Opinioni

Per la scuola inglese ci sono gli italiani, i campani e i siciliani: Lombroso docet

Cesare Lombroso, museo

L’Ambasciata italiana a Londra protesta per uno scivolone d’altri tempi di alcune scuole inglesi che ci distinguono come italiani, campani e siciliani: Lombroso è ancora di gran moda.

Lombroso è ancora di gran moda

Oh, bene: ecco una notizia che sarebbe davvero piaciuta al sempiterno Cesare Lombroso. D’ora in poi, per fare domanda di ammissione in una serie di scuole di Sua Maestà Britannica sarà necessario – se italiani – specificare non solo la nazionalità d’origine, ma anche la regione di provenienza.

Almeno se questa corrisponde alla Sicilia o alla Campania. Già, perché chi arriva da altri luoghi del Belpaese non dovrà preoccuparsi di segnalarlo. Ora, non sappiamo in quale modo questa informazione supplementare verrà usata dagli organi competenti. Può darsi che si tratti di una premura e che vogliano approntare per gli allievi menù specifici nelle mense scolastiche d’Oltremanica. Per i ragazzi siciliani, arancine e pasta con la salsa e le melanzane fritte. Per i campani, pizza e pastiera. In caso contrario, ovvero se si trattasse di una qualche forma di discriminazione, ci sarebbe da preoccuparsi. Certo sappiamo che per determinate regioni del nostro Stivale gli inglesi hanno per cosi dire un debole .

A cominciare dalla Toscana, altrimenti nota come Chiantishire. Ed è evidente che nessuna scuola britannica si sognerebbe di discriminare in qualche modo un allievo nato e cresciuto dalle parti di Firenze, Arezzo o San Gimignano. Lo stesso vale per il Veneto, che ancora non fa parte del Commonwealth come Siena e dintorni ma che comunque contiene Verona, e dunque il balcone di Giulietta, e Venezia, amatissima da Turner e da innumerevoli suoi connazionali, anche se oggi come oggi anziché dipingerla la fotografano in veste di sfondo pittoresco per i loro selfie. Poi, complice l’amore per il buon vino, ci sono molti inglesi che apprezzano il Piemonte, che per loro si riduce a due zone in particolare, Langhe e Monferrato.

E poi ancora ecco gli inglesi che ci vengono a sciare, o che per praticare questo sport si spingono in Valle d’Aosta o in Alto Adige. Sta di fatto che il problema non riguarda né i sardi né gli umbri, e neppure i liguri o i marchigiani. Gli inglesi, o almeno certi inglesi, vogliono sapere se i nostri figli iscritti nelle loro scuole, per fortuna non in tutte, sono di origini campane o siciliane. Avranno letto solo Gomorra e Montalbano? Saranno convinti che si tratti potenzialmente di figli di malavitosi? Non lo sanno nella perfida Albione che da noi oltre alla camorra e alla mafia ci stanno anche la ’ndrangheta e la Sacra Corona Unita? Perché non includere tra le regioni degne di autodenuncia anche la Calabria e la Puglia? E poi lo sanno tutti che la vera mafia sta a Roma, quindi non si capisce perché escludere il Lazio. Poi comunque ci sarebbero le infiltrazioni al Nord, a cominciare dalla Lombardia.

Quindi delle due l’una: o alla Sicilia e alla Campania si aggiungono anche le altre regioni, sempre che la cosa abbia a che fare con i presunti possibili legami degli allievi in questione con la criminalità organizzata, oppure che si spieghino, anzi, ci spieghino: che differenza c’è tra un italiano nato a Napoli o a Palermo e uno nato a Pordenone o a Bologna? Certo sarebbe clamoroso se in cerca di pezze d’appoggio dall’Inghilterra venissero fin qui da noi a Torino, dove ha sede il Museo Lombroso. Appunto.

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lastampa/Lombroso è ancora di gran moda GIUSEPPE CULICCHIA

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