Cronaca

Addio a Shimon Peres, l’ultimo dei fondatori dello Stato ebraico

Shimon Peres
Shimon Peres

Shimon Peres è morto a 93 anni a seguito di un infarto ed Israele è in lutto per la scomparsa dell’ex collaboratore di David Ben Gurion protagonista per 60 anni della costruzione dello Stato, dalla creazione dell’industria dell’aviazione al programma nucleare fino alla ricerca di un’intesa di pace con i palestinesi che portò agli accordi di Oslo del 1993. Ex presidente dello Stato, riassumeva la sua vita ricordando il motto di Ben Gurion: “Mai aver paura di osare”.

È morto l’ex presidente israeliano Shimon Peres

Premio Nobel nel 1994 con Rabin e Arafat, aveva 93 anni

Israele dice addio a Simon Peres, l’ex presidente e premio Nobel che ha attraversato la storia del Paese.

Per avere dato impulso al processo di pace di Oslo quando era ministro degli Esteri, Shimon Peres è considerato uno dei politici israeliani di maggiore importanza a livello mondiale, il che gli valse nel 1994 il Nobel per la Pace insieme allo storico leader palestinese Yasser Arafat, e all’allora primo ministro israeliano Isaac Rabin.

Settant’anni di politica  

Veterano della politica israeliana, Shimon Peres ha preso parte a quasi ogni evento storicamente rilevante avvenuto dalla fondazione dello Stato ebraico nel 1948 a oggi. Con 70 anni di carriera politica alle spalle, oltre a essere stato più volte titolare di diversi ministeri (Esteri, Difesa, Finanze, Trasporti), è stato due volte primo ministro (dal 1984 al 1986 e dal 1995 al 1996) e anche presidente di Israele dal 2007 al 2014.

Shimon Peres alla firma degli Accordi di Oslo del 13 settembre 1993

Gli accordi di Oslo  

Uno dei suoi grandi meriti riconosciuti a livello internazionale è di essere stato artefice dell’avvicinamento fra israeliani e palestinesi culminato negli accordi di Oslo del 1993, con i quali ci fu il riconoscimento da parte di Israele dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e viceversa. Proprio per avere dato impulso al processo di pace di Oslo quando era ministro degli Esteri, Peres è considerato uno dei politici israeliani di maggiore importanza a livello mondiale, il che gli valse nel 1994 il Nobel per la Pace insieme allo storico leader palestinese Yasser Arafat, e all’allora primo ministro israeliano Isaac Rabin. Quest’ultimo fu assassinato nel 1995 da un ultranazionalista israeliano che si opponeva agli accordi, e fu proprio Peres che prese il suo posto come premier alla sua morte.

Il cordoglio  

«Nella sua vita e con le sue azioni mio padre ci ha lasciato in eredità il domani» ha detto il figlio Chemi. «Ci ha ordinato di edificare il futuro di Israele con coraggio e saggezza, e di spianare sempre strade per un futuro di pace». E mentre il presidente israeliano Benyamin Netanyahu convocava una seduta di lutto, il mondo rendeva omaggio a Peres. L’impegno per la sicurezza di Israele e la ricerca della pace «è stato radicato nella sua base morale inscalfibile e nel suo ottimismo instancabile» ha detto Barack Obama. Peres, ha proseguito, ha «guidato da una visione della dignità umana e di un progresso verso il quale lui sapeva che le persone di buona volontà avrebbero potuto avanzare insieme».

Obama chiama Peres «l’essenza di Israele stesso», ricordando come l’ex presidente israeliano aveva combattuto per l’indipendenza dello Stato ebraico e servito Israele praticamente in ogni ruolo governativo. Il presidente americano conclude affermando che con la morte di Peres «una luce se ne va, ma la speranza che ci ha dato brillerà per sempre».

Secondo fonti di stampa, al funerale parteciperà Papa Francesco.

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