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50 candeline per Rupan Sansei. Buon compleanno, Lupin III!

50 candeline per Rupan Sansei. Buon compleanno, Lupin III!

È il manga e il ladro gentiluomo più famoso al mondo, il suo nome è Rupan Sansei, ovvero Lupin III. Nato dalla matita di un radiologo del Red Cross Hospital della città portuale di Kushiro, nella prefettura di Hokkaidō, dove per caso il direttore dell’ospedale, Shunichi Michishita, notò il suo talento come disegnatore di fumetti e lo incoraggiò così a proseguire su quella strada. Ed ecco che quel tale Kazuhiko Katō da Hokkaido divenne il famoso fumettista giapponese “Monkey Punch”.

Lupin III

Monkey pubblicò la sua prima storia nel 1965, Playboy Nyumon (Come diventare un playboy), sulla rivista Manga Story. Due anni più tardi iniziò due serie manga sulla rivista Weekly Manga Action. La prima, Pinky Punky, parlava di una conturbante investigatrice privata alle prese con il suo nemico, uno scienziato pazzo pervertito, e il successo fu discreto. La seconda invece è diventata una dei classici della cultura manga in tutto il mondo, Lupin III. Monkey pensava di esaurire la saga di Lupin III con una sola serie ma dovette fare i conti con l’enorme successo riscosso e creò altre serie.

Lupin III, MangaLa serie originale era formata da 94 capitoli e fu pubblicata dalla Futabasha dal 10 agosto 1967 al 22 maggio 1969. Due anni dopo Monkey Punch riprese la serie aggiungendo 36 nuovi capitoli indicati come “Rupan Sansei – Shin bōken” (Lupin III – Nuove avventure) e stampati tra il 12 agosto 1971 e il 27 aprile 1972 sempre sulla stessa rivista. Questi 130 capitoli (129+1 extra) formano la prima serie manga di Lupin III e furono riuniti nella serie di 14 tankōbon (particolare formato) pubblicata con l’etichetta “Power Comics” dal 25 settembre 1974 al 10 dicembre 1975 e ristampati ulteriormente con l’etichetta “Action Comics” in 11 volumi dal 22 ottobre 1984 al 23 marzo 1985.

In Italia i capitoli sono stati pubblicati dalla Star Comics con l’etichetta “Orion” in 13 volumi dal settembre 2002 al settembre 2003. Ne sono arrivati solo 120, alcuni dei quali riuniti in un unico capitolo o numerati diversamente rispetto alle pubblicazioni originali. In totale i capitoli italiani sono 109 più l’extra. La serie è in corso di ristampa dalla Planet Manga.

Katō in realtà non crea un personaggio nuovo con Lupin ma si rifà ad Arsène Lupin, il protagonista dei racconti e romanzi di Maurice Leblanc, (il 10 giugno ha festeggiato 110 anni dalla prima pubblicazione “Arsène Lupin, gentleman-cambrioleur”), molto amato in Giappone. Il suo Lupin è il nipote del celebre ladro gentiluomo. Il tratto di Monkey è fresco, dinamico e accattivante; le storie che crea avvincenti, già in linea con quello che Lupin III diverrà in futuro. Per le ricorrenti allusioni sessuali, il manga è rivolto a un pubblico adulto, più precisamente agli universitari. Ma è tra i liceali che suscita il maggior entusiasmo.

Ricercato dalla polizia di tutto il mondo, Arsenio Lupin III è un ladro dalle innumerevoli e incredibili abilità. Realizza le sue imprese criminali tanto in Oriente quanto nel vecchio continente, passando per le Americhe, Stati Uniti in primis, Tokyo, Parigi, New York e Londra (abituali dimore della sua banda), agisce dall’Egitto all’Alaska, dai Tropici all’India, dalla Cina alla Foresta Amazzonica.

Agile, fisico asciutto, maestro nei travestimenti, trasmette un’impressione di stupidità a chi non lo conosce, mentre è capace di ideare furti geniali. Il suo punto debole sono le belle donne: non può resistere al loro fascino, perdendo completamente la testa.

Sembra nato in Giappone e avrebbe avuto tra i suoi antenati un umile contadino. Afferma però di “aver ricevuto il primo bagno nelle acque gelide della Senna”: questo lascia supporre che, almeno per quanto concerne la serie animata, Lupin sia francese.

È allergico al polpo e la sua pistola preferita è una Walther P38, che maneggia con abilità.

Guida solitamente una Mercedes-Benz SSK del 1928 che era in grado di raggiungere i 300 km/h: sembra che Lupin l’abbia modificata dotandola di un motore Ferrari. Lo si trova anche al volante di una versione ancora più sportiva, la Mercedes SSKL (dove L sta per leicht, leggero), di una scattante Fiat Nuova 500, di una Morgan 4/4 del 1976, di una Fiat 500 del 2007 (solo nell’OAV “Lupin III – Green vs Red”) o di una Alfa Romeo 6C (solo nel film “Lupin Terzo vs. Detective Conan – Il film”).

I suoi compagni d’avventura sono Daisuke Jigen e Goemon Ishikawa XIII.

Jigen appare per la prima volta nel 7° capitolo. È un pistolero fenomenale, estremamente rapido e con una mira assolutamente infallibile, grazie anche alla sua potente rivoltella Smith & Wesson M19 Combat Magnum, e non manca mai di tenere tra le labbra un mozzicone spento di sigaretta.

