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Hillary prevale sui contenuti ma nel prossimo confronto deve dare l’affondo

Hillary Clinton (ap)
Hillary Clinton (ap)

Pur prevalendo sui contenuti, l’ex segretario di Stato ha peccato di incisività e ora deve cercare di incassare la vittoria entro il terzo dibattito con Donald Trump che, troppo aggressivo, precipita nei sondaggi

Clinton adesso cerca il colpo definitivo negli Stati in bilico

Nello scontro i programmi sono passati in secondo piano. Manca il ko al rivale. Ora la carta da giocare sono i giovani

NEW YORK – Partiamo da un dato di fatto: Hillary Clinton non ha perso, ma non ha neanche vinto. O meglio ha vinto ai punti, ma non è uscita dal ring della Washington University di St. Louis, con quell’ipoteca sulla Casa Bianca che i suoi supporter speravano intascasse già a un mese dall’appuntamento con le urne.

Ha peccato di incisività pur prevalendo sui contenuti, ha messo alle corde in qualche frangente Donald Trump, senza assestare quegli affondi finali che lo avrebbero potuto mettere Ko. E avrebbe potuto, anzi dovuto farlo, visto che il secondo dibattito è stato prigioniero dell’astio. The Donald, partito sfavorito per le note vicende sessiste, ha tentato a più riprese di trascinare Hillary allo scontro, e lei per non cedere alle provocazioni ha lasciato talune domande chiave senza un risposta sostanziale.

Prospettiva che forse favorisce Trump, ma non va bene per Hillary perché – come dicono molti osservatori – lei la vittoria la deve incassare entro il terzo dibattito, o si innescheranno dinamiche perverse e imprevedibili che rischiano di trascinare la corsa verso un fotofinish al cardiopalma per il popolo Dem e non solo. Cosa dovrebbe fare quindi l’ex first lady? Un suggerimento gli è arrivato dallo stesso «tycoon» durante il match in Missouri, quando parlando di «fare l’America grande di nuovo» ha indicato alcune realtà in particolare: Pennsylvania e Ohio, ma anche Michigan e West Virginia. Tolto quest’ultimo Stato, il più povero del Paese e inespugnabile feudo Gop da 16 anni, gli altri sono quelli su cui Hillary si potrebbe concentrare nei prossimi sette giorni. Sono Stati che pur avendo inclinazioni democratiche alle elezioni generali, da anni eleggono governatori repubblicani. Riflesso del risentimento legato alla profonda crisi del manifatturiero causata dalla delocalizzazione delle imprese che lì un tempo prosperavano.

Da un punto di vista di tattica invece Hillary dovrà far perno su tre pilastri importanti. Sul ring di Las Vegas la democratica dovrà sfidare il rivale sul terreno dei fatti concreti – programmi per capirci – e mettere alla prova la sua abilità di commander-in-chief e costringere Trump a compiere un passo falso facendo leva sul suo stesso temperamento. In secondo luogo deve lavorare su se stessa recuperando l’«empatia» di cui necessita un leader, ciò che le è mancato col pubblico del formato Townhall di St. Louis.

Infine deve puntare ad ampliare il sostegno fra le donne parlando di riforme su lavoro e famiglia, maternità e paternità pagate ad esempio, e agevolazioni per i neogenitori. Dall’altra puntando sui giovani con aiuti ai prestiti degli studenti e sulla riforma della giustizia, un tema che i sondaggi suggeriscono essere tra le priorità dell’elettorato meno anziano che non disdegna le istanze «law & order» di Donald Trump.

vivicentro.it/politica
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lastampa/Clinton adesso cerca il colpo definitivo negli Stati in bilico FRANCESCO SEMPRINI

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