Economia

Jobs Act, in arrivo la stretta sui voucher e i contratti di solidarietà

voucher lavoro
Il governo è pronto a varare un decreto legislativo che introdurrà sanzioni per chi non comunica l’utilizzo dei voucher. Mattarella si schiera contro l’uso improprio. La Camusso: “Serve il coraggio di dire che quella forma di lavoro non va bene”

MILANO  Sanzioni da 400 euro a 2.400 per l’omessa comunicazione dell’utilizzo dei voucher e introduzione della solidarietà espansiva. Solo le principali modifiche al Jobs act, contenute nella bozza del decreto legislativo, che l’agenzia di stampa Adnkronos ha potuto consultare, lunedì all’esame del Consiglio dei ministri. Il provvedimento è composto di 7 articoli, che vanno a correggere i quattro dlgs del 2015. Proprio oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è schierato contro l’uso improprio dei voucher. “Lo sfruttamento, con l’odiosa pratica del caporalato, il lavoro sommerso, le elusioni e le illegalità, come l’utilizzo improprio dei voucher, le discriminazioni, trovano ancora spazio nel nostro Paese”, ha scritto il presidente, in un messaggio inviato alla Cgil in occasione dell’inaugurazione della terza edizione delle giornate del lavoro a Lecce. “Interventi mirati – aggiunge – combattono questi fenomeni, ma occorre continuare a vigilare per sconfiggere le disuguaglianze, l’emarginazione, le povertà”.

Duro invece l’intervento della segretaria della Cgil, Susanna Camusso. Gli annunci che finora ha fatto Poletti non ci mettono di buonumore perché ci pare stiano stanno facendo piccole operazioni di maquillage di un istituto che non funziona, che si presta a tutti gli abusi, che ha sostituito quello che era il lavoro stabile strutturato attraverso questa forma, che va cancellata”, ha commentato sul ricorso ai voucher. “Quando si sbaglia gravemente l’individuazione di una forma non servono i correttivi – ha spiegato – bisogna avere il coraggio di dire che quella forma non va bene, la si cancella e si prova ad affrontare davvero il tema originario del lavoro occasionale, non facendone un istituto utilizzabile per tutti in qualunque modo e in qualsiasi occasione”. “Bocciatura a priori del decreto? Per bocciare i decreti – ha concluso Camusso – bisogna prima vederli. Poletti l’altro giorno ci ha detto che non ci farà trovare davanti a provvedimenti unilaterali del governo, penso che cominceremo col chiedergli conto di come mai questo provvedimento non é al tavolo della discussione col sindacato”.

E le novità contenute nei decreti stanno pian piano emergendo: la prima riguarda i contratti di solidarietà, in corso da almeno 12 mesi e quelli stipulati prima del 1 gennaio 2016, che possono essere trasformati in contratti di solidarietà espansiva “a condizione che la riduzione complessiva dell’orario di lavoro non sia superiore a quella già concordata”. Con le modifiche contenute nel provvedimento che lunedì sarà all’esame del Cdm si stabilisce anche che i datori di lavoro, che ricorrono ai voucher, sono tenuti “almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione” a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore. Dovrà inoltre essere indicato il luogo e la durata della prestazione. In caso di violazione degli obblighi, fissati dal provvedimento, “si applica una sanzione amministrativa da 400 euro a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione”.

Passando alla solidarietà espansiva, si stabilisce che ai lavoratori “spetta un trattamento di integrazione salariale, di importo pari al 50% della misura dell’integrazione salariale prevista prima della trasformazione del contratto e il datore di lavoro integra tale trattamento almeno sino alla misura dell’integrazione originaria”. L’integrazione a carico del datore di lavoro “non è imponibile ai fini previdenziali” e vige la contribuzione figurativa. Per gli accordi siglati prima del 31 luglio 2015, che prevedono l’utilizzo del contratto di solidarietà, nei casi di “rilevante interesse strategico per l’economia nazionale” può essere reiterata la norma che da diritto ai datori di lavoro ad una riduzione dell’ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale del 35% (per i lavoratori interessati dalla solidarietà).

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