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Elezioni Milano, cappellano della X Mas con il candidato di Lealtà e Azione: le infiltrazioni fasciste che inquietano

Don Orlando Amendola con Stefano Pavesi al gazebo della Lega
 Elezioni Milano: Don Orlando Amendola con Stefano Pavesi al gazebo della Lega

 Elezioni Milano: Don Orlando Amendola e Stefano Pavesi (Lealtà e Azione) insieme al gazebo della Lega. Il prete era alla commemorazione del 24 aprile per i caduti di Salò. Il candidato dell’ultra destra, invece, ha già messo in imbarazzo l’aspirante sindaco

Il candidato neofascista e il prete. Insieme, al gazebo della Lega Nord a fare campagna elettorale per Stefano Parisi sindaco. Lui, il candidato neofascista (al Municipio 8), è Stefano Pavesi, 25 anni, militante dei gruppi di estrema destra Lealtà e Azione e Gruppo Alpha. Il sacerdote è don Orlando Amendola, cappellano del Campo X al cimitero Maggiore dove sono sepolti i combattenti della X Mas. L’altro giorno si sono presentati insieme al gazebo elettorale della Lega di fronte al mercato di via Fauché: Pavesi in t shirt nera, il prete con camicia e colletto dell’abito talare.

Una coppia inedita, o forse no, visto che il sacerdote non è affatto nuovo a iniziative collegate all’estrema destra: sulla sua pagina Facebook ha postato una ricca galleria di immagini che lo ritraggono al tradizionale raduno annuale al Campo X, il 24 aprile. Lui dietro l’altare a celebrare la messa in memoria, la bandiera con l’aquila del fascio appesa davanti. Ma che don Orlando presenziasse addirittura a un gazebo elettorale per sostenere un candidato, non era così scontato. Eccoli, invece, sorridenti, sotto il tendone verde: foto con stretta di mano, sullo sfondo il manifesto elettorale ‘No alle adozioni gay’. In un’altra immagine Pavesi è con una suora. Il tema dell’incontro coi rappresentanti del clero? “Le persecuzioni dei cristiani nel mondo” ha spiegato Pavesi e cioè uno dei suoi pallini “politici”.

Chi è Pavesi Repubblica lo ha raccontato nei giorni scorsi: militante di Lealtà e Azione, formazione neofascista e antisemita (che dunque di persecuzioni dovrebbe intendersene) dietro la quale operano gli Hammerskin, ovvero la crème del movimento skinhead. “Sì, sono fascista”, ha ammesso il candidato al Municipio 8 imbarcato dalla Lega Nord. Che lo ha imposto con un “atto prepotente” a Stefano Parisi. È stato lo stesso candidato sindaco del centrodestra a spiegare pubblicamente il suo imbarazzo e la sua irritazione. Per poi concludere: “Mi auguro che Pavesi non venga eletto”.

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La candidatura “prepotente” del giovane camerata è diventata un caso politico, uno dei tanti solchi che nell’ultimo periodo hanno distanziato i due alleati Parisi e Salvini. Ma il ragazzo, per nulla intimidito, tira dritto. Fa campagna elettorale di strada. Sotto il gazebo verde della Lega in via Fauché ospita i suoi amici camerati: tra i più assidui ci sono il naziskin Stefano Del Miglio, già capo degli Hammerskin, pregiudicato per risse a pestaggi, e Luca “Kassa” Cassani, a capo del comitato che organizza ogni anno le celebrazioni in ricordo di Sergio Ramelli. Ai banchetti adesso, a benedire Pavesi, è arrivato don Orlando Amendola. Dice il candidato della Lega: “Abbiamo parlato dei progetti che seguo a sostegno dei cristiani perseguitati nel mondo e delle problematiche che vivono in Italia e anche qui a Milano…”.

Elezioni Milano, cappellano della X Mas con il candidato di Lealtà e Azione: le infiltrazioni fasciste che inquietano Parisi PAOLO BERIZZI

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