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IL SECONDO FIGLIO DI DIO Cristicchi debutta al Teatro Sociale di Brescia

Conferenza stampa de Il Secondo Figlio di Dio, da sx Gian Mario Bandera – direttore CTB , Simone Cristicchi, Antonio Calenda regista, Marcello Corvino
Conferenza stampa de Il Secondo Figlio di Dio, da sx Gian Mario Bandera – direttore CTB , Simone Cristicchi, Antonio Calenda regista, Marcello Corvino

Debutta martedì 18 ottobre 2016, in prima nazionale, alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Brescia

IL SECONDO FIGLIO DI DIO – vita, morte e miracoli di David Lazzaretti, scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi per la regia di Antonio Calenda, con Simone Cristicchi.

Il nuovo spettacolo di Simone Cristicchi, prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano e Promo Music, inaugura la stagione di prosa 2016/2017 – Contaminazioni Teatrali del Centro Teatrale Bresciano.

Cristicchi (foto Tommaso Le Pera)
Cristicchi (foto Tommaso Le Pera)

Dopo il grande successo di “Magazzino 18”, Cristicchi torna a calcare il palcoscenico con IL SECONDO FIGLIO DI DIO – vita, morte e miracoli di David Lazzaretti e racconta la storia di un misterioso personaggio vissuto in Toscana nell’800 sul Monte Amiata. Si tratta di David Lazzaretti, detto “il Cristo dell’Amiata”, un carrettiere toscano che nel 1878 fonda una comunità cristiana dai tratti socialisti.

Predica l’uguaglianza e la solidarietà, ha migliaia di seguaci. Un personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane.

Il cantattore Cristicchi racconta l’”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un’umanità all’ennesima potenza?

Con l’ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai.

La storia di un’idea. La storia di un sogno.

Musiche originali di Simone Cristicchi e Valter Sivilotti .

Simone Cristicchi è accompagnato dal coro Ensemble Magnificat di Caravaggio diretto da Massimo Grechi.

Le scene e i costumi portano la firma di Domenico Franchi, disegno luci di Cesare Agoni, musiche con esecuzione registrata di Marco Bianchi, Andrea Musto, Francesco Tirelli, Sebastiano Zorza.

Il 22 ottobre 2016, alle ore 17.30 è programmato un incontro al nuovo Cinema Eden de “I sabato pomeriggio tra cinema e teatro” che vedrà Simone Cristicchi incontrare il pubblico, intervistato da Daniele Pelizzari.

Durata dello spettacolo: 1.30 (senza intervallo)

Lo spettacolo replica fino al 30 ottobre 2016 (feriali ore 20.30 – domenica ore 15.30- lunedì riposo) ed è altresì inserito nel calendario della rassegna “Altri Percorsi” – IMPRONTE TEATRALI, rassegna teatrale a carattere multidisciplinare inserita nel progetto Circuiti Lombardia Spettacolo dal vivo, promossa dalla Regione Lombardia.

La stagione di Prosa 2016/2017 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A e della Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia.

Vendita biglietti:

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale con il seguente orario:

dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Nella mezz’ora che precede l’inizio dello spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la serata stessa.

Teatro Sociale – Via Felice Cavallotti, 20 – 25121 Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600

[email protected]

Inoltre, i biglietti possono essere acquistati anche in rete o in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket/Charta www.vivaticket.it

Ticket point presso la Libreria Serra Tarantola – via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia Tel. 030290171 – Fax 0303772569

ORARI: 9.15-12.15 /15.30- 19.00

(LUNEDI’ MATTINA E DOMENICA CHIUSO)

Prezzo dei biglietti:

Platea – intero € 27,00 – ridotto gruppi € 24,00 – Ridotto speciale € 19,00

Galleria centrale – Intero € 19,00 – Ridotto Gruppi € 17,00 – Ridotto speciale € 14,00

Galleria laterale – Intero € 13,00 – Ridotto Gruppi € 12,00 – Ridotto speciale € 11,00

INFORMAZIONI:

Sede – CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 29286617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: [email protected]

Ufficio Stampa Centro Teatrale Bresciano

tel. 0302928610/629

[email protected]

NOTE DI REGIA

Lo spettacolo si inserisce nel solco tracciato da MAGAZZINO 18, primo esempio di un genere nuovo che con Simone Cristicchi abbiamo voluto definire " musical civile". Ed è proprio grazie al raro talento di Simone che è nato il “SECONDO FIGLIO DI DIO”. Anche in questo spettacolo, infatti, la canzone dal vivo appare nelle vesti di testimonianza alta, che scopre la sua dimensione epica come strumento di racconto di grandi  accadimenti. E come nell’epica classica, anche qui è un aedo, un cantore, a farsi portavoce di una storia mitica, cioe' che ha a che fare con le origini e con l’identità di un popolo.

Davide Lazzaretti, detto “il Cristo dell’Amiata”, è il protagonista di una straordinaria vicenda ignota ai più, “una storia che se non la senti non ci credi, e se non te la raccontano, non la sai”, ambientata all’indomani dell’Unità d’Italia e che nel racconto diventa rappresentativa delle condizioni di vita di buona parte del nascente popolo italiano. Una situazione esistenziale segnata da un lato dalla povertà, dallo sfruttamento e dall’oppressione da parte dei poteri forti (Chiesa, Stato e potenti locali) e dall’altro da una fervente religiosità che veicola le istanze di riscatto e giustizia sociale dei diseredati. In tal senso, “Il secondo figlio di Dio” rivela anche la sua appartenenza al filone della tragedia, perché porta in scena un dolore che sembra consustanziale alla condizione umana, prigioniera della sua stessa imperfezione: “da che mondo è mondo, cos’è che ha sempre impedito la creazione di una società perfetta? L’invidia, l’egoismo, l’ambizione”. E David Lazzaretti, oltre che un secondo Cristo, è anche un novello Prometeo, che offre agli uomini il fuoco di una verità troppo scomoda per essere accettata dai potenti: che gli esseri umani sono tutti uguali e che bisogna vivere secondo regole di equità e giustizia. E perciò gli “dei”, coloro che governano i destini dell’umanità, lo puniscono.

La figura di David Lazzaretti ha quindi i lineamenti “tragici” eterni del capro espiatorio, ma pratica verità fortemente contemporanee. Riconosciamo infatti in questo barrocciaio della seconda metà dell’Ottocento, un formidabile anticipatore di istanze che sono a pieno titolo odierne, come la parità di genere, e che paiono quasi profetiche nella loro visionarietà, come ad esempio la prefigurazione degli stati uniti d’Europa.

Impossibile infine non citare come referente il teatro di Brecht, oltre che per la portata civile del testo, per l'uso del canto come veicolo di un accento critico ed emozionale che dilata l’afflato del racconto.

Antonio Calenda

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