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Loculo In Multiproprieta’

Loculo del caro estinto
Cimitero
Francavilla di Sicilia: fiorente commercio sul loculo del caro estinto

Al cimitero monumentale di Francavilla di Sicilia, ridente cittadina vicino Taormina, vi era un fiorente commercio sul  loculo  del caro estinto, una Multiproprieta’ di cui nessuno era proprietario.

Le indagini sul loculo del caro estinto, condotte dalle Fiamme Gialle cordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, Antonio Carchietti,  hanno potuto appurare gravi responsabilita’ per l’ex dipendente comunale Tindaro Scirto, che raggiunto da ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Maria Militello, e’ stato posto agli arresti domiciliari.

Insieme a questa figura centrale, ne giravano altre :

  • Funzionari comunali.
  • Un Medico dell’A.S.P. di Messina
  • Operai Edili
  • Congiunti di Defunti

Il raggiro nella sua complessita’ era semplice, l’ex dipendente comunale Tindaro Scirto, dietro il pagamento di somme che oscillavano tra le 3500 e le 5000 euro, approfittando della buona fede dei parenti degli estinti, faceva loro firmare alcuni documenti che gli avrebbero consentito di disporre alcuni luoghi di sepoltura, a favore degli eredi di altri defunti

In altre circostanze si e’ appurato che l’arrestato con la “fattiva collaborazione” di altri indagati, si faceva promotore dell’ampliamento di loculi già esistenti, senza le prescritte autorizzazioni.

E poi dicono che l’Edilizia sia ferma.

Inoltre, lo Scirto, aveva spostato, dal cimitero monumentale a quello di più recente costruzione, un defunto al fine di avere di più spazio a disposizione, da una scomoda celletta 2X2, si era passati ad una piu’ spaziosa 4X4.

In un altro caso, per dare spazio a una nuova sepoltura, aveva sottratto le spoglie del precedente defunto e le aveva riposte in una busta di plastica “dimenticata” all’interno della tomba, al loro posto aveva messo la salma del nuovo “arrivato” il defunto di turno.

Una cosa e’ certa, che conoscesse alla perfezione il cimitero e i suoi frequentatori, per individuare i loculi o le tombe che difficilmente sarebbero state reclamate da eventuali eredi.

Analoga sorte e’ toccata alle spoglie mortali di altre persone, le cui foto e generalita’ venivano cancellate dalle originarie stele marmoree.

E non finisce qui, Tindaro Scirto era riuscito pure a falsificare i registri cimiteriali ed i verbali di estumulazione e tumulazione.

Visti gli atti processuali, 17 persone a vario titolo sono state denunziate dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina. Le accuse mosse dai Magistrati inquirenti nei loro confronti vanno dalla corruzione, all’istigazione della corruzione, all’abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio e sottrazione di cadavere, ricettazione, falso ideologico, nonché esecuzione abusiva di lavori su aree sottoposte a vincolo architettonico. All’appello manca solamente il “pascolo funerario abusivo.”

Nota funebre

Neppure quando si muore si puo’ avere la certezza di non essere sfrattato dal proprio loculo; dalla propria tomba.

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