Opinioni

La Casa Bianca sostiene Renzi

“Obama chiederà a Renzi di non dimettersi se il referendum dovesse essere sconfitto” perché a Washington si guarda al premier come un partner cruciale in Europa “su crescita e lavoro”. A dirlo sono i consiglieri del presidente Usa che lo anticipano a Fabio Martini e Paolo Mastrolilli de La Stampa.

“Crescita e lavoro, la Casa Bianca sostiene il premier”

Oggi il presidente Obama accoglie il primo ministro italiano Renzi alla Casa Bianca per una discussione approfondita sulla vasta gamma di settori a cui gli Usa e l’Italia collaborano sulla scena mondiale. Un settore spesso trascurato è il nostro impegno comune per la creazione di infrastrutture moderne, adeguate alla nostra epoca, che possono incentivare la crescita economica globale.

E aiutare i nostri imprenditori, i lavoratori e le aziende a innovare e prosperare.

Nelle economie avanzate, gli investimenti sono al di sotto dei tassi in vigore una decina di anni fa, prima della crisi economica globale. Nell’area dell’euro sono attualmente del 14 per cento sotto i livelli pre-crisi, negli Stati Uniti ci troviamo di fronte a un deficit infrastrutturale dell’ ordine di migliaia di miliardi di dollari, e gli investimenti infrastrutturali necessari all’Asia sono stimati in più di 5 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.

Noi crediamo che l’Unione europea e gli Stati Uniti dovrebbero trarre vantaggio dai tassi d’interesse eccezionalmente bassi investendo in una serie di importanti aggiornamenti infrastrutturali delle nostre reti energetiche, del sistema educativo, dei trasporti, delle piattaforme digitali e tecnologiche, della ricerca e dello sviluppo, e della nostra sicurezza. Come ha detto il primo ministro Renzi, «la direzione europea deve sottolineare l’importanza della crescita e degli investimenti pubblici e privati, non solo dell’ austerità».

Accrescere la domanda di lavoratori aumentando gli investimenti, sia pubblici che privati, è anche un modo per far crescere l’occupazione e aumentare i salari e la produttività dei lavoratori, rendendoli ancora più competitivi nell’economia globale e rafforzare le nostre classi medie.

I bassi investimenti stanno frenando la crescita della produttività da cui dipende la crescita dei salari. E dobbiamo fare di più per sostenere le capacità, la formazione e l’educazione della nostra forza lavoro, soprattutto dei giovani, così che possano essere produttivi e adattarsi alla rapida evoluzione dell’economia globale.

Di fronte alla ricaduta della crisi finanziaria, gli Stati Uniti hanno investito molto nelle infrastrutture e nel settore storico dell’energia pulita. Abbiamo approvato un piano quinquennale per mantenere gli investimenti nel settore dei trasporti.

Recentemente, il Presidente ha proposto l’iniziativa per le infrastrutture del 21° secolo, che comprende degli investimenti per i mezzi di trasporto ecologici e sforzi per superare gli ostacoli agli investimenti privati e alle partnership in settori quali le reti idriche pubbliche, le strutture portuali, la banda larga e la rete elettrica.

E possiamo fare di più in tema di trasporti, energia, istruzione, scienza e tecnologia per innescare il diffondersi dell’innovazione e il nascere di nuove industrie. Come ha detto il presidente Obama, «abbiamo bisogno di proseguire le riforme per assicurarci una prosperità a lungo termine, e sostenere la domanda e investire nel futuro».

Nella Ue, il presidente della Commissione europea Juncker ha introdotto il «Piano Juncker», per usare la Banca europea per gli investimenti per stimolare gli investimenti nelle infrastrutture.

L’Italia ha sostenuto questo piano, anche attraverso contributi aggiuntivi dal proprio bilancio, ma il bacino per gli investimenti a livello comunitario potrebbe essere ampliato per andare maggiormente incontro alle esigenze infrastrutturali europee.

La Commissione potrebbe anche progettare altri meccanismi che sfruttino l’elevato tasso di credito dell’Unione europea per finanziare gli investimenti necessari. In questo modo, l’Unione europea invierebbe un segnale forte che «l’Europa sta investendo in Europa». C’è un enorme potenziale per migliorare la crescita in Europa attraverso investimenti pubblici organizzati nei settori dell’energia pulita, dell’automazione, del digitale, dell’istruzione e nella sicurezza degli aeroporti, delle stazioni ferroviarie e dei centri urbani.

Se il settore pubblico può introdurre miglioramenti nelle infrastrutture e nella sicurezza che vadano a beneficio delle nostre società, è fondamentale che anche gli investimenti privati si muovano di conseguenza. Al G20 di Hangzhou, in Cina, i Paesi hanno ampiamente riconosciuto che abbiamo bisogno di trovare il modo di catalizzare gli investimenti privati, e questo include l’utilizzo della politica fiscale e la riforma dei nostri quadri normativi per incoraggiare piuttosto che soffocare la formazione di capitale.

I Paesi possono anche implementare gli investimenti, il credito d’imposta, tassi accelerati di ammortamento nelle detrazioni fiscali o nei crediti d’imposta per l’investimento nella formazione dei lavoratori (capitale umano), in aggiunta ai programmi infrastrutturali. Questo servirà a stimolare la domanda aggregata in tutto il mondo, e se lo facciamo bene, renderà la crescita più inclusiva e rafforzerà la classe media sia ora che in futuro.

Oltre alle infrastrutture, altri tipi di investimenti pubblici – soddisfare gli obiettivi della Nato, contribuire alle spese anti-terrorismo e a quelle per sostenere l’inclusione economica dei rifugiati – sono tutti importanti per aumentare la richiesta di manodopera in tutta l’Ue. La disoccupazione giovanile rappresenta una sfida speciale in molti Paesi, tra cui Italia, rendendo questi investimenti per il futuro e le misure per sostenere la crescita particolarmente strategici.

Come hanno dichiarato i leader del G20, è essenziale che i Paesi «utilizzino tutti gli strumenti» per rafforzare la crescita. Il supporto a breve termine per la crescita e gli investimenti non sostituisce le riforme strutturali o la sostenibilità fiscale a lungo termine, ma piuttosto è un complemento essenziale per entrambe.

Su entrambi i lati dell’Atlantico abbiamo bisogno di fare di più per ripristinare la correttezza e far funzionare l’economia per tutti, e possiamo farlo investendo nella crescita futura e nell’uguaglianza economica. I dirompenti cambiamenti introdotti dall’ economia globale stanno purtroppo colpendo in modo particolarmente pesante alcuni gruppi, in particolare la classe operaia. Come ha detto il presidente Obama durante il suo viaggio in Europa la scorsa primavera, «se gli oneri e i benefici della nostra economia globale non verranno distribuiti in modo equo, alcuni cittadini verranno lasciati indietro». Investimenti che permettano a tutti i lavoratori, agli innovatori e alle imprese di attingere alle infrastrutture del 21° secolo negli anni a venire saranno essenziali per il successo economico tanto degli Stati Uniti come dell’Europa.

 

(Traduzione di Carla Reschia )

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lastampa/“Crescita e lavoro, la Casa Bianca sostiene il premier” WALLY ADEYEMO*, JAY SHAMBAUGH**

* Deputy National Security Advisor for International Economics

** Member of the Councilof Economic Advisers

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