Esperto nel corpo a corpo, di esplosivi e di armi bianche. Taciturno, accanito fumatore e bevitore, sospettoso nei confronti delle donne, ma non totalmente immune al loro fascino, amante della musica jazz. Curiosità: afferma di aver imparato a sparare da un italiano di nome Giovanni Ignoto, famoso ladro dello stivale.

Per il personaggio di Jigen, Monkey si è ispirato a James Coburn nel film “I magnifici sette”.

Goemon appare solo a partire dal 28° capitolo. Abile samurai, discendente da un’antica dinastia di samurai dedita al furto. Calmo, riflessivo, diffidente verso le donne che comunque lo attraggono, shintoista (aperto anche al Buddismo), ascolta unicamente musica tradizionale giapponese e mangia solo piatti della cucina tradizionale giapponese. La sua katana, chiamata Zantetsu-ken (“spada che taglia il ferro”), ereditata dai suoi padri, è capace di tagliare qualsiasi materiale con estrema facilità. La sua lama, nei cui riflessi Goemon coglie i cattivi presagi, è probabilmente costituita di un metallo estratto da un meteorite e inesistente sulla Terra, e si mantiene sempre al
di sopra di una certa temperatura.

Per il personaggio Monkey si è ispirato al ladro giapponese Goemon Ishikawa, vissuto alla fine dell’Era medievale (secolo XVI), del quale è il tredicesimo discendente. Per alcuni aspetti, il personaggio di Goemon è ispirato a quello di Kyuzo del film “I sette Samurai”.

Infine ci sono loro: Fujiko Mine e Koichi Zenigata.

Fujiko, truffatrice e doppiogiochista, appare già dal 3° capitolo e sfrutta la sua bellezza e il suo talento per accumulare ricchezza, tramite il furto di denaro e preziosi. Approfitta di Lupin, che la ama follemente e morirebbe per lei per ottenere il suo aiuto, salvo poi prontamente scaricarlo con disinvoltura. Spesso i suoi piani falliscono e riceve sonore lezioni dallo stesso Lupin, che però ricade costantemente nelle sue lusinghe, esasperando Jigen e Goemon.

Giovane, bella, affascinante, forte, egocentrica e scaltra, persegue principalmente il proprio tornaconto. Il suo profumo preferito è Chanel n°5; guida una Kawasaki, due Harley-Davidson e un’Austin Mini. Il cognome Mine significa “picco della montagna”, un gioco di parole che allude al suo seno procace, come il nome Fujiko, che in italiano potrebbe tradursi con “cime Gemelle”. In alcuni special TV è bionda invece che castana. Nella versione italiana della seconda serie televisiva, Fujiko verrà chiamata Margot.

Zenigata, dapprima membro della Polizia Metropolitana di Tokyo, quindi ispettore capo dell’Interpol (ICPO), è antagonista principale della serie, è l’acerrimo rivale di Lupin. Appare sin dal 1° capitolo, lo insegue da decenni, ormai non può fare a meno di lui, ma non è mai stato capace di tenerlo in prigione a lungo. Assicurare Lupin alla giustizia in una sfida leale è l’unico scopo fondamentale della sua vita. Goffo, sfortunato, oltremodo onesto e rispettoso della legge, esperto pugile ed è cintura nera di judo. Lupin lo chiama affettuosamente “paparino”, “papà Zenigata” o “Zazà”. Il suo nome deriva da Heiji Zenigata, personaggio creato dallo scrittore Kodō Nomura, che arrestava i nemici lanciando monete, proprio come fa Zenigata con le manette.

La produzione animata su Lupin III è senza precedenti. Un franchise estremamente popolare e di successo. Numerosi manga, debutto televisivo nel 1971, al cinema nel 1974, nel 2004 il primo dei cinque cortometraggi, nel 1998 in teatro, cd musicali e videogiochi.

Mentre Lupin III viaggia sulla cresta dell’onda, Monkey risiede attualmente a Tokyo, dove conduce una vita tranquilla, grazie soprattutto ai profitti che gli continuano ad arrivare dallo sfruttamento dei diritti su Lupin III. Già famoso, si è iscritto all’università dove si è laureato in scienze della comunicazione ed è docente di linguaggio del fumetto all’università.

Saltuariamente viaggia in Italia dove intrattiene un fitto rapporto di lavoro con i Kappa boys, responsabili delle riedizioni di Lupin, sotto la sua direzione. Nel 2001, ospite al Romics di Roma, la nota fiera del fumetto, ha ricevuto il Romics D’Oro.

Insomma questo Lupin III non mostra neanche una ruga, i basettoni ancora scuri e la faccia sempre la stessa. Nessun amico invecchiato, Zenigata sempre a rincorrere e Fujiko sempre più bella. Devo tanto a Monkey, perché continua a farmi sognare ad occhi aperti oggi che ho qualche anno in meno di lui.

Vincenzo Vanacore

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In merito all'autore

Vincenzo Vanacore

Nato al Sud ma vivo al Nord. Insegnante e Sindacalista.
Appassionato di sport, sono stato assistente e arbitro di calcio, oggi osservatore e istruttore di jumping fitness.
Impegnato nel sociale, mi piace scrivere e amo viaggiare.
Ho pubblicato una raccolta di poesie e ho collaborato con alcune testate, anche in ambito radiofonico, su temi sociali e d’attualità.
Giornalista freelance, iscritto all’albo dei pubblicisti.
Oggi scrivo per ViViCentro.
Eternamente in cerca di quel qualcosa in più, altrove.
Possibilmente abbastanza da dover fare una valigia.
Sempre in bilico tra monti, mare e città.

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