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Amministrative di Napoli: perquisite abitazioni di 2 candidate Pd ma non la sede cittadina

Manifesto comunali di Napoli (ansa)

Segretario, “Il Pd di Napoli darà la massima collaborazione alle autorità inquirenti nelle operazioni di verifica di eventuali illeciti legati alle operazioni elettorali per le amministrative di Napoli”, assicura il segretario metropolitano Venanzio Carpentieri.

NAPOLI  Le perquisizioni eseguite dai carabinieri nei confronti di due candidati del Pd alle amministrative di Napoli, Anna Ulleto*, candidata Pd al Consiglio comunale, e di Rosaria Giugliano, candidata per la municipalità Mercato-Pendino, nel centro storico di Napoli, sono state eseguite presso le abitazioni e le sedi dei comitati elettorali dei due esponenti politici.

  • Anna Ulleto, era stata candidata del Pd anche alle regionali dello scorso anno, ottenendo 7.714 preferenze che non le furono sufficienti per entrare in Consiglio. 46 anni, la Ulleto è vicepresidente di una onlus, la cooperativa sociale “Mondo Nuovo” e – come si legge dalla sua biografia pubblicata all’epoca delle regionali sul sito del Pd Campania – “si occupa nel ruolo di coordinatrice della gestione del Banco delle Opere di Carità per famiglie indigenti”.

L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D’Avino, della sezione reati contro la Pubblica amministrazione, e condotta dal pm Francesco Raffaele. L’ipotesi investigativa è che entrambe le donne possano aver acquisito voti in cambio di promesse di inserimento nel programma lavorativo Garanzia Giovani, finanziato dalla Regione. Oltre alle due candidate Pd, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, ci sarebbero altri indagati:  complessivamente sarebbero cinque o sei le iscrizioni nel registro degli indagati. L’ipotesi investigativa è che entrambe le persone in lista possano aver acquisito voti in cambio di promesse di inserimento nel programma lavorativo Garanzia Giovani, finanziato dalla Regione

Poche ore dopo la perquisizione, la Ulleto ha rotto il silenzio, si è autosospesa dal partito e, sul suo profilo Facebook, la candidata al consiglio comunale ha scritto:

“Nel rispetto dei miei elettori (ndr: la Ulleto ha ottenuto circa 2.200 voti e quindi sarebbe risultata quasi certamente eletta), di chi ha creduto in me e del mio partito, comunico la decisione di autosospendermi dal Pd fino a quando questa vicenda che ha segnato in negativo la mia vita non sarà definitivamente chiusa”, 

ed ha aggiunto:

“Sono delusa e amareggiata per quanto successo in queste ore. Ho deciso di non restare in silenzio perché chi ha la coscienza a posto deve sempre metterci la faccia. Consapevole che la verità viene sempre a galla e su questo confido ciecamente nel lavoro della magistratura, nei confronti della quale nutro profondo rispetto e stima. E ribadisco la mia disponibilità e collaborazione perché sono estranea a qualsiasi accusa”.

Intanto era circolata anche la voce secondo la quale le perquisizioni avrebbero interessato anche la sede cittadina del PD ma il segretario del Pd metropolitano Venanzio Carpentieri l’ha subito smentita:

“Apprendo la notizia dell’avvenuta perquisizione presso la sede del Pd metropolitano di Napoli, devo però evidenziare che, pur non essendo stato presente oggi personalmente negli uffici, ho potuto verificare dai nostri dipendenti presenti in ufficio per tutto il giorno che tale attività non ha avuto luogo.”

ed ha aggiunto:

“In ogni caso, qualora ci dovessero essere elementi meritevoli di approfondimento, il Pd di Napoli darà la massima collaborazione alle autorità inquirenti nelle operazioni di verifica di eventuali illeciti legati alle operazioni elettorali”.

Si è fatta sentire anche la vicesegretaria Pd Debora Serracchiani che ha detto:

“Se saranno riscontrati i fatti su Napoli riportati dalle agenzie di stampa, il Pd sarebbe parte lesa rispetto a certi comportamenti . Auspico che la magistratura faccia il più presto possibile chiarezza su una vicenda che, se provata, va condannata e punita senza se e senza ma”.

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