l’ho vissuto l’Olimpico pieno. Essere molte squadre che si giocano la partita a viso aperto è bello, rende il campionato interessante e vivo”.

Il Sassuolo?
“Loro sono la difficoltà. Perché allenata bene ed è una società forte che prende giocatori da far crescere e migliorare, cosa che non possono far tutti. I talenti ci sono ma è difficile collocarli in alcune realtà. Ma a loro gli viene facile. Poi l’altra difficoltà è la velocità degli attaccanti, sono tanti bravi. Di Francesco li fa girare e si fida di tutti. Qualsiasi formazione metterà sarà temibile, lo abbiamo visto lo scorso anno”.

Nel 2005  lei e Di Francesco stavate in panchina insieme…
“Era già allenatore. Quando gli davo la formazione per fare le fotocopie e non si capacitava di alcune mie scelte. E poi era uno di campo, faceva il Team Manager ma si discuteva di calcio. Era già un allenatore. Ora sta facendo vedere che ha personalità, che tocca i tasti giusti. E poi ha un po’ modificato quello che è interpretare il passaggio da ex calciatore ad allenatore. Può far male a tutti”.

Sulla nota dell’Ordine dei giornalisti dopo la conferenza stampa post Roma-Palermo?
“Malafede no. Oggi sono stato più chiaro. Ma c’è interpretazione personale su alcune cose. La Roma vince? Dite che la Roma ha vinto. Io torno volentieri dentro a questa cosa ma dopo. Oggi penso alla Roma e ascolto solo chi dice Forza Roma”.

 Sulla politica del Sassuolo di puntare sui giovani talenti italiani…
Loro sono venuti a prendere giovani nostri che secondo me erano forti. Anche in estate nel calciomercato, ma a questa domanda dovrebbe rispondere Sabatini, mi sono trovato a discutere di alcune posizioni. Io scelgo il titolare, poi ci metti accanto altri calciatori che però se non giocano non ci vogliono stare, vogliono sentirsi chiamati in causa tutte le volte. Perché l’hai fatto partire? Perché non ha la testa di mettersi in discussione, di lavorare forte per mettersi in discussione. Iago Falque è un ragazzo splendido, sta facendo benissimo ora. Lui voleva giocare. Ha passato pomeriggi ad allenarsi da solo quando non lo facevo giocare. C’è quello che ha mercato e da cui prendi due soldini e allora nel dubbio di tenere quello che ha valore o tenere quello che ha mercato difficile e non prendi niente. Ljajic aveva mercato, era uno di quelli che ci chiedevano, non ci ho neanche parlato con lui, con Iago sì. Se Ljajic non lo fai giocare sempre perde quelle qualità. Quando ne hai due bravi nello stesso ruolo lasci fuori qualcheduno. La cessione di alcuni di questi ragazzi, per esempio di uno come Ricci, che fa vedere che ha numeri, qualità e torna che ha valore, se fa la riserva arriviamo di nuovo a fine anno e non ha valore di niente. In una società che fa attenzione anche a questo, bisogna guardare queste cose. Falque mi può dire ‘Mister, guarda un po’’ e io gli dico ‘Bravo, hai ragione’”.

Juan Jesus come sta? Strootman?
“Ha un risentimento al polpaccio, ma è nelle condizioni di stare dentro. Strootman gioca dall’inizio.

Iturbe e Gerson possono andare via a gennaio?
Sono valutazioni che si fanno su tutti i giocatori utilizzati poco quando si arriva a dicembre. Non è il momento, ti dico di sì e poi magari lo uso. Gerson si è mandato l’anno scorso a giocare e poi è rientrato. Qui non lo conoscono, si rimanda laggiù e si aspetta un attimo. Poi si arriva a dicembre e si rifà il checkup.

Non le bastano 20 vittorie su 28 partite per dire ‘sto facendo bene e rinnovo’?
“La penna del mio contratto ce l’hanno i calciatori. Abbiamo la necessità di vincere, si picchia su questo. L’ambiente è perfetto per lavorarci. Roma ha bisogno di vincere ed è forte. Quando vieni qui abitui l’anima alla bellezza e tornare indietro è difficile. Abituarsi a non vincere mai è difficile. Vincere non è solo portare a casa un titolo ma mandare un messaggio sulla professionalità, si ha voglia di metterci le mani. Fino a quando vuoi ballare balliamo. Questo è un messaggio da mandare forte alla città, c’è bisogno di vincere. I tifosi della Roma ne hanno visti di calciatori, hanno visto Totti per vent’anni. Diventano critici perché hanno visto Falcao e noi abbiamo l’imposizione di sopportare il peso che abbiamo sulle spalle altrimenti si va a casa, io compreso”.

È più sorpreso dalla partenza ottima del Milan o da quella molto negativa dell’Inter?
“Il lavoro fatto da Montella è da guardare perché eccezionale. Dall’Inter in generale mi aspetto di più ma De Boer mi sembra una persona molto seria ed ha professionalità. Hanno cambiato diversi allenatori e calciatori, come noi. Anche loro hanno un nome scomodo da portare”.

Quanto manca a Ruediger per tornare in campo?
“Il ragazzo è sano, in questo momento è un leoncino, arriva sempre sui contrasti con impeto e irruenza ma non ha ancora i 90 minuti. Comincia e lì poi si vede dove arriva ma domani non parte titolare”.

 Una volta che la Roma avrà la difesa titolare, che margini di miglioramento può avere?
“Tanti. Perché puoi creare una concorrenza: è giusto avere quello che ti fa le scarpe. Questo alza sicuramente un livello. Allenarsi, anche se Marchizza è un calciatore forte che io vorrei portare con me, con una difesa fatta come quella di domani o con una difesa con Peres, Manolas, Vermaelen e Mario Rui alza il livello dell’allenamento. Se voi veniste con me dentro ad allenare, avreste in mano altre questioni, si eleva tutto e sono giocatori forti che non hanno il timore di prendere gol quando si trovano nella situazione di difficoltà, ne hanno vissute tante, contro attaccanti di livello quindi ci darebbero un vantaggio enorme”.

Diretta testuale di Claudia Demenica

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