Cronaca

Strage in locale gay a Orlando, 20 morti

Strage in locale gay a Orlando

Killer ucciso dopo sparatoria con la polizia. Fbi: atto di terrorismo. L’ombra dell’Isis nella strage in locale gay

Miami (Florida)  E’ di 50 morti e 53 feriti il bilancio della strage in un locale gay di Orlando, in Florida, compiuta da un 29enne americano figlio di una coppia di afghani. E’ il bilancio più pesante di una sparatoria negli Usa in tempo di pace, persino più grave delle stragi al Virginia Tech del 2007 (32 morti) e alla scuola elementare Sandy Hook del 2012 (27 morti). La strage potrebbe avere una matrice terroristica: prima di avviare la mattanza, infatti, Omar Mateen ha chiamato il 911, il numero delle emergenze negli Usa, per proclamare la sua fedeltà all’Isis, ha riferito la Nbc.

Arrestato uomo armato diretto al Gay Pride di Los Angeles

Washington – Un uomo armato e con dell’esplosivo e’ stato arrestato dalla polizia di Santa Monica, in California, mentre si stava dirigendo alla sfilata del Gay Pride di Los Angeles in programma a West Hollywood. Lo riferisce il Los Angeles Times secondo il quale “nelle prime ore di domenica mattina (ci sono 9 ore di differenza di fuso orario con la costa occidentale Usa) la polizia di Santa Monica ha ricevuto una segnalazione su un uomo ‘sospetto’. Gli agenti hanno fermato l’uomo che ha dichiarato che stava aspettando un amico. A quel punto i poliziotti hanno perquisito l’auto e hanno trovato diverse armi e molte munizioni cosi’ come ‘tannerite’ (un tipo di esplosivo formato da nitrato e perclorato d’ammonio, usati anche come fertilizzanti, ndr) con cui si puo’ realizzare una ‘pipe bombe’ (tubo imbottito d’esplosivo)”. L’arrsto è stato eseguito poche ore dopo la strage in un locale gay di Orlando, in Florida, in cui un 29enne di origini afghane ha fatto decine di morti. 

Intorno alle due di notte, Omar Mateen, questo il nome del giovane, ha aperto il fuoco con un fucile d’assalto semi-automatico AR-15 sulla folla di avventori del night club Pulse che stava ballando nella discoteca. Dopo essersi barricato all’interno del locale e aver trattenuto decine di ostaggi per quasi quattro ore, le teste di cuoio hanno fatto irruzione e lo hanno ucciso, mettendo fine all’incubo quando erano ormai le sei del mattino. Dei nove agenti entrati nel locale, uno è stato colpito all’elmetto in kevlar ed è rimasto ferito a un occhio. Ma dalla conta dei corpi è venuto un bilancio drammatico, senza precedenti sul suolo americano: 50 morti, a cui vanno aggiunti i 53 feriti.

Al momento dell’attacco nel locale, frequentato dalla comunità Lgbt, c’erano 300 persone. Una trentina gli ostaggi tratti in salvo.

Omar Mateen, nato a New York da genitori afghani, faceva la guardia giurata e viveva a Port St. Lucie, 200 chilometri a sud di Orlando, sempre in Florida. I media Usa hanno riferito che nel 2009 si era sposato con una ragazza nel New Jersey, dalla quale aveva divorziato due anni dopo. Proprio l’ex moglie ha raccontato al Washington Post che Omar, con cui si era trasferita in Florida, era un violento e la picchiava ripetutamente: “Una volta venne verso di me e inizio’ a colpirmi solo perche’ la lavatrice non era ancora finita o qualcosa di simile”. Il giovane era possessso di un porto d’armi della Florida. Le sue simpatie jihadiste lo avrebbero fatto finire nel mirino dell’Fbi in qualita’ di “sospetto” (“person of interest”) “nel 2013 e nel 2014”:  “I federali aprirono un’inchiesta su di lui ma successivamente chiusero il fascicolo perche’ non emerse nulla di concreto per giustificare ulteriori indagini”, hanno riferito fonti di polizia al ‘Daily Beast’.

Sul web è arrivata subito l’esultanza dei jihadisti che hanno celebrato la strage come “il miglior regalo per il Ramadan”, pur senza rivendicarla. Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete, ha riferito di tweet di festeggiamentocomeun “possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso”.

Il padre dell’attentatore, Mir Sedique, citato da alcuni media Usa, si e’ scusato per il folle gesto del figlio, ma ha sottolineato che a suo giudizio “non ha niente a che fare con la religione”: “Siamo sconvolti come l’intera nazione”, ha assicurato. L’uomo non si sarebbe accorto di nulla di strano nel comportamento del figlio che potesse far prevedere una simile azione, anche se ha raccontato che qualche mese fa aveva notato che si era indispettito alla vista di due uomini che si baciavano per strada a Miami.

Il sindaco di Orlando, Buddy Dyer, ha proclamato lo stato d’emergenza nella città, ancora sconvolta per l’uccisione appena 24 ore prima di Christina Grimmie, star di ‘The Voice’, mentre firmava autografi al termine di un concerto nella stessa metropoli della Florida.

Il presidente Barack Obama è stato subito informato della tragedia e ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, ha offerto tutto il supporto possibile del governo e chiesto di essere costantemente informato. La strage arriva 24 ore dopo l’uccisione al termine di un concerto di Christina Grimmie. Pochi giorni fa a Los Angeles uno studente  aveva ucciso un professore all’interno dell’Università di Ucla e poi si era tolto la vita.

“Solidarieta’ e commozione del governo italiano per l’atroce strage di Orlando”, sono state espresse dal premier Matteo Renzi in un tweet. “Il nostro cuore e’ con i nostri fratelli americani”, ha assicurato.Il presidente francese, François Hollande, ha condannato “con orrore” l’attacco e ha esprsso “il pieno sostegno della Francia e dei francesi alle autorità e al popolo americano in questa prova”.

Papa Francesco ha condannato “l’orribile srage”, frutto di “follia omicida e di odio insensato”. Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha auspicato che “si possano individuare e contrastare efficacemente al piu’ presto le cause di questa violenza orribile e assurda, che turba cosi’ profondamente il desiderio di pace del popolo americano e di tutta l’umanita’”.

vivicentro.it/cronaca –  (AGI)/ Strage in locale gay a Orlando, 20 morti

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