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19 marzo: auguri a tutti i papà da ViViCentro (Stanislao BARRETTA – Luciano Somma)

19 marzo, una data attesa da padri, figlie e figli per poter,

  • i primi, godersi un meritato giorno a loro dedicato nel quale potranno ricevere un segno tangibile di essere amati ed apprezzati e, ancor più, di “non essere soli” al mondo; tanto meno “abbandonati” come, purtroppo, accade anche a troppi “papà” abbandonati a se stessi o rimasti soli al mondo. Ed è a questi, in particolare, che va il nostro pensiero ed il nostro augurio ancora più “caldo”;
  • i secondi, per esprimere la loro gratitudine al proprio papà e dirgli così “ti voglio bene” o dedicare, al suo ricordo, un accorato pensiero d’affetto e di rimpianto.

Noi di Vivicentro ci uniamo a tutte le figlie ed i figli del mondo e, con essi, ringraziamo i nostri papà per tutto quello che hanno fatto e che faranno per noi dicendo semplicemente:

G R A Z I E

grazie per la vita che ci hai donato, per le cure e le attenzioni con cui ci hai fatto crescere, per gli insegnamenti che ci hai dato. Altre e diverse parole è per me, per noi, difficile trovare e, alla fin fine, sarebbero solo parole in più, magari ridondanti ma ……

….. ma, visto che abbiamo il piacere di annoverare tra i nostri Amici/Collaboratori il grande maestro (poeta ed autore di canzoni) Luciano Somma, che è anche il nostro direttore artistico, qualcosa possiamo aggiungere senza correre il rischio di essere pletorici, e possiamo farlo ricorrendo a qualche sua poesia e a qualche sua canzone scritte per i papà e che qui vi (ri)proponiamo e doniamo in una successione di pensiero ed emozioni che lasciamo al “sentire” di ciascuno.

Buon ascolto quindi (e lettura) ed a tutti ancora tanti cari auguri e:

G R A Z I E

Iniziamo con: PADRE e FIGLIO, una bella canzone con testo di Luciano Somma e Musica di Gianni Drudi:

seguita da una poesia, sempre di Luciano Somma, leggiamola e ascoltiamola:

CE STEVE NA VOTA…

Comme vurria tenè nu pate viecchio
Che s’allisciasse spisso ‘a barba janca
Mirannese penzanno dint’’o specchio
Cu n’ombra ‘e luce dint’’a ll’uocchie stanche…
Murette ch’io ero ancora piccerillo
‘e isso m’arricordo poco o niente
Si avesse avuto pacchere o nu strillo
Mò nun me sentarria accussì pezzente.

E se trascina, e songo mò tant’anne,
‘stu desiderio d’’o sentì vicino
‘nzieme ‘e penziere mieje ca se ne vanno
Cercanno, cuntrariate, a nu destino,
nu pate viecchio cu’ na barba janca
cu’’e piccerille, a vvierno, attuorno a rrota,
cuntà felice ma cu’’a voce stanca
dint’’o silenzio . “ ce steve na vota…”

E passiamo ora ad un’altra poesia che è un pensiero anche per i papà che, purtroppo, non ci sono più ed ai quali va tutto il rimpianto per una presenza che manca

RIMPIANTO

Ti vidi per la prima volta,
da bambino,
bere con le mani aperte
alla sorgente della vita,
avevi il volto dell’alba
chi eri?

E vidi
un albero di speranza
dai frutti maturi.

I riflessi del fiume
sembravano diamanti arabescati
e l’acqua
aveva il gusto della gioia.

Il contadino
aveva il volto buono di mio padre
mani callose, dure,
ma che s’intenerivano
quando carezzavano la mia guancia.

L’irrazionale pensiero di un bambino
assorto al gioco
aveva un suo “Credo”…

Ora il ricordo
non può calmare il vuoto
e la lontananza nemica
ha il più amaro dei sapori
caro papà.

ASCOLTIAMOLA in un mp3 e un video declamata dall’autore stesso: LUCIANO SOMMA

RIMPIANTO clicca e ascolta(mp3)

Rimpianto che, talvolta, si cerca di mitigare annotando dei motivi di sofferenza che consentono di poter pensare che FORSE FU UN BENE come ben esprime Luciano in questa sua ennesima poesia sui sentimenti umani

Leggiamone i versi e poi scoltiamola in un mp3 e in bel video registrato dallo stesso autore, Luciano Somma:

FORSE FU UN BENE

Forse fu un bene padre
fermare la tua storia
col mandorlo fiorito
chiudere gli occhi
senza aspettare
il gelo dell’inverno
lasciando nei tuoi figli
l’eredità di vivere .

Avevi già provato a masticare
come un boccone il pane reso duro
dalle battaglie quotidiane
stanco.

La sofferenza del tuo immenso vuoto
noi la sentiamo come un fuoco vivo
perché è diverso il sangue
quando sta uscendo dalle tue ferite
ha un altro suono l’urlo
quando è parte di te della tua carne.

Per te fu cielo terso
ed al tuo sguardo
ti sembrò un miracolo
il non dover portare sul calvario
la croce d’un amara solitudine .
forse fu un bene padre.

FORSE FU UN BENE clicca e ascoltamp3

Certo, FORSE FU UN BENE ma …….

….. ma in realtà resta comunque un gran vuoto nel cuore e nella vita di ciascuno come ben esprimono i versi di questa bella canzone della quale potete qui gustarne i versi e, a seguire, ascoltarla nel video Live di Luciano Bruno:

MIO PADRE ERA UN POETA…

Testo di Luciano Somma –Musica di Luciano Bruno

E’ una storia per niente banale
Che ora vi canto e vi spiego cos’è
Parlerò di una vita vissuta
sempre di corsa chissà perché
Occhi azzurri capelli dorati
Sempre lunghi fin sopra alle spalle
Detestava camice e cravatte
Mi sembrava un eterno bohemien.

Mio padre era un poeta
Un po’ particolare
Sognava ad occhi aperti
E amava tanto il mare
Mio padre… la sua storia
È scritta sopra un diario
col bene per mia madre
vi è disegnato un cuore…
Mio padre era un poeta
Eterno vagabondo
Voleva questo mondo
Diverso non così.
Pace amore e primavere
Lui cercava e nulla più.

Questo vorrei che dicessero un giorno
I miei cari di me
Che capissero il bene profondo
Questo si che farebbe felice
Il mio cuore poeta
Questo si che darebbe la pace
Là sulla mia pietra….Là sulla mia pietra…

Redazione / 19 marzo: auguri a tutti i papà da ViViCentro (Stanislao BARRETTA)

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